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Venezia 83 porta cinque film italiani in gara, ma senza registe

Dal ritorno di Nanni Moretti al cinema di genere, la selezione misura ambizioni e limiti della produzione nazionale.

Massimo 20 secondi fa 6
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Cinque film italiani a Venezia 83 entreranno nel concorso principale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in programma al Lido dal 2 al 12 settembre 2026. La selezione riunisce Nanni Moretti, Marco Bechis, Edoardo De Angelis, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli, affidando a percorsi molto diversi la corsa nazionale al Leone d’Oro.

Contenuti
Quali sono i cinque film italiani in concorso a Venezia 83Da Bechis a Strippoli, cinque modi di raccontare il presenteCosa rivela la selezione italiana della Mostra di Venezia 2026

Il dato acquista rilievo anche per la composizione generale del concorso: la sezione Venezia 83 comprende 21 lungometraggi presentati in prima mondiale. I cinque titoli italiani rappresentano quindi quasi un quarto della selezione, ma aprono anche una discussione precisa: tra i registi nazionali scelti non compare alcuna donna.

Quali sono i cinque film italiani in concorso a Venezia 83

I cinque film italiani in concorso a Venezia 83 sono Succederà questa notte di Nanni Moretti, Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, The Echo Chamber di Andrea Pallaoro e L’estranea di Paolo Strippoli. La selezione alterna autori affermati, produzioni internazionali e cinema di genere.

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La selezione ufficiale della Biennale Cinema 2026 indica per ciascun titolo regia, cast, paesi di produzione e durata. Non emerge un unico indirizzo stilistico: il gruppo italiano comprende drammi familiari, memoria politica, relazioni private e contaminazioni tra racconto psicologico e cinema fantastico.

Succederà questa notte segna il ritorno di Nanni Moretti nel concorso veneziano dopo una lunga assenza. Il film dura 103 minuti ed è una coproduzione tra Italia, Francia e Spagna. Nel cast figurano Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti e lo stesso Moretti.

Il progetto arriva in una fase particolare della carriera del regista, da decenni legato soprattutto al Festival di Cannes. La scelta di Venezia riporta Moretti in un contesto nel quale aveva presentato alcuni lavori della prima parte del proprio percorso e trasforma il film in uno dei titoli italiani più osservati dell’edizione.

Da Bechis a Strippoli, cinque modi di raccontare il presente

Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis dura 104 minuti e vede Adriano Giannini al centro di un cast italo-argentino. Il racconto affronta il ritorno di un uomo nel paese in cui era stato sequestrato durante la dittatura militare, collegando memoria individuale, testimonianza giudiziaria e responsabilità storica.

Bechis ha già lavorato sulle conseguenze della repressione argentina, anche attraverso una storia personale segnata dal sequestro subito nel 1977. Il nuovo film prosegue quindi una ricerca cinematografica nella quale la ricostruzione del passato non viene separata dalle sue ricadute sul presente.

Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis ha una durata di 93 minuti e riunisce Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno. Il regista torna alle relazioni familiari, ai conflitti privati e agli ambienti nei quali affetti e responsabilità finiscono per sovrapporsi.

Con The Echo Chamber, Andrea Pallaoro lavora invece su una produzione italiana e belga di 120 minuti. Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon compongono il nucleo principale del cast. La presenza di interpreti internazionali colloca il progetto nel punto d’incontro tra produzione italiana e circuito festivaliero globale.

Il quinto titolo è L’estranea di Paolo Strippoli, coproduzione tra Italia, Francia e Belgio della durata di 115 minuti. Il cast comprende Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi. Strippoli porta nel concorso un cinema che combina dramma e inquietudine, allontanandosi dal realismo tradizionalmente associato a una parte della produzione italiana.

Cosa rivela la selezione italiana della Mostra di Venezia 2026

La presenza di cinque registi italiani mostra una produzione capace di muoversi tra modelli differenti. Moretti rappresenta il cinema d’autore consolidato, Bechis il lavoro sulla memoria politica, De Angelis il racconto familiare, Pallaoro la coproduzione internazionale e Strippoli l’apertura verso linguaggi di genere.

La varietà dei titoli non elimina però il problema della rappresentanza. Nessuna regista italiana compare tra i cinque nomi in concorso, un’assenza che riguarda la selezione e, più in generale, l’accesso delle autrici alle produzioni nazionali con maggiore esposizione internazionale. Il numero dei film diventa quindi un indicatore parziale: segnala una forte presenza italiana, ma non una distribuzione equilibrata delle opportunità.

La Biennale di Venezia ha confermato che l’83ª edizione si svolgerà per undici giorni, dal 2 al 12 settembre. Le serate di apertura e chiusura saranno condotte da Greta Scarano e Nicolas Maupas, mentre Ink di Danny Boyle aprirà la Mostra nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.

L’Italia non conquista il Leone d’Oro per il miglior film dal 2013, quando Sacro GRA di Gianfranco Rosi ottenne il premio. Tredici anni dopo, la presenza di cinque opere aumenta matematicamente le possibilità nazionali, ma il risultato dipenderà dalla capacità dei film di distinguersi in un concorso che comprende autori come Danny Boyle, Werner Herzog, Hirokazu Koreeda, Lee Chang-dong e Martin McDonagh.

Il primo confronto concreto arriverà con le proiezioni di settembre, quando sinossi, nomi e aspettative lasceranno spazio alla ricezione critica. La questione non sarà soltanto quale film italiano potrà raggiungere il palmarès, ma quale immagine del cinema nazionale emergerà da una selezione ampia, interamente maschile e divisa tra tradizione d’autore e nuove forme narrative.

TAGGED:cinema italianoLeone d’OroMostra del Cinema di VeneziaNanni MorettiVenezia 83
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