Il Manifesto è stato realizzato in collaborazione con Sineglossa e si sta vivendo in un percorso più ampio, maturato attraverso la partecipazione al progetto TAP, Digital Library nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e finanziato dall’Unione europea. Next Generation EU entra oggi in molti aspetti dell’attività museale: dalla gestione dei dati, ai processi di conservazione e catalogazione, alla produzione di contenuti e alla comunicazione, dalle attività educative e di mediazione ai processi di ricerca e di progettazione.
Per questo il Museo ha scelto di darsi una cornice chiara di principi, capace di orientarne l’utilizzo in coerenza con la propria missione culturale e scientifica. Il Manifesto è rivolto a una molteplicità di destinatari: i dipendenti e collaboratori interni, il pubblico, la comunità scientifica e il sistema culturale nel suo complesso.
I nove punti del Manifesto, collegati al codice etico del Museo, toccano temi come la centralità dello spirito critico e della responsabilità umana, la qualità e la verifica dei contenuti, il rispetto della deontologia professionale, la tutela del patrimonio, la trasparenza nell’uso degli strumenti e la protezione della privacy, l’attenzione all’innovazione nella comunicazione, la formazione continua. E un principio finale, forse il più importante, ovvero l’IA come scelta consapevole, non come obbligo.

Il Manifesto sarà presentato da Alessandro Bollo – Direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, il 17 aprile alle ore 18 nell’ambito del Dialogo Dati Sensibili. Dall’archivio alla produzione di sapere contemporaneo, in occasione di Biennale Tecnologia. L’incontro, con Elisa Alessio, Gaetano Adolfo Maria di Tondo e Anna Maria Marras, moderato da Federico Bomba, approfondirà anche il ruolo degli archivi nella produzione di sapere contemporaneo, in collaborazione con Associazione Archivio Storico Olivetti, TIM Enterprise e il Museo stesso.
Con questa iniziativa, il Museo non vuole solo dotarsi di uno strumento operativo interno, ma offrire un primo modello di riferimento concreto per tutte le realtà museali italiane che vogliano interrogarsi su come usare l’AI in modo responsabile, trasparente e consapevole.
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