Giuseppe Lanci riceverà il Quarzo d’Oro alla carriera durante la dodicesima edizione delle Giornate della Luce, il festival dedicato agli autori della fotografia cinematografica in programma a Spilimbergo dal 6 al 14 giugno. La consegna del premio è prevista per il 13 giugno al Cinema Miotto.
Perché Giuseppe Lanci è centrale nella fotografia cinematografica italiana

Il riconoscimento assegnato a Giuseppe Lanci premia uno dei direttori della fotografia più influenti del cinema europeo tra anni Ottanta e Duemila. Nel corso della carriera ha collaborato con registi come Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Gianni Amelio e Andrej Tarkovskij, contribuendo a definire un’estetica visiva legata alla luce naturale, alla composizione rigorosa e all’uso espressivo del colore.
Le Giornate della Luce, nate in Friuli Venezia Giulia, sono uno dei pochi festival italiani interamente dedicati alla direzione della fotografia. Il premio Quarzo d’Oro valorizza professionisti spesso meno visibili rispetto ai registi ma fondamentali nella costruzione dell’identità visiva di un film.
Lanci ha lavorato su opere che hanno attraversato cinema d’autore, produzione televisiva e coproduzioni internazionali. Tra i titoli più studiati figurano L’ora di religione di Bellocchio e Il portaborse di Daniele Luchetti. La sua ricerca sull’immagine cinematografica dialoga con una tradizione artistica italiana che mette al centro ombre, volumi e profondità dello spazio, tema presente anche nell’opera di Giuseppe Vermiglio e nella pittura caravaggesca.
Le Giornate della Luce tra cinema d’autore e nuove generazioni
La manifestazione di Spilimbergo dedica spazio sia ai maestri della fotografia sia ai giovani professionisti del settore audiovisivo. Il festival è organizzato dall’associazione Il Circolo con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Spilimbergo e di Fondazione Friuli.
Nel corso degli anni le Giornate della Luce hanno ospitato incontri tecnici, retrospettive e masterclass dedicate all’evoluzione della fotografia cinematografica, dal passaggio dalla pellicola al digitale fino alle nuove camere ad alta gamma dinamica utilizzate nelle piattaforme streaming.
Il lavoro del direttore della fotografia resta uno degli elementi più discussi nel cinema contemporaneo. La qualità della luce, il trattamento cromatico e il rapporto con scenografie e costumi incidono direttamente sulla percezione narrativa dello spettatore. Molti registi europei continuano a privilegiare collaborazioni stabili con direttori della fotografia proprio per mantenere una continuità stilistica tra le opere.
Il rapporto tra fotografia cinematografica e cultura visiva italiana
La carriera di Giuseppe Lanci attraversa oltre quarant’anni di trasformazioni del cinema italiano. Dalla fotografia analogica ai workflow digitali, il suo percorso mostra come la direzione della fotografia sia diventata un linguaggio autonomo capace di influenzare anche pubblicità, videoclip e serialità televisiva.
Il tema della memoria visiva attraversa anche altri percorsi culturali italiani legati alla figura di artisti e autori chiamati Giuseppe, come raccontato nelle iniziative dedicate a Giuseppe Zigaina e alle mostre per il centenario. In entrambi i casi emerge un’attenzione forte verso il rapporto tra immagine e identità culturale.
Il premio assegnato a Spilimbergo conferma quanto la fotografia cinematografica continui a essere centrale nell’industria audiovisiva europea. Resta aperta una questione che riguarda il futuro del settore: in un cinema dominato da effetti digitali e piattaforme streaming, quanto spazio rimarrà alla ricerca fotografica costruita sul set e sulla luce reale?