Claudio Mattone riporta al teatro Augusteo di Napoli il musical dei record, con una compagnia di giovani talenti, scelti dopo oltre 1000 provini. Grazie all’orchestra diretta da Pino Perris e all’aiuto regia di Claudia Cortellesi, il regista napoletano dopo oltre 20 anni torna lì dove la maggior parte del pubblico partenopeo scoprì il talento di Sal Da Vinci.
Dal 10 aprile torna al teatro Augusteo di Napoli uno dei più amati musical dal pubblico italiano, con una nuova generazione di interpreti pronta a raccogliere un’eredità importante.
La storia è ambientata a Napoli, oggi, ed infatti Claudio Mattone ha modificato alcune battute, attualizzando sia lo sfondo della scenografia sia alcuni riferimenti “moderni” ma porta sempre un messaggio universale che attraversa confini e tempi. Lo spettacolo debuttò nel 2002 proprio al teatro Augusteo, narrando la vicenda di don Saverio, un prete di strada, e del boss camorrista o ‘Russo.
A voler fortemente questa nuova edizione è Claudio Mattone, compositore e autore dello spettacolo insieme a Enrico Vaime, che da quasi un anno sta lavorando alla selezione e alla preparazione dei nuovi protagonisti. Ha dichiarato Claudio Mattone: “L’opera nasce da un tema a me molto caro, quello dei giovani a rischio, unito alla sua vocazione di scopritore di talenti. Molto artisti e tecnici oggi affermati hanno mosso i primi passi proprio su questo palco”.
“La principale caratteristica è la compagnia nuova, la compagnia che si è rinnovata già tante volte, perché questa è la quarta edizione di questo spettacolo – dichiara Mattone presentando alla stampa i 26 ragazzi che saliranno sul palco dell’Augusteo – La struttura dello spettacolo resta fedele alla versione originale, con una sola novità: “Di nuovo c’è una piccola cosa nuova, c’è una canzone nuova che non c’era nelle vecchie edizioni, ma sostanzialmente la storia è quella, lo spettacolo è quello lì. È un’opera difficile poi cambiarla, quindi c’è una piccola aggiunta, una sorpresina”.
Il metodo di selezione è rimasto lo stesso dal 2001: prima il talento, poi tutto il resto. “Doveva essere qualcosa di reale, basato sul talento naturale del canto. Recitazione e danza si formavano in scena, perché volevamo puntare sulla verità e sull’autenticità” conclude Mattone. Una produzione che ha anche un carattere familiare: nel progetto collaborano infatti la moglie e i figli del compositore, in una squadra che negli anni ha accompagnato tutte le edizioni del musical.