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Musicultura 2026, cosa cambia con Claudio Covato?

Il cantautore siracusano vince allo Sferisterio con un brano in dialetto e apre una nuova fase del suo percorso

Massimo 2 giorni fa 4
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Contenuti
Musicultura 2026, perché ha vinto Claudio CovatoClaudio Covato e Chiddu ca ma resta: il peso del dialettoMusicultura 2026 e il futuro del cantautorato italiano

Musicultura 2026 ha scelto Claudio Covato: il cantautore siciliano ha vinto la XXXVII edizione con Chiddu ca ma resta, brano in dialetto presentato allo Sferisterio di Macerata nelle serate finali del 19 e 20 giugno.

Il risultato pesa perché non riguarda soltanto il premio principale. Covato ha ottenuto anche il Premio della Critica Piero Cesanelli e il Premio Grotte di Frasassi, confermando una ricezione trasversale tra pubblico, giuria e addetti ai lavori.

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Musicultura 2026, perché ha vinto Claudio Covato

Musicultura 2026, cosa cambia con claudio covato?

Claudio Covato ha vinto Musicultura 2026 con una canzone fuori dai formati più prevedibili: lingua siciliana, scrittura viscerale, impianto cantautorale e una forte identità territoriale. La vittoria indica che il festival continua a premiare ricerca, personalità e rapporto diretto con la parola cantata.

La canzone vincitrice, Chiddu ca ma resta, porta sul palco una lingua intima, legata al vissuto dell’artista e alla sua area culturale. Il dato rilevante è proprio questo: un brano non immediato, lontano dalla scrittura radiofonica standard, ha conquistato il riconoscimento più alto del festival.

Il premio principale vale 20 mila euro, mentre il Premio della Critica aggiunge altri 3 mila euro. La scheda ufficiale di Musicultura 2026 conferma Covato tra gli otto vincitori della XXXVII edizione, insieme ad artisti come Rosita Brucoli, DDUMA, MEZZANERA, Narratore Urbano, Isabella Privitera, Giovanni Toscano e Giulia Trovò.

Claudio Covato e Chiddu ca ma resta: il peso del dialetto

Musicultura 2026, cosa cambia con claudio covato?

Classe 1993, originario della provincia di Siracusa, Claudio Covato arriva a Musicultura dopo studi in chitarra classica e canto lirico. Il suo progetto cantautorale prende forma nel 2023, dopo anni di ricerca musicale, composizione e lavoro sulla voce.

La scelta del dialetto non funziona come ornamento folclorico. Nel suo caso diventa materia espressiva, ritmo, suono e memoria. È una direzione che si inserisce nella linea del cantautorato italiano più legato alla lingua viva dei territori, tema già emerso in diverse edizioni del festival raccontate anche nel percorso di Musicultura 2024.

Lo Sferisterio di Macerata, sede storica delle finali, ha ospitato una due giorni con Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio alla conduzione. Tra gli ospiti sono saliti sul palco Brunori Sas, Planet Funk, Le Vibrazioni, Alan Sorrenti, Alberto Fortis, Maria Antonietta, Colombre e Santamarea.

Musicultura 2026 e il futuro del cantautorato italiano

La XXXVII edizione conferma il ruolo di Musicultura come spazio di selezione per nuove scritture musicali. Il festival nasce nel 1990 e continua a mettere al centro la canzone popolare e d’autore, con una formula che affianca selezione, concerti, premi speciali e passaggio sul palco finale.

Accanto a Covato, sono stati premiati anche Narratore Urbano per il miglior testo con Il mio coinquilino vuole uccidermi, DDUMA con Fimmine de guerra e Rosita Brucoli con Agente!, vincitrice del Premio Nuovo IMAIE da 10 mila euro per il sostegno ai progetti live.

La vittoria di Covato dialoga con la storia recente del festival, già raccontata nelle serate finali di Musicultura, e apre una domanda concreta: il prossimo disco, annunciato tra italiano e siciliano, riuscirà a trasformare questo riconoscimento in un percorso nazionale stabile?

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