iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
  • Tv e Spettacolo
  • Personaggi
  • Musica
  • Cultura
  • Arte
    • Comunicati Stampa
    • Mostre
    • Festività ed eventi
    • Architettura
    • Street art
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
    • Pillole di storia
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
  • Notizie
Cerca
  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Lettura: Marina Abramović a Venezia: cosa mostra la retrospettiva 2026
Share
Notifica
Ridimensionamento dei caratteriAa
iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Cerca
  • Tv e Spettacolo
  • Personaggi
  • Musica
  • Cultura
  • Arte
    • Comunicati Stampa
    • Mostre
    • Festività ed eventi
    • Architettura
    • Street art
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
    • Pillole di storia
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
  • Notizie
Seguici
  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
ArteMostre

Marina Abramović a Venezia: cosa mostra la retrospettiva 2026

Performance storiche, opere interattive e un confronto con Tiziano alle Gallerie dell’Accademia durante la Biennale

Massimo 2 ore fa Commenta! 12
SHARE
Seguici su Google Aggiungi iCrewPlay Arte alle tue fonti preferite Trova più facilmente le nostre notizie nei risultati di Google.
Aggiungi su Google

Marina Abramović a Venezia è protagonista di Transforming Energy, la grande mostra aperta alle Gallerie dell’Accademia fino al 18 ottobre 2026 e presentata in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale. Il progetto attraversa oltre cinquant’anni di ricerca, ma non funziona come una retrospettiva tradizionale ordinata soltanto per date e opere.

Contenuti
Transforming Energy non è una mostra passivaLe performance storiche presenti nel percorsoRhythm 0 e il lato più inquietante della partecipazioneBalkan Baroque e il ritorno nel luogo del Leone d’oroImponderabilia viene nuovamente attivata a VeneziaLa Pietà di Abramović dialoga con quella di TizianoPerché la sede delle Gallerie dell’Accademia è decisivaIl rapporto con la Biennale di Venezia 2026Date, sede e informazioni prima della visitaCosa sapere prima di entrareCosa resta dopo la visita

Il visitatore incontra filmati di performance storiche, installazioni, fotografie, oggetti da utilizzare direttamente e nuovi interventi pensati per il museo veneziano. Il filo conduttore è il rapporto tra corpo, resistenza, vulnerabilità, energia e trasformazione, temi che Abramović esplora dagli anni Settanta usando spesso se stessa come materiale artistico.

Transforming Energy non è una mostra passiva

Marina abramović a venezia: cosa mostra la retrospettiva 2026

L’elemento più importante del percorso è il ruolo assegnato al pubblico. In molte mostre dedicate alla performance, lo spettatore osserva documentazioni fotografiche e video di azioni già concluse. In Transforming Energy viene invece invitato a fermarsi, assumere determinate posizioni e sperimentare fisicamente alcune strutture.

Leggi Altro

Capo Plaza a Napoli: scaletta del concerto
Accadde oggi 29 luglio 1979: muore Herbert Marcuse
Mark Rothko a Firenze: opere, biglietti e percorso della mostra
Stresa Festival 2026: concerti, date e location fino al 9 settembre
Pubblicità

Al centro del progetto ci sono i Transitory Objects, letti, sedute e costruzioni in pietra nelle quali sono inseriti cristalli e minerali. I visitatori possono sdraiarsi, sedersi o rimanere in piedi a contatto con questi elementi, attivando quella che l’artista definisce una trasmissione di energia.

Non è necessario condividere una lettura spirituale dei materiali per comprendere il senso dell’esperienza. Il gesto di rallentare, abbandonare temporaneamente il telefono e concentrarsi sul corpo modifica già il comportamento abituale dentro un museo. L’opera non è quindi completa senza la presenza e la partecipazione del pubblico.

Le performance storiche presenti nel percorso

La mostra ripercorre alcuni momenti decisivi della carriera di Abramović attraverso opere, documentazioni e proiezioni. Tra i lavori annunciati dalle Gallerie dell’Accademia figurano Rhythm 0, Imponderabilia, Light/Dark, Balkan Baroque e Carrying the Skeleton.

  • Rhythm 0, 1974: il pubblico poteva utilizzare sull’artista una serie di oggetti messi a disposizione
  • Imponderabilia, 1977: Marina Abramović e Ulay costringevano i visitatori a passare tra i loro corpi nudi
  • Light/Dark, 1977: una sequenza ripetitiva di schiaffi tra Abramović e Ulay
  • Balkan Baroque, 1997: l’artista lavava ossa animali insanguinate come risposta alle guerre jugoslave
  • Carrying the Skeleton, 2008: il corpo dell’artista sostiene e trascina la rappresentazione di uno scheletro

Queste opere mostrano come la sua ricerca sia cambiata nel tempo senza abbandonare alcuni interrogativi fondamentali. Quanto può resistere il corpo? Qual è il confine tra artista e pubblico? Che cosa accade quando lo spettatore non è più protetto dalla distanza e diventa responsabile dell’azione?

Rhythm 0 e il lato più inquietante della partecipazione

Marina abramović a venezia: cosa mostra la retrospettiva 2026

Rhythm 0 rimane una delle performance più radicali di Marina Abramović. Nel 1974 l’artista si dichiarò oggetto passivo per sei ore, mettendo a disposizione del pubblico 72 strumenti che potevano provocare piacere, dolore o conseguenze potenzialmente letali.

L’azione dimostrò quanto velocemente una situazione apparentemente controllata potesse trasformarsi. Alcune persone iniziarono a muovere il corpo dell’artista e a danneggiarne i vestiti, fino a compiere gesti sempre più aggressivi. Quando Abramović tornò a muoversi autonomamente, molti partecipanti evitarono il confronto e si allontanarono.

Nel contesto veneziano, Rhythm 0 aiuta a capire perché il coinvolgimento del pubblico non sia mai un semplice espediente spettacolare. Partecipare significa assumersi una responsabilità. Anche gli oggetti interattivi della mostra, pur essendo molto meno estremi, chiedono di modificare il proprio atteggiamento e di entrare consapevolmente nell’opera.

Balkan Baroque e il ritorno nel luogo del Leone d’oro

Il legame tra Abramović e Venezia passa soprattutto da Balkan Baroque, la performance con cui vinse il Leone d’oro alla Biennale del 1997. Per diversi giorni l’artista rimase seduta sopra una montagna di ossa bovine, cercando di lavarle mentre cantava e raccontava storie legate ai Balcani.

L’azione era una risposta alla violenza che aveva travolto l’ex Jugoslavia, terra nella quale Abramović era nata nel 1946. Il tentativo impossibile di ripulire completamente le ossa trasformava il lavoro in una riflessione sulla colpa, sulla memoria e sull’incapacità di cancellare le conseguenze di una guerra.

Ripresentare oggi questa esperienza attraverso documentazioni e nuovi riferimenti significa riportarla nella città che contribuì alla sua consacrazione internazionale. Le ossa ricompaiono nel percorso come traccia materiale di un’opera che continua a parlare di conflitto e responsabilità collettiva.

Imponderabilia viene nuovamente attivata a Venezia

Imponderabilia fu realizzata per la prima volta nel 1977 da Abramović e Ulay. I due artisti, completamente nudi, si posizionarono ai lati di un ingresso molto stretto, obbligando il pubblico a passare tra i loro corpi e a decidere verso chi rivolgere lo sguardo.

La performance è riproposta nella mostra attraverso interpreti che ne riattivano la struttura. Il passaggio mette in discussione lo spazio personale, il consenso, l’imbarazzo e il comportamento del visitatore di fronte alla nudità. Le Gallerie segnalano esplicitamente la presenza di nudi, che potrebbe urtare la sensibilità di alcuni spettatori.

L’opera può essere compresa anche senza attraversarla direttamente, ma la sua forza nasce dalla scelta richiesta al pubblico. Non si tratta soltanto di guardare due corpi: bisogna decidere se entrare, come passare e dove indirizzare l’attenzione.

La Pietà di Abramović dialoga con quella di Tiziano

Marina abramović a venezia: cosa mostra la retrospettiva 2026

Uno dei punti centrali di Transforming Energy è l’incontro tra Pietà con Ulay, opera fotografica del 1983, e la Pietà dipinta da Tiziano intorno al 1575-1576. Il capolavoro rimase incompiuto alla morte del pittore e fu completato da Palma il Giovane.

Nell’immagine contemporanea, Abramović sostiene il corpo di Ulay costruendo una composizione che richiama direttamente l’iconografia cristiana della Vergine con Cristo morto. Inserita accanto all’opera di Tiziano, la fotografia crea un confronto tra pittura rinascimentale, performance, amore, sofferenza e perdita.

Il dialogo non serve a equiparare le due opere, ma a mostrare come gesti e forme possano attraversare i secoli. La posizione dei corpi continua a essere riconoscibile, mentre cambiano il linguaggio, il contesto e la relazione personale tra i protagonisti.

Perché la sede delle Gallerie dell’Accademia è decisiva

La mostra si sviluppa sia negli spazi temporanei sia nelle sale della collezione permanente, una scelta presentata come una novità nella storia dell’istituzione. Le opere di Abramović entrano quindi fisicamente nel percorso dedicato alla grande pittura veneziana, invece di rimanere separate in un ambiente autonomo.

Il risultato è un confronto tra corpi rappresentati e corpi reali, immagini religiose e azioni contemporanee, materia pittorica e presenza fisica. Le Gallerie non diventano soltanto la sede della mostra: i loro capolavori partecipano alla costruzione del significato.

Transforming Energy è inoltre la prima grande esposizione dell’istituto dedicata a un’artista donna vivente. L’evento coincide con l’ottantesimo compleanno di Abramović e rende visibile il cambiamento con cui i musei storici stanno aprendo le proprie collezioni a linguaggi un tempo considerati marginali, come la performance art.

Il rapporto con la Biennale di Venezia 2026

La mostra viene presentata in occasione della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, aperta dal 9 maggio al 22 novembre 2026. Transforming Energy non coincide però con il percorso principale dei Giardini e dell’Arsenale: è ospitata dalle Gallerie dell’Accademia, nel sestiere di Dorsoduro.

Chi organizza una giornata dedicata alla Biennale deve quindi considerare tempi e biglietti separati. La mostra di Abramović può essere inserita in un itinerario tra le istituzioni di Dorsoduro oppure visitata in una giornata diversa rispetto ai padiglioni nazionali e alla mostra internazionale.

Per informazioni aggiornate su artisti, contenuti e avvisi per il pubblico è disponibile la pagina ufficiale di Transforming Energy. Il programma generale della manifestazione è invece consultabile sul sito della Biennale Arte 2026.

Date, sede e informazioni prima della visita

Transforming Energy è aperta dal 6 maggio al 18 ottobre 2026 alle Gallerie dell’Accademia, in Campo della Carità, Dorsoduro 1050. La fermata del vaporetto più vicina è Accademia, servita dalle linee 1, 2 e dalla linea notturna N.

  • Titolo: Marina Abramović: Transforming Energy
  • Periodo: dal 6 maggio al 18 ottobre 2026
  • Sede: Gallerie dell’Accademia di Venezia
  • Indirizzo: Campo della Carità, Dorsoduro 1050
  • Orari indicati: da martedì a domenica dalle 9:00 alle 19:15
  • Chiusura: lunedì
  • Termine della vendita dei biglietti: ore 18:00

La durata della visita dipende molto dal livello di partecipazione. Chi desidera provare i Transitory Objects e osservare con attenzione le proiezioni dovrebbe considerare almeno un’ora e mezza. Una visita rapida rischia di contraddire il principio stesso della mostra, costruita attorno alla presenza e al rallentamento.

Cosa sapere prima di entrare

Il percorso comprende una riattivazione di Imponderabilia con performer nudi. La presenza della nudità è segnalata dal museo e può non essere adatta a tutti i visitatori. Prima dell’ingresso è opportuno chiedere al personale informazioni sul percorso alternativo e sugli orari effettivi della performance.

Per interagire con gli oggetti è utile indossare abiti comodi e seguire le indicazioni degli assistenti presenti nelle sale. Alcune esperienze richiedono di sdraiarsi, rimanere immobili o appoggiare il corpo alle strutture per un periodo più lungo rispetto a quello normalmente dedicato a un’opera.

La mostra non promette una dimostrazione scientifica dell’energia dei cristalli. Il suo interesse sta nel modo in cui rituale, concentrazione e uso del corpo modificano la percezione del tempo. Anche chi mantiene un approccio scettico può leggere gli oggetti come dispositivi capaci di interrompere la visita automatica.

Cosa resta dopo la visita

Transforming Energy ricostruisce la carriera di Marina Abramović senza trasformarla in un semplice archivio di performance celebri. Le opere storiche spiegano il suo linguaggio, ma il percorso chiede soprattutto al pubblico di verificarne i principi attraverso il proprio corpo.

La mostra mette insieme dolore, resistenza, spiritualità, memoria politica e partecipazione. Balkan Baroque ricorda che la violenza non può essere cancellata; Rhythm 0 mostra la fragilità delle regole sociali; Imponderabilia obbliga a confrontarsi con il limite personale; i Transitory Objects chiedono invece immobilità e ascolto.

Il dialogo con Tiziano e con le collezioni delle Gallerie dell’Accademia completa il progetto. Abramović non entra nel museo veneziano per interromperne la storia, ma per mostrare che il corpo, la sofferenza, il sacrificio e la trasformazione erano già al centro delle immagini del Rinascimento.

Condividi questo articolo
Facebook Twitter Copia il link
Share
Cosa ne pensi?
-0
-0
-0
-0
-0
-0
lascia un commento lascia un commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer

Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​

  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Bentornato in iCrewPlay!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?