Premio Bindi 2026 torna a Santa Margherita Ligure dal 9 all’11 luglio con tre serate dedicate alla canzone d’autore italiana, tra riconoscimenti speciali, concorso per emergenti, incontri e una mostra sulle copertine della rivista L’Isola che non c’era.
La XXII edizione si svolge all’Anfiteatro Umberto Bindi, con la conduzione di Claudio Guerrini e Chiara Buratti. La direzione artistica è affidata a Zibba, mentre l’organizzazione resta in capo all’Associazione Le Muse Novae, con il sostegno del Comune di Santa Margherita Ligure e della Regione Liguria.
Premio Bindi 2026, cosa prevede il programma

Il Premio Bindi 2026 mette insieme premi a figure già riconosciute e una gara dedicata agli autori emergenti. La formula conta perché non separa memoria e ricerca: ogni finalista porta brani propri e un omaggio a Umberto Bindi, autore centrale della scuola genovese.
Il 9 luglio sarà la serata di Maurizio Carucci, voce degli Ex Otago, premiato con la menzione speciale Lasciatemi sognare nella categoria Autore. Lo stesso riconoscimento, nella categoria Cantautrice, va a Levante, che lo ritirerà il 29 agosto in occasione del suo concerto all’Anfiteatro Umberto Bindi.
Nella stessa data sono annunciati altri tre riconoscimenti: il Premio Futura a Pierdavide Carone, il Premio Bindi New Generation a Matteo Alieno e il Premio Bindi Artigianato della Canzone a Slow Music ETS, associazione no profit nata nel 2018 su iniziativa di Claudio Trotta.
Gli 8 finalisti del Premio Bindi 2026 e le targhe in gara
Il cuore competitivo del festival arriva venerdì 10 luglio, quando otto finalisti si contenderanno la Targa Premio Bindi. I nomi in gara sono Davide Amati, Diletta Calicanto, Emsaisi, Gabriele Spira, Matteo Salzano, Matteo Trapanese, Pit e Sofia Ara.
Ogni artista presenterà quattro brani dal vivo: tre composizioni originali e una rilettura del repertorio di Umberto Bindi. La giuria, presieduta da Massimo Poggini, assegnerà anche la Targa Giorgio Calabrese al miglior autore, la Targa Armando Corsi al miglior musicista e la Targa Beppe Quirici al miglior arrangiamento.
Il premio principale ha anche una ricaduta pratica. Grazie al partner NUOVOIMAIE e al Bando Art.7 L.93/92, il vincitore riceverà un contributo da 10mila euro per realizzare un tour di almeno cinque date. Soundreef aggiunge un ulteriore premio in denaro.
Il meccanismo richiama altri percorsi italiani dedicati agli autori e ai nuovi linguaggi musicali, in un sistema di premi culturali che va letto accanto a esperienze editoriali come il Premio Iguana 2026 e al dibattito sui riconoscimenti letterari aperto dal Premio Strega 2026.
| Premio | Assegnato a |
|---|---|
| Menzione “Lasciatemi sognare” – Cantautrice | Levante |
| Menzione “Lasciatemi sognare” – Autore | Maurizio Carucci degli Ex Otago |
| Premio Futura | Pierdavide Carone |
| Premio Bindi New Generation | Matteo Alieno |
| Premio Bindi Artigianato della Canzone | Slow Music ETS |
| Finalisti Targa Premio Bindi 2026 |
|---|
| Davide Amati |
| Diletta Calicanto |
| Emsaisi |
| Gabriele Spira |
| Matteo Salzano |
| Matteo Trapanese |
| Pit |
| Sofia Ara |
Canzone d’autore, memoria e nuove scene italiane
Nato nel 2005 su impulso di Bruno Lauzi, il Premio Bindi ha costruito la propria identità su una linea precisa: usare il nome di Umberto Bindi non come monumento, ma come banco di prova per chi scrive canzoni. È una scelta coerente con una tradizione ligure che ha pesato sulla storia della musica italiana.
Il programma 2026 allarga il campo anche fuori dal palco. Il 9 luglio sarà presentato il documentario Umberto Bindi. La musica (non) è finita, prodotto da Quantica Produzioni con Rai Documentari, scritto da Veronica D’Agostino e diretto da Dario Acocella.
Al Castello Cinquecentesco di Santa Margherita Ligure arriva inoltre una mostra a ingresso gratuito dedicata alle copertine più rappresentative della rivista L’Isola che non c’era, da Lucio Dalla alla PFM, da Pino Daniele a Francesco De Gregori, da Lucio Battisti a Vinicio Capossela.
Il punto, per il Premio Bindi 2026, sarà capire se il concorso saprà intercettare autori capaci di uscire dalla nicchia. Il contributo per il tour aiuta, ma la vera verifica arriverà dopo Santa Margherita Ligure: nella tenuta dal vivo, nelle scritture e nella capacità di restare riconoscibili senza imitare i maestri.