Giancarlo Del Monaco è tornato al centro della cronaca culturale per il matrimonio a San Pietroburgo con il soprano croato Lana Kos. Ha 82 anni, è figlio del tenore Mario Del Monaco e nel dicembre 2024 ha ricevuto la cittadinanza russa con decreto firmato da Vladimir Putin.
Giancarlo Del Monaco: chi è e perché se ne parla

Giancarlo Del Monaco è un regista lirico nato il 27 dicembre 1943 a Villorba, in provincia di Treviso. La sua carriera conta oltre 100 regie e passa da Vienna, Bonn, Nizza, New York, Mosca e San Pietroburgo. Il suo nome pesa perché unisce dinastia musicale, teatro d’opera e scelta russa.
Il padre era Mario Del Monaco, tra i tenori italiani più noti del Novecento. Giancarlo ha preso un’altra strada: non il canto, ma la regia. Ha studiato in Svizzera, ha lavorato in Germania e ha imparato la macchina teatrale da vicino, prima di firmare produzioni nei principali teatri europei.
La sua biografia sul sito del Teatro Mariinskij ricorda il debutto al Metropolitan Opera nel 1991 con La Fanciulla del West. Dopo quella produzione sono arrivati Stiffelio, Madama Butterfly, Simon Boccanegra e La forza del destino, titoli poi distribuiti anche da Deutsche Grammophon.
Lana Kos, il terzo matrimonio e la vita a San Pietroburgo
Il matrimonio con Lana Kos arriva dopo circa 15 anni di relazione. Lei è soprano croato e lavora spesso nei teatri russi. Le nozze sono state celebrate a San Pietroburgo, città dove Del Monaco vive e lavora da tempo. È il suo terzo matrimonio.
La differenza d’età ha attirato attenzione mediatica, ma il dato artistico è più utile: Del Monaco e Kos condividono lo stesso spazio professionale. Non si tratta solo di una storia privata. La Russia, per entrambi, è diventata una base di lavoro, tra produzioni liriche, incarichi e rapporti con istituzioni teatrali.
Nel racconto pubblico italiano, le vite private degli artisti entrano spesso dentro la notizia culturale. Succede nel pop, come nel caso di Salmo e il suo nome d’arte, e succede nella televisione, come nella storia del figlio adottivo di Raffaella Carrà. Con Del Monaco, però, la parte privata si intreccia anche con una scelta geopolitica.
Cittadinanza russa: il punto delicato nella storia di Del Monaco
Il passaggio più discusso resta la cittadinanza russa. Il 20 dicembre 2024, ANSA ha riportato la concessione del passaporto russo a Giancarlo Del Monaco tramite decreto presidenziale, citando la Tass. Del Monaco mantiene anche la cittadinanza italiana, ma la tempistica ha acceso il dibattito.
Il motivo è chiaro: la guerra in Ucraina rende ogni rapporto culturale con la Russia più esposto a letture politiche. Del Monaco ha presentato la scelta come legame con la cultura russa e con il lavoro nei teatri. È una spiegazione lineare sul piano professionale, ma non cancella le domande sul peso simbolico di un decreto firmato da Putin.
La sua carriera, intanto, continua nei teatri russi. Il Bolshoi indica tra i suoi lavori recenti una regia di Rigoletto nel 2024 nella scheda dedicata a Giancarlo Del Monaco. Per un regista d’opera, restare attivo a 82 anni è già un fatto raro. Farlo dentro una scena culturale sotto pressione internazionale rende ogni scelta più osservata.
Il nodo non è stabilire se l’arte debba fermarsi ai confini politici. Il nodo è più concreto: quando un artista italiano prende un passaporto russo durante una guerra europea, il suo lavoro non viene letto solo come teatro. Viene letto anche come posizione pubblica, anche quando lui prova a tenerla fuori dalla politica.