Il 26 gennaio 1887, a Parigi, prende avvio uno dei cantieri più discussi della storia culturale europea. In quella data iniziano ufficialmente i lavori della Tour Eiffel, progettata dall’ingegnere Gustave Eiffel in vista dell’Exposition Universelle del 1889.
Non si tratta solo di un evento architettonico. L’avvio della costruzione segna un punto di rottura nel modo in cui l’arte, fino a quel momento, aveva dialogato con la città, la storia e i materiali.
Il contesto storico e culturale della Parigi ottocentesca

La Parigi di fine Ottocento è una capitale culturale dominata dalla pietra, dalla simmetria e dalla memoria classica. I grandi boulevard, i palazzi haussmanniani e i monumenti celebrativi rispondono a un’idea di bellezza legata alla tradizione e alla decorazione.
Inserire nel Champ de Mars una struttura interamente in ferro, alta oltre 300 metri, appare come un gesto quasi ostile verso il paesaggio urbano. Il ferro è percepito come materiale tecnico, industriale, privo di dignità artistica. La torre, ancora prima di essere costruita, diventa un caso culturale.
Le polemiche degli artisti e degli intellettuali

Fin dall’inizio, il progetto suscita una forte opposizione. Scrittori, pittori e architetti firmano lettere pubbliche contro quella che viene definita una presenza aggressiva e antiestetica. La torre viene accusata di distruggere l’armonia visiva di Parigi e di ridurre l’arte a pura esibizione tecnologica.
Queste critiche non sono marginali. Riflettono una paura diffusa: che la modernità, con le sue strutture metalliche e la sua fiducia nella tecnica, stia cancellando secoli di linguaggio artistico. Il 26 gennaio 1887 diventa così una data simbolica di scontro tra visione classica e sensibilità moderna.
Una nuova idea di bellezza architettonica
Mentre il dibattito infuria, il cantiere procede. La Torre Eiffel cresce seguendo una logica strutturale rigorosa, fatta di calcoli, moduli ripetuti e equilibrio delle forze. Non c’è decorazione superflua, non ci sono riferimenti storici espliciti.
Dal punto di vista artistico, questo approccio rappresenta una svolta. La bellezza non deriva più dall’ornamento, ma dalla struttura stessa. La forma diventa espressione diretta della funzione e della tecnica. È un principio che anticipa gran parte dell’architettura del Novecento.
Da struttura temporanea a icona culturale
Un aspetto spesso ignorato riguarda la destinazione iniziale della torre. La Tour Eiffel nasce come costruzione temporanea, destinata allo smontaggio dopo circa vent’anni. La sua permanenza è legata a nuove funzioni scientifiche e tecnologiche, dalle sperimentazioni radio alle osservazioni meteorologiche.
Col tempo, la percezione collettiva cambia. La torre non è più vista come un corpo estraneo, ma come un segno distintivo della città. La sua immagine entra nell’arte, nella fotografia, nel cinema e nell’immaginario globale.
L’eredità artistica del 26 gennaio 1887
L’avvio del cantiere della Torre Eiffel non rappresenta solo l’inizio di un’opera architettonica. Segna l’accettazione di un nuovo rapporto tra arte, tecnica e modernità. Da quel momento in poi, l’idea di monumento non sarà più legata esclusivamente alla tradizione, ma anche alla capacità di interpretare il proprio tempo.
Il 26 gennaio 1887 resta una data chiave nella storia dell’arte moderna, perché sancisce il passaggio da una bellezza rassicurante a una bellezza che nasce dal rischio e dalla sperimentazione.

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