Le Terme di Traiano al Colle Oppio aprono un nuovo percorso di visita dal 12 settembre 2026. Per la prima volta il pubblico può entrare, in piccoli gruppi, nella grande esedra sud-occidentale e nella galleria sotterranea che conserva la Città Dipinta e il Grande Mosaico, due apparati decorativi del I secolo d.C. restaurati nel progetto PNRR Caput Mundi.
La novità non riguarda soltanto un restauro. Cambia il modo di leggere il Colle Oppio, perché nello stesso percorso diventano visibili le Terme inaugurate da Traiano nel 109 d.C. e strutture più antiche, precedenti all’impianto termale. Per chi vuole visitare il sito, settembre funziona come fase sperimentale, mentre dal 2 ottobre parte un calendario stabile dal venerdì alla domenica.

| Visita alle Terme di Traiano | Informazione |
|---|---|
| Prime aperture | 12 e 13 settembre 2026 |
| Settembre | Weekend, visite guidate gratuite su prenotazione |
| Dal 2 ottobre | Venerdì, sabato e domenica |
| Turni | 10:00, 11:00, 12:00, 13:00, 14:00, 15:00 |
| Capienza | Massimo 15 persone per turno |
| Prenotazione | 060608, dal 9 settembre alle 12:00 |
Quando aprono le Terme di Traiano e come prenotare
La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali indica come prime giornate di apertura sabato 12 e domenica 13 settembre 2026. La fase iniziale è volutamente limitata: le decorazioni sotterranee sono delicate e l’obiettivo è verificare l’impatto della presenza dei visitatori.
Nel mese di settembre le visite sono previste nei fine settimana, in italiano, gratuitamente e su prenotazione. Le prenotazioni aprono il 9 settembre alle 12:00 tramite il numero 060608. Dal 2 ottobre il percorso sarà visitabile dal venerdì alla domenica con sei turni giornalieri, dalle 10:00 alle 15:00, e un massimo di 15 partecipanti per fascia.
Che cosa si vede nel nuovo percorso
Il percorso unisce il livello superiore dell’esedra e la galleria sotterranea. Nell’esedra, larga circa trenta metri, le due file di nicchie potrebbero essere state usate per armadi destinati a libri e documenti. I gradoni suggeriscono una funzione legata a letture e riunioni pubbliche, un indizio utile per capire che le grandi terme romane non erano soltanto luoghi per il bagno.
Sotto il portico si entra invece negli ambienti che conservano le testimonianze più sorprendenti. La Città Dipinta e il Grande Mosaico appartengono a edifici precedenti alle Terme di Traiano. Questo significa che la visita permette di leggere due fasi della storia del Colle Oppio sovrapposte nello stesso punto.

Cos’è la Città Dipinta
La Città Dipinta è un affresco di circa dieci metri quadrati databile al I secolo d.C. Rappresenta una città vista dall’alto, cinta da mura e torri, con edifici costruiti attraverso una prospettiva che permette di distinguere il tessuto urbano.
Il punto importante è la datazione: l’affresco appartiene a un edificio precedente alla costruzione delle terme. Non va quindi interpretato come decorazione dell’impianto di Traiano, ma come parte di una fase più antica che il grande complesso del II secolo inglobò.
Perché il Grande Mosaico è insolito
Il Grande Mosaico è una decorazione parietale monumentale, non un pavimento. Sulle pareti disegna una struttura architettonica interpretata come una scena teatrale, organizzata su più registri con statue e figure. Gli scavi recenti hanno restituito anche una fascia con una città portuale e edifici probabilmente affacciati sul mare.
La scoperta aiuta a ricostruire le dimensioni originarie dell’ambiente. Sotto il mosaico sono stati individuati rivestimenti marmorei e una nicchia alta circa 2,20 metri. Gli archeologi stimano che le pareti decorate potessero raggiungere circa dodici metri.
Cosa cambia rispetto alla visita del Colle Oppio
Fino a questo intervento molti visitatori incontravano le Terme di Traiano soprattutto come grandi resti all’aperto nel parco. Il nuovo percorso aggiunge una lettura verticale del sito: sopra l’impianto termale, sotto gli edifici precedenti, tra decorazioni, sistemi idrici e strutture inglobate.
È lo stesso meccanismo di stratificazione che rende il Colle Oppio decisivo per la storia di Roma. A poca distanza fu ritrovato nel 1506 il gruppo del Laocoonte. Sul sito abbiamo ricostruito anche la vicenda di Ludwig Pollack e del braccio del Laocoonte, legata proprio agli scavi e ai ritrovamenti dell’area.
Le Terme di Traiano erano solo bagni?
No. Il complesso progettato da Apollodoro di Damasco occupava circa 60.000 metri quadrati e comprendeva spazi per il corpo, lo sport, il passeggio e la cultura. L’esedra oggi valorizzata è uno degli elementi che rendono leggibile questa funzione più ampia.
Le terme furono inaugurate il 22 giugno del 109 d.C. e sorsero su un grande terrazzamento che inglobò strutture precedenti, comprese porzioni connesse alla fase neroniana del colle. Per questo il nuovo percorso non racconta un singolo monumento, ma una sequenza di trasformazioni.
Cosa sapere prima di prenotare
- I posti sono pochi: dal 2 ottobre il limite è 15 persone per turno.
- Settembre è una fase sperimentale: calendario e modalità possono essere adattati in base al monitoraggio conservativo.
- La visita è guidata: non è previsto un accesso libero alla galleria sotterranea.
- Conviene controllare gli aggiornamenti ufficiali: il sito conserva apparati decorativi sensibili e le modalità possono cambiare.
La novità delle Terme di Traiano nel 2026 è poter leggere insieme monumento, decorazione e stratificazione. La Città Dipinta e il Grande Mosaico trasformano una visita al Colle Oppio da passeggiata tra rovine monumentali a percorso dentro più secoli di storia urbana, con la possibilità di vedere da vicino ciò che fino a ora era rimasto accessibile solo in occasioni limitate.