Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti porta al Teatro Gobetti di Torino una riflessione tagliente su amore, attesa e dipendenza affettiva.
Il testo di Diego Pleuteri, diretto da Leonardo Lidi, è andato in scena dal 14 al 26 aprile 2026 come prima nazionale del Teatro Stabile di Torino. Al centro ci sono presenze domestiche, solitudine e un’assenza che diventa progressivamente insostenibile.
Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti, cosa racconta

Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti racconta tre animali chiusi in casa dopo la scomparsa del padrone. L’attesa diventa una lente teatrale per parlare di abbandono, dipendenza emotiva e bisogno di essere scelti.
In scena compaiono Maria Teresa Castello, Hana Daneri, Marta Malvestiti e Beatrice Verzotti. Il dispositivo drammaturgico parte da una situazione quasi fiabesca, ma evita la tenerezza facile: cane, gatto e pesce rosso diventano corpi in ascolto, creature abituate all’obbedienza e alla speranza.
La scheda ufficiale del Teatro Stabile di Torino indica una durata di 1 ora e 10 minuti senza intervallo. Una misura compatta, coerente con un testo che lavora per accumulo emotivo più che per grandi svolte narrative.
Diego Pleuteri e Leonardo Lidi tra fiaba nera e dipendenza
Pleuteri e Lidi costruiscono un teatro della sospensione. Il padrone non torna, il tempo si deforma, la casa smette di essere rifugio e diventa trappola. L’amore, osservato da una prospettiva non umana, perde ogni retorica consolatoria.
Il lavoro si inserisce in una stagione in cui il teatro italiano torna a interrogare i rapporti di potere dentro i legami affettivi. Lo stesso tema della relazione come conflitto attraversa anche il recente successo dell’Antigone diretta da Robert Carsen, dove l’obbedienza diventa materia politica.
La collaborazione tra Pleuteri e Lidi arriva dopo Come nei giorni migliori e conferma una ricerca comune sui sentimenti contemporanei. Il linguaggio è diretto, ma l’impianto rimanda a una linea più ampia di teatro contemporaneo, dove il quotidiano viene spinto fino al paradosso.
Teatro Gobetti e nuove scritture sceniche italiane

Il debutto al Teatro Gobetti rafforza il ruolo di Torino come luogo di produzione e non solo di ospitalità. La presenza del Teatro Stabile come Teatro Nazionale consente a nuovi autori e registi di misurarsi con platee ampie senza perdere rischio formale.
In questa prospettiva, Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti dialoga con altre piattaforme dedicate alle nuove scene, dalla rassegna CON#tatto al Teatro Le Maschere al Festival inDivenire, dove la drammaturgia emergente cerca spazi di visibilità e confronto.
Il punto più interessante dello spettacolo è la sua domanda implicita: quanto della nostra idea di amore somiglia ancora all’attesa di qualcuno che forse non tornerà? Se il teatro riesce a rendere visibile questa dipendenza, allora la fiaba domestica diventa un problema pubblico.