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Lettura: Anselm Kiefer porta “Le alchimiste” nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale
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Anselm Kiefer porta “Le alchimiste” nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale

42 teleri tra le rovine della storia: perché la mostra di Kiefer a Milano fa discutere

Massimo 16 secondi fa Commenta! 4
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La sala delle Cariatidi di Palazzo Reale torna a essere protagonista con un progetto concepito appositamente per la sua storia e le sue ferite. Dal 7 febbraio al 27 settembre 2026, lo spazio simbolo di Milano ospita “Le alchimiste”, il nuovo ciclo pittorico di Anselm Kiefer, uno dei più importanti artisti contemporanei.

Contenuti
Un dialogo con una sala ferita dalla storia“Le alchimiste”, un omaggio alle donne dimenticateAlchimia come sapere e trasformazioneUn progetto legato all’Olimpiade CulturaleUn’esposizione pensata per il luogo

L’intervento comprende 42 grandi teleri, disposti come paraventi all’interno della sala, ancora segnata dai bombardamenti del 15 agosto 1943, evento che ha profondamente compromesso l’architettura e le celebri sculture femminili che le danno il nome.

Un dialogo con una sala ferita dalla storia

Anselm kiefer

La scelta della sala delle Cariatidi non è casuale. Le bombe alleate danneggiarono gravemente le quaranta statue femminili che sorreggevano la balconata perimetrale, cancellandone in parte i corpi e trasformando lo spazio in un luogo sospeso tra memoria e rovina.

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È proprio da questa condizione che nasce il progetto di Kiefer. I teleri, disposti come paraventi, non invadono lo spazio ma lo attraversano, instaurando un dialogo diretto con le ferite architettoniche e simboliche della sala.

“Le alchimiste”, un omaggio alle donne dimenticate

Presentando il progetto, Kiefer ha spiegato che non si tratta di una mostra femminista, ma di un lavoro dedicato a donne che la storia ha spesso lasciato ai margini. Figure che, come gli uomini, hanno condotto esperimenti, studiato, creato conoscenza, ma che raramente sono state riconosciute.

Tra queste compare anche Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano. Una donna di potere, di scienza e di cultura, cui l’artista restituisce una visibilità che il tempo aveva offuscato.

Alchimia come sapere e trasformazione

Il titolo della mostra richiama l’alchimia non solo come pratica antica, ma come metafora di trasformazione, conoscenza e resistenza. Nei lavori di Kiefer, materia, storia e memoria si fondono, dando vita a opere dense, stratificate, spesso segnate da riferimenti letterari, filosofici e mitologici.

In questo contesto, le “alchimiste” diventano simbolo di un sapere sotterraneo, cancellato o ignorato, che riaffiora proprio in uno spazio segnato dalla distruzione.

Un progetto legato all’Olimpiade Culturale

Anselm kiefer

La mostra rientra nel programma dell’Milano Cortina 2026 – Olimpiade Culturale, il palinsesto di eventi che accompagna i Giochi Olimpici Invernali con iniziative artistiche e culturali.

“Le alchimiste” è promossa dal Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte, con il contributo di Gagosian e Galleria Lia Rumma, realtà da tempo legate al lavoro dell’artista tedesco.

Un’esposizione pensata per il luogo

Più che una semplice mostra, “Le alchimiste” si presenta come un intervento site-specific. Le opere non potrebbero esistere altrove nello stesso modo. La sala bombardata diventa parte integrante del progetto, non solo cornice ma materia viva del racconto.

Il risultato è un percorso che intreccia storia, memoria, identità femminile e rovina, offrendo una lettura potente e stratificata dello spazio e del passato.

Hai già visitato la sala delle Cariatidi o pensi di andare a vedere Le alchimiste? Dicci cosa ne pensi nei commenti oppure seguici su Instagram per altre mostre, eventi e storie dall’arte contemporanea.

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