Yugen Mistero sul Canal Grande arriva il 20 maggio in libreria per Bompiani con un intreccio che fonde noir contemporaneo, cultura giapponese e una Venezia sempre più distante dall’immagine da cartolina. Il romanzo scritto da Eva Convertino e Alberto Mingardi costruisce una storia investigativa attorno alla scomparsa di una ragazza giapponese nella laguna, usando il concetto estetico dello yūgen come chiave narrativa e visiva.
Cos’è Yugen Mistero sul Canal Grande e perché parla della Venezia di oggi

Il centro della vicenda è il commissario Ivano Alteri, trasferitosi a Venezia per motivi personali e coinvolto nell’indagine sulla sparizione di Mikoto Asuna, sorella di un collezionista giapponese ossessionato dalla perfezione. La struttura del romanzo usa il mistero criminale per raccontare una città attraversata dal turismo globale, dalla presenza dei grandi mecenati internazionali e da un’identità veneziana sempre più fragile.
Il termine giapponese yūgen indica una bellezza sottile e non completamente visibile, un concetto vicino alla tradizione estetica descritta nella cultura del Giappone classico. Nel libro questo elemento viene trasferito nei canali, nelle ombre e nei riflessi della laguna, creando un dialogo diretto tra Venezia e l’immaginario dell’ukiyo-e. Non è un caso che negli ultimi anni l’arte giapponese abbia trovato spazio crescente anche in Italia, come dimostra la mostra dedicata a Haruka Misawa debutta in Italia con bit by bit a Milano.
Il noir veneziano tra maschere, turismo e memoria culturale
La Venezia raccontata in Yugen Mistero sul Canal Grande è lontana dalle rappresentazioni romantiche tradizionali. I sestieri diventano un labirinto narrativo in cui ogni testimonianza appare incompleta e ogni personaggio sembra nascondere qualcosa. L’uso della città come organismo ambiguo richiama una lunga tradizione letteraria e cinematografica che va da Thomas Mann fino ai thriller contemporanei ambientati nella laguna.
Anche il tema della maschera ritorna con forza nel romanzo. Venezia continua infatti a essere associata a identità nascoste e giochi di potere, elementi che nella cultura europea hanno alimentato racconti storici e leggendari. Lo stesso immaginario della figura nascosta dietro una maschera richiama storie come quella raccontata in Pillole di Storia Moderna, l’Uomo con la Maschera di Ferro, dove il mistero diventa strumento politico e simbolico.
- Il romanzo sarà pubblicato da Bompiani il 20 maggio 2026
- Le pagine del volume sono 336
- Il prezzo di copertina annunciato è di 19 euro
Perché il dialogo tra Giappone e Venezia interessa sempre più la cultura europea
Negli ultimi anni Venezia è diventata uno dei punti d’incontro principali tra arte asiatica e cultura occidentale. La presenza della Biennale di Venezia, delle grandi collezioni private e del mercato internazionale ha trasformato la città in uno spazio culturale globale. In questo scenario, l’idea di un noir che unisce sensibilità giapponese e decadimento veneziano appare coerente con le trasformazioni reali della città.
Il libro di Convertino e Mingardi si inserisce anche nella crescita editoriale del noir culturale, un genere che utilizza arte, architettura e identità urbane come elementi centrali dell’indagine. Venezia continua così a essere non soltanto uno sfondo, ma un personaggio vero e proprio. Resta da capire se questo tipo di narrativa riuscirà a raccontare la città contemporanea meglio di molte narrazioni turistiche ormai cristallizzate.