La mostra Van Dyck a Genova chiude domenica 19 luglio 2026. Restano quindi poche giornate per visitare a Palazzo Ducale la grande retrospettiva dedicata al pittore fiammingo e al suo viaggio artistico tra Anversa, Genova e Londra.
L’esposizione, aperta dal 20 marzo nell’Appartamento e nella Cappella del Doge, riunisce 60 opere distribuite in dieci sezioni tematiche. Il percorso comprende ritratti, grandi composizioni religiose e dipinti provenienti da musei come il Louvre, il Prado, la National Gallery di Londra, gli Uffizi e la Pinacoteca di Brera.
Per le ultime settimane Palazzo Ducale ha ampliato gli orari, offrendo aperture serali il venerdì e il sabato. Chi intende visitare la mostra nell’ultimo fine settimana deve però considerare la possibile maggiore affluenza e la chiusura della biglietteria un’ora prima rispetto alle sale.
Van Dyck a Genova: gli orari delle ultime giornate

Secondo le informazioni aggiornate sul sito ufficiale di Palazzo Ducale, la mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19. Il venerdì e il sabato l’orario viene prolungato fino alle 20, mentre la biglietteria chiude sempre un’ora prima.
Per lo slot editoriale del 18 luglio, le informazioni più utili riguardano soprattutto sabato 18 e domenica 19 luglio. Sabato la visita è possibile dalle 10 alle 20, con chiusura della biglietteria alle 19. Domenica, ultimo giorno della mostra, l’apertura è prevista dalle 10 alle 19, con ultimo accesso alla biglietteria alle 18.
- Sabato 18 luglio: apertura dalle 10 alle 20
- Domenica 19 luglio: apertura dalle 10 alle 19
- La biglietteria chiude un’ora prima delle sale
- Sede: Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9, Genova
- Spazi espositivi: Appartamento e Cappella del Doge
Quanto costano i biglietti per la mostra
Il biglietto intero acquistato per una data e una fascia oraria costa 15 euro. Il ridotto ordinario è fissato a 13 euro, mentre per gli over 65 e i soci Coop nazionali è prevista una tariffa di 14 euro disponibile soltanto in cassa.
I visitatori tra i 19 e i 25 anni pagano 9 euro, mentre il biglietto per la fascia dai 6 ai 18 anni costa 6 euro. L’audioguida, facoltativa, ha un costo aggiuntivo di 5 euro. Sono disponibili anche biglietti open online, con prezzi maggiorati e una prevendita di 1,50 euro.
Esiste inoltre una riduzione collegata ai Musei di Strada Nuova: chi possiede il biglietto della mostra può accedere ai musei civici con tariffa ridotta e, allo stesso modo, chi ha visitato i Musei di Strada Nuova può ottenere uno sconto per Van Dyck. Le condizioni sono riportate nella comunicazione dei Musei di Genova.
Cosa vedere nella mostra Van Dyck l’Europeo

Il percorso non segue esclusivamente un ordine cronologico. Le dieci sezioni raccontano le diverse fasi della carriera di Van Dyck e il modo in cui il pittore adattò il proprio linguaggio ai contesti artistici, politici e sociali incontrati nelle sue tre principali stagioni europee.
Tra le opere da osservare c’è il primo autoritratto conosciuto dell’artista, dipinto quando Van Dyck aveva circa quindici anni e concesso in prestito dall’Accademia di Belle Arti di Vienna. L’opera introduce il visitatore alla sicurezza tecnica e all’ambizione di un pittore che avrebbe presto lavorato accanto a Rubens.
Un’altra parte centrale è dedicata al periodo genovese, compreso tra il 1621 e il 1627. In quegli anni Van Dyck divenne il ritrattista preferito delle grandi famiglie aristocratiche della città, sviluppando una formula capace di unire eleganza, autorità e attenzione psicologica.
Il legame con le collezioni italiane emerge anche attraverso opere concesse in prestito. Un esempio è Le quattro età dell’uomo, temporaneamente trasferita da Palazzo Chiericati: il prestito e le iniziative collegate sono raccontati nell’approfondimento sui Musei Civici di Vicenza.
Il Van Dyck sacro, oltre i ritratti dell’aristocrazia
La mostra permette di conoscere anche un lato meno immediato dell’artista. Accanto ai celebri ritratti sono esposte opere religiose caratterizzate da teatralità, movimento e forte intensità emotiva.
Tra i dipinti segnalati dagli organizzatori figurano il Matrimonio mistico di santa Caterina, proveniente dal Prado di Madrid, e il San Sebastiano della Scottish National Gallery di Edimburgo. Il percorso comprende anche un Ecce Homo appartenente a una collezione privata europea.
Uno dei passaggi più significativi è la monumentale Crocifissione realizzata per la chiesa di San Michele di Pagana, a Rapallo. L’opera è stata eccezionalmente rimossa dall’altare per essere presentata nella Cappella del Doge, dove il dialogo con la decorazione barocca amplifica l’impatto della composizione.
Perché Genova è centrale nella storia di Van Dyck
Genova non è soltanto la città che ospita la retrospettiva. Il soggiorno ligure rappresentò una tappa decisiva nella maturazione dell’artista. Van Dyck arrivò in una città ricca, internazionale e attraversata da intensi rapporti commerciali, trovando nelle famiglie nobiliari una committenza particolarmente sensibile al ritratto di rappresentanza.
Le figure dipinte non sono rigide presenze ufficiali. Abiti, gesti, sguardi e ambientazioni costruiscono un equilibrio tra prestigio pubblico e dimensione individuale. È proprio questa capacità di rendere il potere elegante, naturale e umano a trasformare Van Dyck in un modello per la ritrattistica europea successiva.
Il legame tra Palazzo Ducale e le grandi mostre dedicate ai maestri del passato è stato già approfondito da iCrewPlay Arte in occasione della rassegna su Artemisia Gentileschi a Genova. Anche nel caso di Van Dyck, la sede contribuisce a collegare le opere con la storia politica e culturale della città.
Come organizzare la visita prima della chiusura
Per le ultime giornate è consigliabile controllare in anticipo la disponibilità delle fasce orarie online. Il sabato offre un’ora aggiuntiva di apertura, ma potrebbe essere anche la giornata più affollata. La domenica resta l’ultima occasione utile, con chiusura delle sale alle 19.
Il percorso comprende dipinti di grandi dimensioni e numerose sezioni, quindi è ragionevole dedicare alla visita almeno un’ora e mezza. Chi vuole proseguire l’itinerario può raggiungere i Musei di Strada Nuova, dove sono conservate altre opere di Van Dyck e dei pittori nordici attivi nella Genova del Seicento.
La chiusura del 19 luglio rende queste giornate l’ultima possibilità per vedere riuniti a Genova prestiti internazionali difficilmente accessibili nello stesso luogo. Il valore della mostra sta proprio nel confronto tra il giovane artista di Anversa, il ritrattista dell’aristocrazia genovese e il pittore chiamato alla corte di Carlo I d’Inghilterra.