La parte Medievale della nostra storia, soprattutto europea, è caratterizzata dalla germanizzazione, va da sé definire questo periodo volgarmente: il Medioevo è germanico (passatemi il termine). I sovrani dei regni nati dalla dissoluzione dell’Impero carolingio tentarono in qualche modo di organizzare la difesa dei loro territori, innalzando delle fortezze, sbarrando fiumi tramite ponti fortificati, ricostruendo e potenziando le mura delle città.
Data l’estrema frammentazione del territorio, però, non si riuscì a mantenere la situazione stabile, caratterizzata da un teatro di guerre e mobilità del nemico che colpiva di sorpresa e si ritirava. Divenne necessario coinvolgere nella difesa le forze locali, così vennero autorizzate costruzioni di castelli e di altre opere difensive.
Spesso nei film ambientati in un paesaggio Medievale troviamo castelli ovunque, ma il periodo dell’incastellamento avvenne dopo l’anno Mille.

Storia Medievale, l’incastellamento
Con il castello vi è la nascita del signore (le signorie), con il territorio incastellato si ha il signore del castello. Ma nei documenti Medievali si indicano due realtà distinte di castello, andiamo ad analizzare il tutto.
Sia i laici che gli ecclesiastici presero l’iniziativa di fortificare le loro ville o di costruire i castelli. L’incastellamento è un fenomeno storico Medievale (IX-XII secolo) in Europa occidentale, caratterizzato dalla costruzione di castelli e villaggi fortificati, nati come risposta alle invasioni e alla frammentazione del potere centrale, diventando centri di difesa, potere signorile e organizzazione economica, raggruppando popolazioni e terre attorno a una struttura fortificata, spesso su alture, che evolve da palizzate in legno a complesse fortezze in pietra.
La costruzione di un castello aveva, con la mentalità odierna, un impatto ambientale notevole, influenzando notevolmente la vita e le condizioni del territorio. Naturalmente, il signore, non aspettava il consenso dell’autorità regia per tale costruzione – spesso la richiedeva dopo –, tanto meno lo faceva con le sue sole forze, ma chiamava a contribuirvi gli abitanti delle terre circostanti, così che anche loro se ne sarebbero serviti in caso di attacco.

Naturalmente, con questo modus operandi, il signore si sentiva in diritto di diventare una figura politica: in poche parole l’amministrazione della giustizia e la protezione di chiese e monasteri. Il signore si imponeva anche per ragioni militari nel territorio protetto dal suo castello, cominciando ben presto ad assumere la figura di giudice, attribuendosi quei compiti di natura giudiziaria, che il conte e i suoi funzionari non erano più in grado di svolgere.
Se poi il signore costruiva anche una chiesa all’interno delle mura o come aggiunta del castello, diventava un organismo politico completo. I vassalli sotto il conte ben presto divennero indipendenti, perché si evolse in ereditario anche per loro la funzione e la fortezza a loro attribuite.
Il risultato era lo stesso: il potere formatosi (in maniera spontanea) illegalmente o delegato dal titolare di funzione pubblica (re, conte o marchese), tendeva sempre a esercitarsi in maniera autonoma, come si trattasse di un bene privato (ecco perché dal Rinascimento si hanno la nascita della nobiltà).

Il ruolo del castello andava comunque al di là della sfera politica, dato che interessava anche l’economia e la società delle zone interessate. Ma le due realtà divise del castello riguardavano: il castello in senso moderno (una fortezza presidiata da soldati – soldati moderni – e abitata generalmente dal castellano e dalla famiglia, dove la popolazione del territorio si rifugiava solo in caso di necessità) e un centro abitato preesistente, circondato da mura e fossato.
Si venne così a formarsi quel paesaggio mantenutosi intatto ancora oggi. Si venne lentamente a formare una rete viaria dove non potevano esserci aggressioni esterne, per rendere agevoli e rapidi i collegamenti con i nuovi centri fortificati.
Dopo l’Impero Carolingio, il potere si frammentò, dando ai signori locali il compito di difendere i propri territori. Le incursioni di Normanni, Saraceni e Ungari (IX-X secolo) resero necessaria la costruzione di rifugi fortificati per la popolazione. Sicurezza e autarchia: I castelli offrivano protezione, centralizzando la vita economica e sociale e creando centri autosufficienti.