Flowers. Meravigliosa Natura chiude al Chiostro del Bramante domenica 6 settembre 2026. Restano quindi tre giorni per vedere il progetto che mette in dialogo arte, ecologia, scienza e politica attraverso opere dal Seicento alla contemporaneità, installazioni site-specific, reperti e nuove tecnologie. Venerdì 4 e sabato 5 settembre la mostra è aperta fino alle 21:00, mentre domenica chiude alle 20:00.
| Informazione | Flowers. Meravigliosa Natura |
|---|---|
| Ultimo giorno | Domenica 6 settembre 2026 |
| Venerdì 4 settembre | 10:00-21:00, ultimo ingresso 20:00 |
| Sabato 5 settembre | 10:00-21:00, ultimo ingresso 20:00 |
| Domenica 6 settembre | 10:00-20:00, ultimo ingresso 19:00 |
| Biglietto intero | 19 euro |
| 5-13 anni | 10 euro |
| 14-18 anni | 15 euro |
| Dove | Chiostro del Bramante, Via Arco della Pace 5, Roma |

Flowers al Chiostro del Bramante: gli orari dell’ultimo weekend
Per chi vuole visitare la mostra nell’ultimo fine settimana, venerdì e sabato sono le giornate con l’apertura più lunga. Il Chiostro del Bramante resta aperto dalle 10:00 alle 21:00, con ultimo ingresso alle 20:00. Domenica 6 settembre l’orario torna 10:00-20:00 e l’ultimo accesso alla mostra è consentito alle 19:00.
I biglietti possono essere acquistati in biglietteria oppure online. L’intero costa 19 euro, mentre per bambini e ragazzi sono previste tariffe differenziate. Informazioni, disponibilità e acquisto sono raccolti nella pagina ufficiale di Flowers. Meravigliosa Natura.
Cosa vedere in Flowers. Meravigliosa Natura
Questa edizione non è costruita soltanto intorno ai fiori. Il progetto amplia il primo capitolo di Flowers e affronta la natura come sistema complesso, dove piante, animali, ambienti marini, tecnologia e intervento umano entrano continuamente in relazione.
Il percorso è organizzato in tre grandi aree: Arte ed ecologia, Arte e scienza, Arte e politica. È una struttura utile perché consente di leggere opere molto lontane per epoca e linguaggio senza ridurle a una semplice sequenza di immagini botaniche.
Chi conosce il Chiostro per le grandi esposizioni contemporanee può collegare questa visita anche alla precedente mostra Infinity di Michelangelo Pistoletto al Chiostro del Bramante, altro progetto che aveva trasformato gli spazi rinascimentali attraverso installazioni e opere ambientali.
Temple of Flowers di Austin Young: l’installazione da cercare
Tra le presenze più riconoscibili c’è Temple of Flowers di Austin Young, installazione site-specific commissionata dal Chiostro del Bramante. Il lavoro costruisce un ambiente immersivo in cui il fiore diventa insieme immagine, simbolo e spazio da attraversare.
L’opera è importante anche per capire il passaggio dal primo capitolo della mostra a Meravigliosa Natura. Il fiore non scompare, ma smette di essere l’unico centro del racconto. Diventa una porta di ingresso verso una riflessione più ampia su biodiversità, fragilità degli ecosistemi e rapporto tra specie.

Dagli oceani al Plastocene: quando la mostra parla di crisi ambientale
Una delle parti più attuali mette in relazione materiali scientifici e opere contemporanee. Grazie ai prestiti del Museo Civico di Zoologia di Roma, il percorso include diorami dedicati agli Oceani e alla Foresta Bavarese, messi in dialogo con lavori che affrontano l’impatto umano sull’ambiente.
Tra questi compare Enter the Plastocene di Tamiko Thiel and/p, che porta dentro la mostra il tema della plastica e della trasformazione degli ecosistemi, insieme a Sunday’s lunch 02 di Eugenio Tibaldi. Qui il rapporto tra arte e natura diventa meno decorativo e più critico: la natura non è soltanto qualcosa da rappresentare, ma un sistema sottoposto a pressioni concrete.
È un tema che sul sito abbiamo affrontato anche attraverso esperienze fuori dal museo, come nel nostro approfondimento sulla Land Art al Furlo, dove arte contemporanea e natura condividono lo stesso spazio.
Le opere antiche: perché non è una mostra solo contemporanea
Flowers. Meravigliosa Natura mette a confronto installazioni recenti con opere del XVII e XVIII secolo. Nel percorso compaiono lavori di Margherita Caffi, Filippo Napoletano e Pietro Neri Scacciati, oltre a nuovi prestiti provenienti da collezioni pubbliche italiane.
Questo confronto è uno dei punti più interessanti della mostra. La natura morta e la pittura botanica nascevano in un mondo in cui classificare, osservare e rappresentare piante e animali significava anche misurare il rapporto dell’uomo con la conoscenza. Le opere contemporanee riprendono quelle domande, ma le spostano verso ecologia, tecnologia e responsabilità collettiva.
Zadok Ben-David, Ann Carrington e gli altri artisti da non saltare
Accanto ad Austin Young, il percorso presenta nuovi lavori di Zadok Ben-David e prestiti di Tracey Bush, Rob and Nick Carter e Ann Carrington. Il filo comune non è uno stile, ma il modo in cui materiali, specie e forme naturali vengono trasformati in strumenti per parlare del presente.
Per questo conviene non affrontare Flowers come una mostra da attraversare cercando soltanto l’opera più fotografabile. Le sezioni scientifiche e i confronti tra lavori antichi e contemporanei aiutano a capire il progetto meglio delle singole immagini isolate.
Flowers con bambini: cosa c’è nel percorso kids
La mostra prevede anche un itinerario kids con didascalie collocate a un’altezza adatta ai bambini. Una sala è dedicata alla sperimentazione e al gioco, con materiali che permettono ai più piccoli di rielaborare l’esperienza della visita creando forme floreali.
È un elemento da considerare per chi cerca un’attività culturale da fare in famiglia nell’ultimo weekend prima della ripresa piena delle scuole. I bambini fino a 4 anni entrano gratuitamente, mentre dai 5 ai 13 anni il biglietto costa 10 euro.
Vale la pena andare nell’ultimo weekend?
Sì, soprattutto se l’interesse va oltre la semplice iconografia floreale. Flowers. Meravigliosa Natura funziona come un percorso sul modo in cui l’arte ha osservato la natura e su come oggi sia costretta a fare i conti con biodiversità, plastica, scienza e trasformazione ambientale.
Il vantaggio dell’ultimo weekend è anche pratico: venerdì e sabato l’apertura fino alle 21:00 lascia più margine per organizzare la visita. Domenica 6 settembre resta invece l’ultima giornata assoluta, con accesso consentito fino alle 19:00 e chiusura delle sale alle 20:00.