Il 13 gennaio è una data importante per la storia dello spettacolo contemporaneo. In questo giorno, nel 1977, nasce Orlando Bloom, attore britannico diventato uno dei volti simbolo del cinema fantasy e d’avventura dei primi anni Duemila.
La sua carriera si intreccia con due saghe che hanno definito un’epoca e un pubblico globale, portando il fantasy al centro della cultura pop.
Un percorso lontano dai riflettori
Orlando Bloom nasce a Canterbury, in Inghilterra. L’infanzia non è semplice: cresce con una forte dislessia, una difficoltà che lo spinge a cercare forme di espressione alternative. Il teatro diventa presto una via di fuga e, allo stesso tempo, una disciplina.
Dopo gli studi artistici, entra alla Guildhall School of Music and Drama, una delle scuole di recitazione più prestigiose del Regno Unito. Qui costruisce le basi tecniche di una carriera che sta per prendere una direzione inaspettata.
Legolas e l’esplosione globale
Il vero punto di svolta arriva nel 2001, quando viene scelto per interpretare Legolas ne Il Signore degli Anelli, diretta da Peter Jackson.
Bloom è al suo primo grande ruolo cinematografico, ma l’impatto è immediato. Legolas diventa un’icona visiva: l’arciere elfico, elegante e letale, entra nell’immaginario collettivo e conquista una generazione di spettatori.
La trilogia non solo rilancia il fantasy al cinema, ma ridefinisce il concetto di saga moderna. Bloom diventa uno dei volti più riconoscibili del periodo.
Da elfo a pirata: il successo continua

Conclusa l’esperienza nella Terra di Mezzo, Orlando Bloom evita di restare imprigionato in un solo ruolo. Nel 2003 arriva un’altra saga fondamentale: Pirati dei Caraibi.
Nel ruolo di Will Turner, Bloom affianca Johnny Depp e Keira Knightley. Il personaggio è diverso da Legolas: più umano, più impulsivo, meno mitico.
Il successo planetario consolida la sua posizione come star internazionale e volto ideale del cinema d’avventura.
Tra cinema d’autore e scelte più intime
Negli anni successivi, Bloom alterna grandi produzioni a progetti più contenuti. Lavora con Ridley Scott in Kingdom of Heaven, affrontando un ruolo più drammatico e complesso.
Pur restando legato al cinema mainstream, l’attore dimostra interesse per il teatro e per produzioni meno orientate al blockbuster. Una scelta che riflette il desiderio di non ridurre la carriera a un solo tipo di immagine.
Un volto che rappresenta un’epoca
Orlando Bloom non è stato soltanto un protagonista di saghe di successo. È diventato un simbolo preciso di una fase del cinema, quella in cui il fantasy e l’avventura sono tornati centrali, sostenuti da produzioni ambiziose e pubblico globale.
Il suo stile recitativo misurato, la presenza fisica e l’immagine costruita negli anni Duemila restano immediatamente riconoscibili.
Perché ricordarlo il 13 gennaio
Ricordare Orlando Bloom nel giorno della sua nascita significa tornare a un momento di svolta per il cinema popolare. Le saghe che lo hanno reso celebre hanno cambiato il modo di produrre, distribuire e consumare intrattenimento su scala mondiale.
Il 13 gennaio segna la nascita di un attore che, nel bene e nel male, ha contribuito a definire l’immaginario fantasy moderno.
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