Paggeria Arte riapre a Sassuolo il 27 e 28 giugno 2026 con Damien Hirst e un format netto: una sola opera, un solo weekend, un allestimento pensato per concentrare lo sguardo. Il progetto si chiama Only One, è curato da Nicolas Ballario e segna il nuovo corso dello spazio restaurato dopo i lavori finanziati dal PNRR.
La sede è in Piazzale della Rosa, nel complesso delle Paggerie legato alla storia estense. L’ingresso è gratuito, con apertura dalle 10 alle 18, secondo il programma pubblicato dal Comune di Sassuolo.
Paggeria Arte e Only One: cosa cambia con Damien Hirst
Paggeria Arte sceglie un modello opposto alla mostra affollata: un’opera singola diventa il centro dell’esperienza. Per il debutto arriva uno Spot Painting di Damien Hirst, collocato in una piscina di palline colorate, tra rigore geometrico e partecipazione fisica del pubblico.
Il gesto curatoriale funziona perché gli Spot Paintings nascono da regole visive precise: punti ordinati, colori distinti, serialità controllata. Il dialogo con l’allestimento introduce una tensione tra metodo e gioco, utile anche per parlare a chi entra per la prima volta in uno spazio di arte contemporanea.
Il riferimento a Hirst inserisce Sassuolo in una conversazione internazionale. La serie è stata al centro della mostra The Complete Spot Paintings 1986–2011, presentata da Gagosian, e resta uno dei nuclei più riconoscibili della produzione dell’artista britannico.
Damien Hirst a Sassuolo tra arte contemporanea e gallerie italiane
La scelta di Damien Hirst non punta soltanto sul nome noto. Serve a dichiarare l’identità di Paggeria Arte: un centro capace di unire artisti affermati, linguaggi accessibili e nuove generazioni. In questo senso, il progetto dialoga con altre esperienze del sistema espositivo italiano, dalla crescita delle gallerie d’arte contemporanea ai casi di riallestimento museale come la Galleria Borghese.
Il programma non si ferma al weekend inaugurale. Dopo l’estate, in occasione di festivalfilosofia, dal 18 al 20 settembre 2026, Paggeria Arte prevede un confronto tra Julian Schnabel e Pietro Moretti. La linea appare chiara: mettere in relazione figure storicizzate e artisti under 35, senza separare didattica, produzione e ricerca.
Perché Paggeria Arte guarda alla ceramica di Sassuolo
Il dato territoriale pesa. Sassuolo è legata alla ceramica, e il nuovo progetto intende trattarla come materiale vivo, non come semplice memoria industriale. Workshop, laboratori e attività formative dovrebbero costruire un ponte tra manifattura locale, giovani artisti e pratiche contemporanee.
La sfida sarà evitare che il format dell’opera unica resti un episodio brillante. Se Only One riuscirà a trasformare la visita breve in una relazione stabile con il pubblico, Paggeria Arte potrà diventare un caso interessante di rigenerazione culturale fuori dai grandi centri.
