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Festival della Valle d’Itria 2026: opere e programma

Dal 14 luglio al 2 agosto Martina Franca ospita tre produzioni liriche, concerti e percorsi dedicati al Mediterraneo.

Massimo 1 ora fa Commenta! 9
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Il Festival della Valle d’Itria 2026 prende il via il 14 luglio e prosegue fino al 2 agosto, trasformando Martina Franca e alcuni luoghi del territorio pugliese in un grande palcoscenico dedicato all’opera, alla musica sinfonica e al teatro musicale. La 52ª edizione propone tre produzioni liriche principali, concerti da camera, appuntamenti nelle masserie e incontri di approfondimento.

Contenuti
L’apertura del 14 luglio con Pulcinella e La favola di OrfeoCarmen torna alla prima versione composta da BizetIl schiavo di sua moglie, il raro titolo di ProvenzaleConcerti sinfonici e teatro musicale a Martina FrancaMediterraneo in musica tra chiostri, borghi e masserieDate principali del Festival della Valle d’Itria 2026Biglietti, riduzioni e informazioni pratiche

Il tema scelto dalla direttrice artistica Silvia Colasanti è “Mediterraneo. Culla del mito, crocevia di culture, mare che accoglie”. Un filo conduttore che collega repertori settecenteschi, Novecento storico e nuova musica, mettendo al centro il mare come spazio di scambio, viaggio, memoria e trasformazione. Il programma ufficiale del Festival della Valle d’Itria 2026 distribuisce gli spettacoli tra Palazzo Ducale, chiostri, basiliche e masserie.

L’apertura del 14 luglio con Pulcinella e La favola di Orfeo

Festival della valle d'itria 2026: opere e programma

La serata inaugurale del 14 luglio, alle 21 nel cortile di Palazzo Ducale, riunisce in un unico spettacolo Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella. Il dittico tornerà in scena il 26 e il 29 luglio e il 1° agosto.

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Pulcinella è un balletto con canto in un atto, costruito da Stravinskij attraverso una personale rilettura della musica settecentesca. La favola di Orfeo è invece un’opera da camera su libretto di Corrado Pavolini, ispirata alla Fabula di Orfeo di Angelo Poliziano. Accostare i due titoli permette al Festival di raccontare due modi differenti di guardare al passato: la maschera popolare legata alla tradizione napoletana e il mito antico trasformato dal linguaggio del Novecento.

La direzione musicale è affidata a Nicolò Umberto Foron, mentre Jean Renshaw firma regia e coreografia. In scena figurano Chiara Mogini, Matteo Falcier e Roberto Lorenzi, insieme agli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”. Partecipano inoltre l’Orchestra e il coro del Teatro Petruzzelli di Bari, preparato da Marco Medved, e la compagnia Eko Dance Project.

Carmen torna alla prima versione composta da Bizet

Il secondo grande titolo è Carmen di Georges Bizet, in programma il 25, 28 e 31 luglio e il 2 agosto, sempre alle 21 a Palazzo Ducale. Il Festival presenta la prima versione composta nel 1874, proposta nell’edizione critica Bärenreiter curata da Paul Prévost.

L’operazione non consiste semplicemente nel riproporre uno dei titoli più popolari del repertorio. La versione scelta consente di osservare Carmen prima delle modifiche e degli adattamenti che ne hanno accompagnato la fortuna teatrale. La produzione viene annunciata come prima rappresentazione assoluta in forma scenica di questa specifica versione.

Fabio Luisi dirige l’Orchestra e il coro del Teatro Petruzzelli di Bari. Regia, scene e luci sono firmate da Denis Krief. Deniz Uzun interpreta Carmen, Matteo Lippi è Don José, Natalia Tanasii veste i panni di Micaëla e Alessandro Luongo quelli di Escamillo. Partecipa anche il Coro di voci bianche della Fondazione Paolo Grassi, diretto da Angela Lacarbonara.

Il schiavo di sua moglie, il raro titolo di Provenzale

La vocazione del Festival per la riscoperta del repertorio meno frequentato emerge con Il schiavo di sua moglie di Francesco Provenzale. Il dramma per musica, articolato in un prologo e tre atti su testo di Francesco Antonio Paolella, sarà rappresentato il 24, 27 e 30 luglio alle 21 nel Chiostro del Carmine.

La revisione del manoscritto e la direzione sono affidate ad Antonio Florio, specialista del repertorio napoletano, alla guida dell’Orchestra Cappella Neapolitana. Rita Cosentino cura regia e scene, mentre Carla Galleri firma i costumi. La produzione coinvolge gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” ed è indicata come prima rappresentazione in tempi moderni.

È probabilmente il titolo che rappresenta meglio l’identità storica della manifestazione: riportare sul palcoscenico opere dimenticate, ricostruendone la struttura musicale e restituendole al pubblico in una forma teatrale completa.

Concerti sinfonici e teatro musicale a Martina Franca

Festival della valle d'itria 2026: opere e programma

Il programma comprende anche Vennero da ogni dove. Narrar cantando umanità in cammino, nuova produzione in scena il 20 e il 21 luglio nel Chiostro di San Domenico. Marco Baliani e Vincenzo Capezzuto intrecciano voce, musica e racconto intorno alle esperienze del viaggio e delle migrazioni, accompagnati da Luciano Orologi, Giancarlo Bianchetti e Marco Forti.

Il 17 luglio la Basilica di San Martino ospita il Concerto dello Spirito. Giovanni Pelliccia dirige l’Orchestra ICO della Magna Grecia in un programma con Apollon Musagète di Stravinskij, Lachrymae di Benjamin Britten e Lamento dal mare di Jorge Coll Navarro, presentato in prima esecuzione assoluta. Il concerto è a ingresso gratuito con prenotazione.

Il 19 luglio Palazzo Ducale accoglie invece il Concerto sinfonico diretto da Diego Ceretta con Francesca Dego al violino e l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala. Il programma unisce le Danses concertantes di Stravinskij, le Deutsche Tänze D 820 di Schubert nell’orchestrazione di Anton Webern e il Secondo concerto per violino e orchestra “I profeti” di Mario Castelnuovo-Tedesco.

Mediterraneo in musica tra chiostri, borghi e masserie

La sezione Mediterraneo in musica porta il Festival oltre i principali palcoscenici di Martina Franca. Il 15 luglio Danilo Squitieri propone un recital per violoncello solo con musiche di Bach, Ligeti, Sollima, Tárrega e Cassadó. Il 16 luglio il Leonardo Trulli Resort di Locorotondo ospita il Concerto del Mediterraneo con gli artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”.

Il 22 luglio, alla Masseria Palesi, Francesco D’Orazio al violino e Liubov Gromoglasova al pianoforte eseguono Notturno adriatico, con pagine di Stravinskij, Rota, Castelnuovo-Tedesco, Betta e Ravel. Il 23 luglio il Chiostro di San Domenico ospita Le tarantelle del rimorso, con Pino de Vittorio alla voce e Marcello Vitale alla chitarra battente e classica.

Completano il calendario i Concerti del Sorbetto: L’altro Casella con il Quartetto Adorno il 18 luglio, L’altro Bizet con Francisco Manuel Soriano e gli artisti dell’Accademia del Belcanto il 25 luglio, e L’altro Stravinskij con il violinista Paride Losacco il 1° agosto. Sono appuntamenti più raccolti, pensati per esplorare pagine cameristiche legate agli autori protagonisti delle produzioni principali.

Date principali del Festival della Valle d’Itria 2026

  • 14, 26 e 29 luglio e 1° agosto: Pulcinella e La favola di Orfeo, Palazzo Ducale
  • 17 luglio: Concerto dello Spirito, Basilica di San Martino
  • 19 luglio: Concerto sinfonico, Palazzo Ducale
  • 20 e 21 luglio: Vennero da ogni dove, Chiostro di San Domenico
  • 24, 27 e 30 luglio: Il schiavo di sua moglie, Chiostro del Carmine
  • 25, 28 e 31 luglio e 2 agosto: Carmen, Palazzo Ducale

Biglietti, riduzioni e informazioni pratiche

I prezzi cambiano in base allo spettacolo e al settore. Per le recite ordinarie di Pulcinella con La favola di Orfeo e di Carmen, i biglietti interi vanno da 35 a 60 euro; la prima del 14 luglio prevede tariffe da 40 a 70 euro. Il schiavo di sua moglie parte da 10 euro per il settore non numerato, mentre i Concerti del Sorbetto costano 5 euro.

Sono previste riduzioni per senior, under 30 e under 18, oltre a un abbonamento per le tre opere. Prezzi, disponibilità, commissioni di prevendita e modalità di prenotazione possono essere controllati nella biglietteria ufficiale del Festival. Per gli spettacoli all’aperto è utile consultare anche il regolamento relativo al maltempo e agli eventuali rimborsi.

Il Festival della Valle d’Itria 2026 conserva così la propria doppia anima: da una parte la ricerca su versioni rare e titoli dimenticati, dall’altra un programma capace di attraversare luoghi, generi e pubblici differenti. Dal mito di Orfeo alla Carmen delle origini, fino alla musica ispirata al viaggio per mare, l’edizione costruisce intorno al Mediterraneo un percorso culturale unitario, senza rinunciare alla varietà degli appuntamenti.

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