Il Conservatorio Pavarotti ha portato tra Stati Uniti e Brasile il progetto ProBen, nato per affrontare il disagio psicologico degli studenti attraverso musica, ascolto e relazione educativa. Dopo gli appuntamenti del 25 luglio a Long Island e del 28 luglio a San Paolo, il percorso rientra in Italia con due giornate previste l’1 e 2 agosto a Villa Emma, nel territorio di Castellucchio, in provincia di Mantova.
A presentare le attività sono stati Giuseppe Fausto Modugno, direttore del Conservatorio di Modena e Carpi intitolato a Luciano Pavarotti, e la laureanda Francesca Rinzullo. Il loro intervento ha unito racconto, dimostrazione pratica ed esecuzione pianistica, spostando l’attenzione dalla musica come sola disciplina performativa alla sua funzione nei percorsi di benessere emotivo.
Conservatorio Pavarotti e ProBen: cosa è stato presentato all’estero

Il progetto ha mostrato come esercizi musicali, ascolto guidato e pratiche condivise possano entrare nei servizi rivolti agli studenti. Non sostituiscono il sostegno psicologico, ma costruiscono contesti nei quali musica, educazione e competenze specialistiche lavorano insieme contro ansia, isolamento e malessere emotivo.
La prima tappa si è svolta sabato 25 luglio 2026 a Orient, nella parte orientale di Long Island, all’interno del festival musicale Rites of Spring. Modugno e Rinzullo hanno presentato alcuni strumenti sviluppati dal progetto attraverso una serie di esecuzioni al pianoforte.
Il 28 luglio il confronto si è spostato all’Istituto delle Arti dell’Universidade Estadual Paulista di San Paolo. L’incontro, aperto al pubblico, è stato affiancato da un recital per due pianoforti. La scelta di un’università brasiliana amplia la dimensione del progetto, perché il disagio nella formazione superiore riguarda sistemi educativi e contesti culturali differenti.
La presenza di una studentessa accanto al direttore ha dato spazio anche alla prospettiva di chi vive direttamente l’ambiente accademico. È un’impostazione coerente con altre esperienze nelle quali la formazione musicale italiana viene raccontata fuori dai confini nazionali, come nel caso di Tina Pantaleo premiata in Canada.
La Palestra delle Emozioni e il ruolo della musica nel benessere

ProBen rientra nelle iniziative finanziate dal Ministero dell’Università e della Ricerca per contrastare il disagio psicologico ed emotivo della popolazione studentesca. I programmi coinvolgono università e istituzioni AFAM, cioè il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.
Il progetto La Palestra delle Emozioni ha riunito per oltre due anni psicologi, musicisti, artisti e ricercatori. L’obiettivo è creare strumenti di prevenzione e supporto basati sull’ascolto, sulla pratica artistica e sulla relazione educativa, mantenendo il collegamento con le competenze professionali necessarie nei casi di disagio più serio.
Per i conservatori la questione assume una forma specifica. Lo studio musicale richiede esposizione pubblica, valutazioni frequenti e molte ore di esercizio individuale. Ansia da prestazione, timore dell’errore e pressione sul rendimento possono quindi intrecciarsi con difficoltà già presenti.
Il tema si collega al ruolo sociale dei conservatori, chiamati a formare interpreti e compositori ma anche a sviluppare ricerca e rapporti con il territorio. In questa prospettiva rientra pure il riconoscimento attribuito dal Conservatorio di Benevento a Gigi D’Alessio, un caso diverso che mostra come il sistema musicale italiano stia ridefinendo il rapporto tra alta formazione, professioni e pubblico.
A Villa Emma la fase italiana tra incontri e laboratori musicali
Il percorso internazionale si chiuderà, almeno per questa fase, a Villa Emma di Castellucchio. L’1 e il 2 agosto il Conservatorio Pavarotti prevede due giornate con incontri, performance e laboratori musicali. Il programma dettagliato, gli orari e le modalità di accesso non risultano specificati nel materiale disponibile e devono essere controllati prima della pubblicazione.
La tappa mantovana avrà una funzione diversa rispetto agli appuntamenti di Long Island e San Paolo. Dopo la presentazione all’estero, il progetto torna in un contesto territoriale nel quale le pratiche sperimentate potranno essere discusse con studenti, operatori culturali, educatori e pubblico.
Il passaggio successivo riguarda la continuità. Un laboratorio limitato nel tempo può aprire un confronto, ma l’effetto sulle comunità studentesche dipende dalla presenza di servizi accessibili, personale formato e strumenti di valutazione. Gli incontri di Castellucchio potranno chiarire se La Palestra delle Emozioni resterà un’esperienza progettuale o diventerà un modello replicabile in altri conservatori e istituzioni AFAM.