Il 1 gennaio 1818, Mary Shelley pubblicò il suo romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo a Londra, inizialmente in forma anonima, ma la sua paternità divenne nota con la seconda edizione del 1823, consolidando il libro come un’opera fondamentale del genere gotico e anticipatrice della fantascienza.

Frankenstein, la trama
Frankenstein, di Mary Shelley, segue lo scienziato Victor Frankenstein, ossessionato dalla scienza, che crea una creatura vivente assemblando parti di cadaveri, ma ne rimane disgustato e la abbandona. La creatura, inizialmente buona, viene respinta dalla società a causa del suo aspetto terrificante e sviluppa un desiderio di vendetta che culmina nell’uccisione dei cari di Victor. La storia si conclude con una caccia disperata tra i ghiacci artici, dove Victor muore e la creatura, disperata, fugge per suicidarsi, lasciando un monito sulla responsabilità scientifica e morale.
Frankenstein o il moderno Prometeo è un romanzo gotico, horror e fantascientifico composto dalla scrittrice britannica Mary Shelley fra il 1816 e il 1817, all’età di 19 anni. Fu pubblicato nel 1818 e modificato dall’autrice per una seconda edizione del 1831. È questo il romanzo con cui nascono le figure letterarie del dottor Victor Frankenstein e della sua creatura, spesso ricordata come mostro di Frankenstein, ma anche, in maniera erronea, come Frankenstein, nome che, invece, appartiene al suo artefice.

Frankenstein è uno dei miti della letteratura proprio perché affonda le sue radici nelle paure umane: è probabile che il suo successo sia dovuto proprio alla figura del mostro, espressione della paura al tempo diffusa per lo sviluppo tecnologico. La creatura è l’esempio del sublime, del diverso, che in quanto tale causa terrore.
Dalla pubblicazione del libro, il nome di Frankenstein è entrato nell’immaginario collettivo in ambito letterario, cinematografico e televisivo. È inoltre utilizzato, per estensione, come esempio negativo in quello bioetico, alludendo al fatto che il suddetto dottore compisse esperimenti illeciti o eticamente discutibili.
Nel maggio 1816 la sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, diventa l’amante del poeta Lord George Byron e convince i coniugi Percy e Mary Shelley a seguirla a Ginevra. Il tempo piovoso (fu l’Anno senza estate a causa di una potente eruzione vulcanica) confina spesso i dimoranti nella loro residenza di Villa Diodati, dove occupano il tempo libero leggendo storie tedesche di fantasmi. Byron propone allora di comporre loro stessi una storia di fantasmi: tutti cominciano a scrivere, ma Mary non ebbe subito l’ispirazione.

Le lunghe conversazioni degli uomini vertono sulla natura dei princìpi della vita, sul galvanismo (grazie anche alla presenza dell’amico Polidori, medico interessato al dibattito su tale argomento), sulla possibilità di assemblare una creatura da resti di altre creature morte ed infondere in essa la vita. Tali pensieri scateneranno l’immaginazione di Mary e la portano ad avere un incubo che la spaventò molto, dando origine al grande mito gotico, facendole sognare uno studente che si inginocchia di fianco alla creatura che ha assemblato, la quale, grazie a una qualche forza, comincia a mostrare segni di vita.
In ogni caso Frankenstein, come Dracula, è subito un best seller e i critici rimangono spiazzati quando nella seconda edizione l’autore si rivela essere di sesso femminile e per giunta molto giovane (all’epoca della prima stesura la Shelley aveva 21 anni). Shelley aveva fede nei poteri creativi degli uomini, ma Mary dimostra fino a che punto questi possano spingersi se liberati in un contesto scientifico.