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Perché la parola di John Giorno torna a essere urgente nella mostra del MAMbo di Bologna

Quando una poesia può diventare un gesto collettivo

Massimo 23 secondi fa Commenta! 5
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Dal 5 febbraio al 3 maggio il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna dedica a John Giorno la mostra John Giorno: The Performative Word, prima grande retrospettiva completa in Italia dell’artista newyorkese. L’esposizione, curata da Lorenzo Balbi, si inserisce nel programma di Art City Bologna e inaugura il 4 febbraio con apertura gratuita dalle 18 alle 21.

Contenuti
John Giorno e l’avanguardia newyorkeseDial-A-Poem e la poesia come esperienza privataUn percorso tra pittura, archivio e impegno civileUn messaggio necessario nel presenteUna retrospettiva come atto culturale

La mostra non propone una semplice rilettura storica, ma riporta al centro una figura che ha trasformato la poesia in azione, presenza fisica, intervento pubblico. In un tempo in cui le parole scorrono veloci e spesso svuotate di peso, l’opera di Giorno riafferma la possibilità della lingua come gesto politico, artistico e collettivo.

John Giorno e l’avanguardia newyorkese

John-giorno-mambo-bologna-arte-performativa

Nato a New York nel 1936 e scomparso nel 2019, John Giorno è stato poeta, performer, artista visivo e attivista. La sua traiettoria attraversa alcune delle esperienze più radicali dell’avanguardia americana del secondo Novecento. Le sue collaborazioni con Andy Warhol, Robert Rauschenberg, William Burroughs, John Cage e Patti Smith testimoniano il ruolo centrale che ha avuto nel mettere in dialogo poesia, arti visive, musica e performance.

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Secondo Anthony Huberman, direttore artistico della Giorno Poetry Systems, Giorno ha sempre lavorato per portare la poesia fuori dalla pagina, rendendola un gesto vivo, capace di abitare lo spazio pubblico e i mezzi di comunicazione. La parola, per Giorno, non è mai stata solo scrittura, ma corpo, voce, relazione.

Dial-A-Poem e la poesia come esperienza privata

Il cuore della mostra bolognese è Dial-A-Poem, progetto realizzato per la prima volta nel 1969 al Museum of Modern Art di New York. Con quest’opera Giorno trasformò il telefono in uno strumento di diffusione poetica di massa, anticipando di decenni il concetto di rete e di accesso diretto ai contenuti.

Per la mostra al MAMbo è stata realizzata una versione italiana dell’opera. Componendo il numero 0510304278, il pubblico può ascoltare gratuitamente le voci e i testi di 34 poeti e poetesse italiane, senza possibilità di scelta. L’ascolto diventa così una performance intima e privata, in cui la casualità sostituisce il controllo e l’esperienza poetica si affida al tempo e all’attenzione di chi ascolta.

Lorenzo Balbi sottolinea come questo adattamento renda attuale l’opera di Giorno, trasformando un gesto tecnologico semplice in un atto di partecipazione culturale.

Un percorso tra pittura, archivio e impegno civile

Mambo_settimane della performance

La mostra si apre con Perfect Flowers, serie di tele dai colori intensi dedicate al tema dei fiori. Lontani da qualsiasi decorativismo, i fiori diventano metafora di cicli di vita, trasformazione, amore e resistenza. Il percorso espositivo prosegue con materiali d’archivio, in parte inediti e personali, video-installazioni, stampe storiche e i Rainbow Paintings, opere che richiamano l’impegno di Giorno per le comunità LGBTQIA+ e la lotta contro l’Aids.

Questi lavori restituiscono l’immagine di un artista che non ha mai separato pratica estetica e responsabilità sociale. La poesia diventa strumento di visibilità, affermazione identitaria e opposizione a ogni forma di esclusione.

Un messaggio necessario nel presente

Nel contesto attuale, segnato da tensioni sociali e culturali, la mostra assume un valore che va oltre la celebrazione. L’assessore alla cultura del Comune di Bologna Daniele Del Pozzo ha sottolineato come il messaggio dell’opera di Giorno risulti particolarmente rilevante oggi: un’arte aperta, partecipativa, capace di coinvolgere le comunità e incidere sul tessuto sociale.

John Giorno ha sempre concepito l’arte come pratica condivisa. Le sue opere non chiedono contemplazione distante, ma coinvolgimento diretto. La parola diventa spazio comune, attraversabile da chiunque.

Una retrospettiva come atto culturale

John Giorno: The Performative Word non è solo una retrospettiva museale. È un invito a ripensare il ruolo della poesia e dell’arte nel presente. Il MAMbo restituisce un artista che ha fatto della parola un mezzo di relazione e trasformazione, dimostrando che anche un gesto semplice, come una voce al telefono, può diventare un atto politico.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Mousse Publishing, che raccoglie saggi critici e materiali d’archivio, ampliando ulteriormente il racconto di una figura centrale della cultura contemporanea.

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