iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
  • Arte
    • Festività ed eventi
    • Mostre
    • Musical
    • Street art
    • Teatro
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
    • Pillole di storia
  • Musica
  • Recensioni
  • Tv e Spettacolo
  • Architettura
  • Viaggi e Scoperte
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Cerca
  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Lettura: Carlo Petrini è morto a 76 anni, addio al fondatore di Slow Food
Share
Notifica
Ridimensionamento dei caratteriAa
iCrewPlay ArteiCrewPlay Arte
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Cerca
  • Arte
    • Festività ed eventi
    • Mostre
    • Musical
    • Street art
    • Teatro
  • Rubriche
    • Destinazioni Sconosciute
    • Accadde oggi
    • Arte giapponese
    • Pillole di storia
  • Musica
  • Recensioni
  • Tv e Spettacolo
  • Architettura
  • Viaggi e Scoperte
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Seguici
  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
ArteNotizie

Carlo Petrini è morto a 76 anni, addio al fondatore di Slow Food

Dal Manifesto Slow Food del 1989 a Terra Madre, Carlo Petrini ha trasformato il rapporto tra cultura, cibo e sostenibilità

Massimo 4 giorni fa 5
SHARE

Contenuti
Chi era Carlo Petrini e perché Slow Food ha cambiato la cultura del ciboTerra Madre, Università di Pollenzo e i progetti internazionaliL’eredità culturale di Carlo Petrini oltre la gastronomia

Carlo Petrini è morto il 21 maggio 2026 nella sua casa di Bra, in Piemonte. Aveva 76 anni ed era considerato una delle figure più influenti della cultura gastronomica contemporanea. Fondatore di Slow Food, giornalista e saggista, Petrini ha costruito negli ultimi quarant’anni un movimento internazionale capace di unire cibo, sostenibilità, agricoltura e identità culturale.

Chi era Carlo Petrini e perché Slow Food ha cambiato la cultura del cibo

Nato a Bra nel 1949, Carlo Petrini iniziò a occuparsi di gastronomia alla fine degli anni Settanta, trasformando un interesse culturale in un progetto internazionale. Nel 1989 firmò a Parigi il Manifesto di Slow Food insieme a delegazioni provenienti da diversi Paesi, pochi mesi dopo la caduta del Muro di Berlino. Quel documento contrapponeva il consumo rapido e standardizzato a una nuova idea di alimentazione legata al territorio, alla biodiversità e alla qualità della vita.

Leggi Altro

Sitarvala & Kevin Follet, Echoes from the Future Ashram
Capitalismo razziale: Lucky Valley riapre la storia coloniale
British Museum evacuato: allarme sicurezza a Londra
Quali sono i 5 concerti e festival musicali da non perdere in Italia a giugno 2026?
Pubblicità
Carlo petrini è morto a 76 anni, addio al fondatore di slow food

La filosofia di Slow Food ruotava attorno a tre parole diventate centrali nel dibattito contemporaneo: buono, pulito e giusto. Un approccio che ha influenzato il mondo della ristorazione, dell’agricoltura e persino delle politiche ambientali europee. Sul sito ufficiale di Slow Food il movimento viene ancora descritto come una rete globale attiva in oltre 160 Paesi.

Negli anni Petrini è diventato una figura trasversale, capace di dialogare con intellettuali, cuochi, agricoltori e istituzioni religiose. Il suo lavoro culturale viene spesso accostato all’impatto avuto da studiosi italiani come Giulio Carlo Argan nella diffusione di una nuova idea di patrimonio culturale.

Terra Madre, Università di Pollenzo e i progetti internazionali

Uno dei momenti più importanti della carriera di Carlo Petrini arrivò nel 2004 con la nascita dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Il progetto puntava a formare professionisti capaci di collegare produzione alimentare, antropologia, ambiente e comunicazione. Nello stesso anno prese forma anche Terra Madre, rete mondiale dedicata alle comunità del cibo.

Tra le iniziative sostenute da Slow Food negli ultimi vent’anni ci sono gli Orti in Africa, l’Arca del Gusto e i Presìdi Slow Food, che oggi coinvolgono circa 600 comunità produttive in 70 Paesi. Il modello promosso da Petrini ha anticipato molte discussioni contemporanee sulla filiera corta e sull’impatto ambientale dell’industria alimentare.

Petrini collaborò anche con il mondo ecclesiastico. Nel 2017 partecipò alla fondazione delle Comunità Laudato Si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco. L’obiettivo era costruire reti territoriali dedicate alla sostenibilità ambientale e sociale.

L’eredità culturale di Carlo Petrini oltre la gastronomia

La morte di Carlo Petrini lascia un vuoto che va oltre il settore gastronomico. Negli ultimi decenni il suo lavoro aveva contribuito a ridefinire il rapporto tra cultura e alimentazione, trasformando il cibo in un tema politico, sociale e identitario. Anche il linguaggio contemporaneo legato al turismo lento e alla valorizzazione dei territori deve molto alle intuizioni sviluppate da Slow Food tra gli anni Ottanta e Duemila.

Nel corso della sua carriera Petrini ricevette numerosi riconoscimenti internazionali. Nel 2004 fu nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mentre il magazine Time lo inserì tra gli “Eroi europei”. Nel 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo incluse tra le 50 persone considerate capaci di cambiare il mondo.

La sua figura aveva anche una forte dimensione narrativa. Attraverso libri, conferenze e interventi pubblici, Petrini raccontava il cibo come memoria collettiva e strumento culturale. Un approccio che continua a influenzare festival, rassegne e manifestazioni italiane dedicate al patrimonio culturale, proprio come accade in molti eventi seguiti da arte.icrewplay.com.

Con la scomparsa di Carlo Petrini si chiude una stagione culturale iniziata negli anni Ottanta, quando parlare di sostenibilità alimentare sembrava marginale. Oggi quei temi sono entrati nelle università, nei governi e nei grandi eventi internazionali. Resta aperta la domanda su quanto il movimento Slow Food riuscirà a mantenere la stessa forza culturale senza il suo fondatore.

Condividi questo articolo
Facebook Twitter Copia il link
Share
Cosa ne pensi?
-0
-0
-0
-0
-0
-0
  • Chi siamo
  • Media Kit
  • Contatto
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer

Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​

  • Anime
  • Cinema
  • gamecast
  • Libri
  • Tech
  • Videogiochi
Bentornato in iCrewPlay!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?