Renato Zero al Puntasacra Film Fest ha inaugurato il 9 luglio 2026 la quinta edizione della rassegna all’Idroscalo di Ostia, presentando il restauro di Ciao Nì. La scelta del luogo ha dato alla serata un significato preciso: riportare cinema e musica in una periferia romana legata alla memoria di Pier Paolo Pasolini e alla storia di una comunità rimasta a lungo fuori dai principali circuiti culturali.
Renato Zero al Puntasacra Film Fest: perché Pasolini è al centro

L’apertura con Renato Zero ha collegato due percorsi artistici diversi, uniti dall’attenzione verso esclusi, borgate e identità marginali. Il cantante ha ricordato il proprio legame con Pasolini e con la Roma periferica, trasformando la proiezione in un incontro tra memoria culturale, pubblico popolare e territorio.
Zero è nato nel centro di Roma, ma è cresciuto alla Montagnola, quartiere che ha inciso sulla sua formazione e sul suo modo di raccontare chi vive ai margini. Nel 1993 dedicò a quell’universo Casal de’ Pazzi, brano nel quale la periferia diventa uno spazio di conflitto tra desiderio, precarietà e futuro. La stessa attenzione attraversa molte canzoni della sua carriera, costruite attorno a figure che cercano riconoscimento e libertà.
Il rapporto con Pasolini non va letto come una sovrapposizione tra due poetiche. Il regista e scrittore osservò le borgate romane attraverso cinema, narrativa e poesia, mentre Renato Zero portò nella canzone italiana personaggi eccentrici, fragili o socialmente esclusi. Nel profilo dedicato alla nascita di Renato Zero e alla costruzione della sua identità artistica emerge già questa attenzione per chi non trovava spazio nei modelli dominanti.
Ciao Nì restaurato riporta al cinema il Renato Zero del 1979
Il film scelto per la serata inaugurale è Ciao Nì, diretto da Paolo Poeti e uscito nel 1979, nel periodo in cui il successo di Zerofobia e Zerolandia aveva trasformato Renato Zero in un fenomeno nazionale. La pellicola dura 92 minuti e mescola racconto musicale, autobiografia, grottesco e riflessione sul doppio, restituendo il clima creativo di una stagione decisiva per il cantante.
Il restauro è stato concepito da Tattica ed eseguito dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con Mediaset. Il lavoro ha riportato il film in sala in una versione adatta alla proiezione contemporanea, preservando un documento che racconta tanto l’immagine pubblica di Zero quanto il rapporto tra musica, spettacolo e costume alla fine degli anni Settanta.
Ciao Nì mostra anche come trucco, costumi e provocazione visiva fossero strumenti narrativi, non semplici ornamenti scenici. La riflessione sulla libertà personale attraversa anche brani successivi, come racconta l’approfondimento sul significato di Erotica apparenza, dove l’identità viene sottratta alle convenzioni e restituita come scelta individuale.
Il festival porta undici serate gratuite all’Idroscalo di Ostia
Il Puntasacra Film Fest 2026 si svolge in piazza dei Piroscafi con ingresso gratuito. Il programma principale va dal 9 al 18 luglio, seguito il 19 luglio da una serata speciale dedicata a Ettore Scola nel decimo anniversario della morte. Le proiezioni iniziano alle 20.30 e il cartellone comprende incontri con Carlo Verdone, Benedetta Porcaroli, Riccardo Milani, Pippo Mezzapesa, Anna Ferzetti e altri protagonisti del cinema italiano.
La pagina ufficiale di Culture Roma definisce l’edizione come un ciclo di undici serate accessibili, promosso da Roma Capitale e realizzato all’interno di un progetto che unisce spettacolo e presenza sul territorio. Il festival nasce dal lavoro di Alice nella Città e dal dialogo con la comunità raccontata nel documentario Punta Sacra di Francesca Mazzoleni.
La presenza di Renato Zero chiarisce la direzione della rassegna: usare figure riconoscibili per attirare pubblico in un luogo che conserva una memoria difficile e una forte identità locale. Il punto da osservare nei prossimi anni sarà la continuità del progetto, perché l’effetto culturale dell’arena dipenderà dalla capacità di mantenere programmazione, accessibilità e coinvolgimento degli abitanti oltre la singola edizione. La risposta dirà se l’Idroscalo potrà consolidarsi come spazio culturale stabile, e non soltanto come sede estiva temporanea.