Nina Zilli non è sparita: oggi alterna concerti, televisione, collaborazioni discografiche e una fase più personale della sua carriera, lontana dal ritmo serrato dei primi anni Dieci ma ancora molto attiva. La domanda “che fine ha fatto Nina Zilli?” nasce soprattutto da un fatto: dopo il successo sanremese e la forte esposizione pop, la cantante ha scelto una presenza meno continua nei grandi meccanismi promozionali, senza però lasciare la musica.

Il suo percorso recente racconta una trasformazione più che un’assenza. C’è la maternità, c’è il ritorno in TV, c’è il live, ci sono singoli nuovi e collaborazioni con artisti di generazioni diverse. Il punto è che Nina Zilli oggi non si muove più solo come artista da classifica: lavora su più fronti, con un’identità musicale che resta legata a soul, pop, reggae, ska e gusto rétro.
Nina Zilli oggi: canta ancora o si è fermata?
Nina Zilli canta ancora e ha date live nel 2026. Il suo management segnala il Nina Zilli Wonder Tour, con appuntamenti tra Sant’Omero, Codigoro, Beinasco, Spinazzola e Cupramontana da giugno a ottobre 2026, alcune date anche a ingresso gratuito.
Questo dato basta a correggere l’idea più diffusa: Nina Zilli non ha abbandonato le scene. Ha semplicemente ridotto la centralità del “grande album” come unico perno della carriera, spostandosi verso concerti, ospitate musicali e progetti televisivi. È una traiettoria comune a molti artisti italiani che hanno vissuto il passaggio dall’era del disco fisico alla frammentazione digitale: meno album lunghi, più singoli, collaborazioni, live e contenuti televisivi.
Sul piano discografico, il suo catalogo recente mostra un’attività intermittente ma concreta. Apple Music indica come ultima uscita Amori Stupidi, singolo pubblicato il 6 febbraio 2026 insieme a Lacrim; tra i brani recenti compaiono anche Quello sbagliato con i Finley, del 2025, e Questa Felicità, del 2024.
Perché si parla meno di Nina Zilli rispetto agli anni di Sanremo?
La percezione di un’assenza dipende dal confronto con il periodo 2009-2015, quando Nina Zilli era molto presente tra radio, Festival di Sanremo, classifiche e televisione. Il suo lancio arriva nel 2009 con 50mila, brano inciso con Giuliano Palma e scelto anche da Ferzan Ozpetek per il film Mine vaganti; nel 2010 partecipa a Sanremo con L’uomo che amava le donne, vincendo il Premio della Critica Mia Martini e il Premio della Sala Stampa Radio e Tv nella categoria Nuova Generazione. (Friends & Partners)
Nel 2012 torna a Sanremo con Per sempre e rappresenta l’Italia all’Eurovision Song Contest di Baku con L’amore è femmina. Quella fase consolida la sua immagine: voce potente, estetica vintage, riferimenti a Mina, Celentano, Motown, soul e reggae.
Il problema, se così si può chiamare, è che quella Nina Zilli era dentro un sistema televisivo e radiofonico molto riconoscibile. Oggi il mercato musicale italiano è più rapido, più algoritmico, più orientato ai featuring e ai social. Un’artista con una personalità molto marcata può risultare meno visibile se non alimenta continuamente la macchina dei trend, ma questo non significa che sia uscita dalla scena.
Nina Zilli in TV: da Ballando a Playlist su Rai 2

Negli ultimi anni Nina Zilli è tornata anche in televisione. Nel 2024 è entrata nel cast di Ballando con le Stelle, ma il percorso si è interrotto per problemi fisici: RaiNews ha riportato il ritiro nella sesta puntata, dopo un infortunio alle costole e un dolore a un piede. In quell’occasione non ha ballato, ma ha salutato il pubblico cantando parti di 50mila e Sola. (RaiNews)
Il passaggio più stabile arriva però con Playlist su Rai 2. RaiPlay presenta il programma come uno spazio dedicato alle classifiche, alle performance esclusive, alle novità discografiche e alle canzoni del passato, con conduzione affidata a Federica Gentile, Gabriele Vagnato e Nina Zilli.
Questa presenza è coerente con il suo profilo: non una semplice ospite musicale, ma una figura capace di parlare di canzoni, repertorio e scena pop con un’identità riconoscibile. In un programma costruito tra performance e racconto musicale, Nina Zilli porta una competenza che nasce dalla pratica, non solo dalla conduzione.
La maternità e il cambio di passo personale
Un’altra risposta alla domanda “che fine ha fatto Nina Zilli?” riguarda la sua vita privata, senza trasformarla in gossip. Nel 2023 la cantante è diventata madre di Anna Blue, avuta con il compagno Daniele Lazzarin, in arte Danti. Sky TG24 ha riportato che la bambina è nata il 2 giugno 2023 all’Ospedale Sant’Anna di Como e che i due genitori le hanno dedicato una canzone.
La maternità non ha cancellato la carriera, ma l’ha riorganizzata. Nel 2024 Nina Zilli pubblica Questa Felicità, brano prodotto da Danti e dedicato alla figlia e alle nuove generazioni. ANSA riporta la dichiarazione dell’artista sul senso del pezzo: una riflessione sulla felicità come evento che cambia la vita e sulle priorità da trasmettere a chi viene dopo.
È qui che la sua nuova fase appare più chiara. Nina Zilli non sta inseguendo solo il singolo da classifica: sta costruendo un repertorio che tiene insieme biografia, maternità, ironia, pop e memoria musicale. Il rischio, per chi la segue distrattamente, è confondere questa maturazione con una sparizione.
Le nuove collaborazioni: dai Finley a Lacrim

Nel 2025 Nina Zilli è tornata anche in una collaborazione pop-rock con i Finley nel singolo Quello sbagliato. Radio Italia segnala l’uscita del brano il 23 maggio 2025 e descrive il pezzo come un duetto dalle sonorità anni Sessanta, costruito intorno all’idea positiva del sentirsi fuori posto.
È una scelta interessante perché non cerca di ripetere meccanicamente il passato. La sua voce viene usata come elemento di contrasto e riconoscibilità dentro un brano di una band che ha un pubblico diverso dal suo nucleo originario. Lo stesso vale per Amori Stupidi con Lacrim: una collaborazione che sposta Nina Zilli in un territorio più contaminato, vicino a rap e pop internazionale, almeno sul piano del contesto discografico.
Questa mobilità è probabilmente la chiave della sua fase attuale. Nina Zilli non sta cercando di tornare identica alla cantante di 50mila o Per sempre. Sta usando quel capitale vocale e stilistico in formati diversi: singolo radiofonico, featuring, TV musicale, tour.
Che cosa resta della Nina Zilli degli esordi?

Resta soprattutto una cosa: una voce immediatamente riconoscibile. Il suo timbro, il gusto per il soul e per il pop rétro, l’immaginario tra anni Sessanta e canzone italiana continuano a distinguere Nina Zilli da molte colleghe più legate alla scrittura generazionale o alla produzione urban.
Il fatto che non pubblichi album con la frequenza dei primi anni non significa che non abbia più un posto nella musica italiana. Significa, semmai, che la sua carriera è entrata in una fase più selettiva. È meno esposta al ciclo Sanremo, promozione, album, tour, ma più presente in una dimensione trasversale: concerti, televisione, collaborazioni, brani autobiografici.
La risposta più onesta, quindi, è semplice: Nina Zilli non è finita da nessuna parte. È ancora in attività, ma ha cambiato passo. Il vero nodo, ora, è capire se questa fase porterà a un nuovo album organico o se la cantante continuerà a muoversi per singoli, live e progetti televisivi. Per un’artista con una voce così riconoscibile, la domanda non è se possa tornare: è quale forma sceglierà per farlo.