Silvia Mezzanotte e Carlo Marrale a Vico del Gargano sabato 18 luglio 2026 per un concerto dedicato alla storia dei Matia Bazar. Lo spettacolo è previsto in Piazza Croci alle ore 22:00 e chiuderà il programma civile della Festa della Madonna del Carmine.
Il progetto riunisce due interpreti appartenenti a periodi differenti del gruppo. Marrale partecipò alla fondazione dei Matia Bazar e firmò parte rilevante del loro repertorio, mentre Mezzanotte ne divenne la voce tra la fine degli anni Novanta e gli anni Duemila, tornando poi nella formazione nel decennio successivo.
Silvia Mezzanotte e Carlo Marrale a Vico: orario e programma

Il concerto di Vico del Gargano è fissato per sabato 18 luglio in Piazza Croci. Le comunicazioni più recenti indicano l’inizio alle 22:00, mezz’ora più tardi rispetto all’orario delle 21:30 apparso in una prima presentazione. La data è confermata anche nel calendario ufficiale di Silvia Mezzanotte.
La serata rientra nel progetto Per un’ora d’amore, costruito come un racconto musicale intorno ai primi cinquant’anni del repertorio dei Matia Bazar. Non si tratta quindi del concerto della formazione attuale del gruppo, ma dell’incontro tra un autore della stagione originaria e una delle voci che ne hanno segnato la fase successiva.
Accanto ai due protagonisti sono annunciati Claudio Del Signore alla batteria, Andrea Flaminio alle tastiere e alla keytar e Riccardo Cherubini alle chitarre e alla tromba. La formazione permette di alternare passaggi vicini alla struttura originale dei brani e riletture adattate alle due voci.
La possibile scaletta tra Per un'ora d'amore e Ti sento
La scaletta presentata per il tour attraversa diverse stagioni dei Matia Bazar. Tra i titoli associati allo spettacolo figurano Per un’ora d’amore, Stasera che sera, Solo tu, Mister Mandarino, C’è tutto un mondo intorno, Che male fa, Vacanze romane e Ti sento.
- Stasera che sera
- Per un'ora d'amore
- Solo tu
- Mister Mandarino
- C'è tutto un mondo intorno
- Vacanze romane
- Ti sento
- Brivido caldo
- Messaggio d'amore
- E dirsi ciao
L’elenco comprende anche brani legati direttamente all’esperienza di Silvia Mezzanotte. Brivido caldo segnò il suo ingresso discografico nel gruppo, mentre Messaggio d’amore vinse il Festival di Sanremo nel 2002. E dirsi ciao aveva già portato i Matia Bazar alla vittoria nel 1978.
Carlo Marrale occupa invece una posizione centrale nella scrittura del repertorio storico. Chitarrista, cantante e compositore, contribuì alla definizione melodica del gruppo insieme ad Antonella Ruggiero, Piero Cassano, Aldo Stellita e Giancarlo Golzi. La sua presenza consente allo spettacolo di affiancare all’esecuzione dei pezzi anche il racconto della loro nascita.
Perché il concerto riguarda la memoria della musica italiana
Per un’ora d’amore appartiene alla fase in cui il pop italiano cercava un equilibrio tra melodia, arrangiamenti elettronici e apertura internazionale. Il brano diventò uno dei primi successi dei Matia Bazar e contribuì a definire un’identità musicale capace di cambiare più volte senza interrompere il rapporto con il pubblico.
Quel percorso proseguì negli anni Ottanta con composizioni come Vacanze romane e Ti sento, per poi attraversare nuove formazioni e nuove voci. L’arrivo di Mezzanotte non cercò di riprodurre l’interpretazione di Antonella Ruggiero: introdusse un registro differente, legato a brani scritti per una diversa fase produttiva e discografica.
La collaborazione stabile tra Marrale e Mezzanotte è iniziata nel 2019. Il loro spettacolo lavora proprio sulla distanza tra queste due esperienze, mettendo nello stesso programma canzoni nate con interpreti, arrangiatori e contesti industriali diversi.
La tappa di Vico del Gargano assume inoltre una funzione precisa nel calendario locale: il concerto conclude i festeggiamenti della Madonna del Carmine, celebrati tra il 16 e il 18 luglio. Musica popolare religiosa e repertorio pop convivono così nello stesso programma pubblico, secondo una formula frequente nelle feste patronali del Mezzogiorno.
Il riscontro della serata dirà quanto questi anniversari riescano a superare la semplice operazione nostalgica. La questione riguarda la capacità di rileggere canzoni molto conosciute senza trasformarle in copie delle incisioni originali, restituendo al pubblico anche la storia degli autori e delle diverse voci che le hanno attraversate.