iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
  • Arte
    • Festività ed eventi
    • Mostre
    • Musical
    • Street art
    • Teatro
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
  • Musica
  • Recensioni
  • Tv e Spettacolo
  • Architettura
  • Viaggi e Scoperte
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Cerca
  • Anime
  • Cinema
  • Cosechevalgono
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Lettura: 24 febbraio 1510: nasce la prima edizione dell’“Utopia” di Thomas More
Share
Notifica
Ridimensionamento dei caratteriAa
iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Anime
  • Cinema
  • Cosechevalgono
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Cerca
  • Arte
    • Festività ed eventi
    • Mostre
    • Musical
    • Street art
    • Teatro
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
  • Musica
  • Recensioni
  • Tv e Spettacolo
  • Architettura
  • Viaggi e Scoperte
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Seguici
  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Accadde oggiNotizie

24 febbraio 1510: nasce la prima edizione dell’“Utopia” di Thomas More

E se la parola “utopia” avesse trasformato il modo in cui immaginiamo il futuro?

Massimo 43 secondi fa Commenta! 4
SHARE

Il 24 febbraio 1510 viene concessa a Lovanio l’autorizzazione per la stampa di un’opera destinata a lasciare un segno profondo nel pensiero politico europeo: Utopia di Thomas More.

Contenuti
Perché il 24 febbraio conta davveroThomas More tra idealismo e tragediaAccadde oggi 24 febbraio: quando nasce un’idea che non smette di inquietarci

Il libro uscirà qualche anno dopo, nel 1516, ma quel via libera alla stampa rappresenta l’inizio ufficiale della sua diffusione. E qui la faccenda si fa interessante.

More immagina un’isola ideale dove la proprietà privata non esiste, il lavoro è organizzato in modo equo, l’istruzione è diffusa e la tolleranza religiosa è praticata. Attenzione: non è un manuale politico. È una satira raffinata, scritta in latino, piena di ambiguità.

Leggi Altro

Margate, Regno Unito: la destinazione d’arte che non ti aspetti
23 febbraio 1455: la Bibbia di Gutenberg cambia la storia
Digitanalogico è la stanza elettrica di 4Grigio, dove il pop d’autore sopravvive al silicio tra synth anni ’80 e bufere di neve
Sissi l’Imperatrice con Federica Luna Vincenti: debutto nazionale il 22 febbraio

La parola “utopia” nasce qui. Dal greco ou topos, “non luogo”, ma anche eu topos, “luogo buono”. Un gioco linguistico che dice già tutto: è un posto che non esiste, ma che esiste come possibilità mentale.

Perché il 24 febbraio conta davvero

Nel pieno Rinascimento europeo, quando l’Umanesimo mette l’uomo al centro del pensiero, Utopia diventa un laboratorio teorico. Non è solo letteratura. È filosofia politica travestita da racconto di viaggio.

Senza Utopia non avremmo gran parte delle discussioni moderne su socialismo, comunitarismo, organizzazione dello Stato. More non propone un programma applicabile. Propone un esperimento mentale.

E gli esperimenti mentali sono strumenti potentissimi. Sono il motore invisibile del cambiamento culturale.

Non è un caso che nei secoli successivi il termine “utopia” diventi una categoria del pensiero. Campanella con la Città del Sole. Bacon con la Nuova Atlantide. Tutti figli di quell’atto iniziale di stampa.

Thomas More tra idealismo e tragedia

E se la parola “utopia” avesse trasformato il modo in cui immaginiamo il futuro?

La vita di More non finisce bene. Diventa Lord Cancelliere d’Inghilterra sotto Enrico VIII. Rifiuta di riconoscere il re come capo della Chiesa anglicana. Viene processato e decapitato nel 1535.

Il pensatore dell’isola perfetta muore per coerenza religiosa e politica. C’è una tensione affascinante qui: l’uomo che immagina una società tollerante vive in un’Europa che sta per entrare in un secolo di guerre confessionali.

La storia è ironica. Le idee viaggiano più lontano delle vite che le generano.

Accadde oggi 24 febbraio: quando nasce un’idea che non smette di inquietarci

Il 24 febbraio 1510 non è la data di una battaglia o di una rivoluzione armata. È la data di un’autorizzazione editoriale. Un dettaglio burocratico.

Eppure da lì prende forma una delle parole più cariche di significato della modernità.

Ogni volta che diciamo “è un’utopia” stiamo evocando quell’isola immaginaria. Ogni progetto politico che promette la società perfetta dialoga, in modo diretto o indiretto, con quel libro.

E qui arriva il punto interessante: le utopie sono pericolose o necessarie?

Come ipotesi di lavoro, possiamo dire questo: senza utopie non esiste progresso. Senza il rischio dell’idealizzazione, non c’è tensione verso il miglioramento. Ma quando l’utopia si trasforma in dogma, diventa distopia.

Il 24 febbraio ci ricorda che le idee stampate hanno conseguenze. Che una parola nuova può cambiare il modo in cui pensiamo la realtà. Che la fantasia, quando è disciplinata dal pensiero critico, è una forza politica.

Un’autorizzazione alla stampa. Un’isola che non esiste. Una parola che continua a tormentarci cinque secoli dopo.

Non male per un giorno di fine inverno.

Le utopie sono motore di progresso o illusioni pericolose? Scrivicelo nei commenti e seguici su Instagram per altri eventi storici che continuano a influenzare il presente.

Condividi questo articolo
Facebook Twitter Copia il link
Share
Cosa ne pensi?
-0
-0
-0
-0
-0
-0
lascia un commento lascia un commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer

Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​

  • Anime
  • Cinema
  • Cosechevalgono
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Bentornato in iCrewPlay!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?