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Odilon Redon: i disegni erano rosa e azzurri, rivela il Getty

Le fibre osservate al microscopio raccontano colori che oggi non vediamo più nelle opere del simbolista.

Odilon redon, head within an aureole, disegno su carta originariamente rosa, getty museum
Odilon Redon, Head within an Aureole (1894-1895), Getty Museum. Opera di pubblico dominio.
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Alcuni disegni di Odilon Redon oggi sembrano realizzati su carta bruna o ingiallita, ma in origine erano su fogli rosa o azzurri. È il risultato delle indagini sui supporti condotte dai conservatori del Getty Museum e del Los Angeles County Museum of Art (LACMA), raccontate il 23 settembre 2026. La scoperta cambia il modo di leggere colori e contrasti delle opere: non è emersa un’immagine segreta sotto il disegno, ma è stato riconosciuto un colore originale quasi scomparso.

Il caso più chiaro riguarda Head within an Aureole (Testa entro un’aureola), opera del 1894-1895 conservata al Getty. L’esame microscopico ha mostrato molte fibre rosse: un indizio che il foglio fosse originariamente rosa, mentre oggi appare molto meno saturo. Il museo ha prodotto anche ricostruzioni digitali per esplorare, senza modificare l’originale, come l’immagine poteva apparire in passato.

Come hanno capito che la carta era rosa?

Secondo il resoconto pubblicato dai conservatori del Getty e del LACMA, le indagini sono nate dall’osservazione di Vase of Flowers-Large Composition, un pastello del LACMA in prestito per la mostra del Getty. Il foglio ha conservato un rosa particolarmente intenso e al microscopio contiene non soltanto pasta di carta colorata, ma anche fibre rosse e blu e particelle pigmentate.

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Alcune fibre avevano forma tubolare e un aspetto lucido compatibili con fibre di lana, un materiale che poteva contribuire anche alla superficie leggermente ruvida necessaria per trattenere il pastello. I ricercatori hanno così riesaminato altri fogli di Redon, riconoscendo fibre colorate persino in supporti che oggi sembrano quasi neutri.

Per Head within an Aureole, la forte presenza di fibre rosse è la prova materiale che sostiene l’ipotesi di una carta rosa sbiadita. Non è invece una misurazione esatta della tonalità originaria.

Una testa circondata da un’aureola: che cosa cambia?

Redon ha disegnato una testa assorta, quasi inghiottita da un nimbo scuro, usando carboncino e pastello. Piccoli tocchi blu creano un contrasto luminoso all’interno dell’aureola. Se lo sfondo era più rosa, quel contrasto doveva risultare diverso e la composizione poteva apparire più intensa rispetto a oggi.

Head within an aureole di odilon redon: la superficie oggi visibile del disegno
Odilon redon, head within an aureole (1894-1895), getty museum. La carta è oggi alterata rispetto all’originario supporto rosa.

Il Getty ha elaborato una sequenza di simulazioni digitali aumentando progressivamente la saturazione rosa e considerando anche la dominante gialla di un fissativo invecchiato. Le ricostruzioni non sono il recupero certo del colore esatto: mostrano scenari plausibili utili a capire l’effetto delle trasformazioni materiali.

Non solo rosa: un altro foglio di Redon era azzurro

I ricercatori hanno trovato una quota elevata di fibre blu anche in Vase of Flowers, conservato all’Hammer Museum di Los Angeles. Le tracce risultano particolarmente riconoscibili ai margini e sul retro, dove la carta è stata meno esposta alla luce. Per gli studiosi sono indizi di un supporto originariamente azzurro, ora sbiadito.

Il confronto tra le opere è importante perché mostra che il fenomeno non riguarda un semplice incidente isolato. Redon sceglieva carte colorate in modo intenzionale, integrando il tono del fondo con carboncino, pastello e immagini fantastiche. Quando cambia il fondo, cambia una parte dell’opera anche se i tratti disegnati rimangono leggibili.

Il restauro ha riportato i colori originali?

No. I conservatori spiegano che non è possibile riportare indietro il tempo e recuperare materialmente la tinta iniziale già perduta. L’indagine è scientifica e interpretativa: osservazione delle fibre, confronto tra fogli conservati in condizioni differenti e ricostruzione digitale. È diversa dall’idea di ridipingere o colorare artificialmente l’opera per farla assomigliare a una simulazione.

È una distinzione cruciale nella conservazione della carta. Il colore del supporto non è uno sfondo intercambiabile: può essere parte attiva della scelta compositiva. Studiare le sue trasformazioni consente di evitare interpretazioni basate soltanto sull’aspetto attuale.

Perché il caso conta per il Simbolismo?

Odilon Redon (1840-1916) è conosciuto per i disegni scuri chiamati noirs e per le immagini sospese tra sogno, natura e visione interiore. La ricerca sul colore dei fogli rende più sfumata la contrapposizione tra una prima produzione nera e una successiva stagione policroma: persino alcune immagini dominate dal carboncino potevano nascere su carte colorate.

È lo stesso principio che ricorre nei nostri approfondimenti sulle superfici bianche di Foujita e sul blu oltremare nella storia della pittura: i materiali non si limitano a sostenere l’immagine, contribuiscono al suo significato visivo.

Dove vedere il disegno di Odilon Redon

Head within an Aureole appartiene al J. Paul Getty Museum di Los Angeles (numero di collezione 2016.10). È tra le opere della mostra Odilon Redon: Otherworldly Visions, annunciata fino al 18 ottobre 2026. Prima della visita conviene controllare disponibilità, percorso espositivo e modalità di ingresso sul sito ufficiale del Getty. Le informazioni sulla tecnica restano comunque utili anche dopo la chiusura della mostra.

In sintesi: il Getty ha riconosciuto, attraverso le fibre dei fogli, che alcune opere di Redon oggi sbiadite furono create su carte rosa o azzurre. Questa evidenza non prova la tonalità precisa perduta, ma restituisce un elemento essenziale per capire come l’artista costruiva i contrasti e le sue visioni.

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