La mostra di William Turner a Como resta aperta fino a domenica 27 settembre 2026. Al 19 settembre restano gli ultimi nove giorni di calendario: il percorso riunisce opere della Tate tra Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica e permette di leggere il rapporto tra Turner, il Lago di Como, la luce e il paesaggio italiano.
Per chi sta organizzando la visita, le informazioni essenziali sono queste: apertura da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00, ultimo ingresso alle 17:30; il Tate Pass intero costa 12 euro, il ridotto 8 euro, il junior 6 euro e il family pass 30 euro. Il pass è valido 72 ore dal primo ingresso e comprende le sedi collegate previste dal progetto.
| Turner a Como 2026 | Informazione |
|---|---|
| Ultimo giorno | 27 settembre 2026 |
| Sedi principali | Palazzo del Broletto e Pinacoteca Civica |
| Orari | Martedì-domenica 10:00-18:00 |
| Ultimo ingresso | 17:30 |
| Intero | 12 euro |
| Ridotto | 8 euro |
| Junior | 6 euro |
| Family pass | 30 euro |
| Provenienza opere | Tate, Londra |
Quando chiude la mostra di Turner a Como
L’ultimo giorno è domenica 27 settembre 2026. Non risultano, nel calendario attualmente disponibile nel CMS, proroghe della data finale. Al 19 settembre la mostra è quindi nella sua finestra conclusiva e conviene scegliere subito la giornata di visita.
Le informazioni pratiche derivano dalla scheda ufficiale del Comune di Como, che resta il riferimento da controllare prima di partire per eventuali variazioni straordinarie.

Cosa vedere nella mostra
Il nucleo più legato al territorio è quello degli acquerelli dedicati a Como e al suo lago. Turner non tratta il paesaggio come una semplice cartolina: acqua, montagne, nebbia, riflessi e variazioni atmosferiche diventano strumenti per studiare come la luce trasformi ciò che vediamo.
Il percorso permette di seguire più fasi della ricerca dell’artista, dagli studi legati al viaggio italiano del 1819 alle composizioni connesse a Italy di Samuel Rogers, fino agli esperimenti cromatici della maturità. Alla Pinacoteca Civica il confronto si allarga anche alla Como ottocentesca attraverso materiali delle collezioni locali.
Per capire perché questa evoluzione sia così importante puoi affiancare alla visita il nostro approfondimento su perché Turner è chiamato il pittore della luce, dedicato proprio alla progressiva dissoluzione delle forme nei suoi quadri.
Quali opere arrivano dalla Tate
Le opere esposte provengono dalla collezione della Tate di Londra, che conserva il nucleo fondamentale dell’eredità di J.M.W. Turner. Il valore della mostra non sta quindi soltanto nel nome dell’artista, ma nella possibilità di osservare materiali originali legati direttamente alla sua esperienza italiana.
La scheda Tate dedicata a J.M.W. Turner è il riferimento più utile per confrontare il percorso comasco con il corpus complessivo dell’artista.

Quanto tempo serve per visitarla
Per le due sedi principali conviene considerare almeno un’ora e mezza, soprattutto se vuoi osservare gli acquerelli senza limitarti a una visita rapida. Il Tate Pass valido 72 ore rende però possibile dividere il percorso in momenti differenti e collegarlo alla città.
Il progetto comprende anche il dialogo con Feeling Colour a San Pietro in Atrio. Chi vuole seguire l’intero itinerario dovrebbe quindi evitare di concentrare tutto nell’ultima ora di apertura.
Perché il Lago di Como è importante per Turner
Il paesaggio lariano offriva a Turner una combinazione ideale: acqua, montagne, cambi di luce, foschia, architetture e profondità. Il lago diventa così un laboratorio visivo, non soltanto un luogo da rappresentare con precisione topografica.
È proprio questo rapporto tra opera e territorio a distinguere la mostra da un’antologia generica. Dopo aver osservato gli acquerelli, il visitatore può uscire e ritrovare nello spazio reale gli elementi che interessavano l’artista: distanza, riflessi, variazioni atmosferiche e rapporto fra acqua e rilievi.
Turner anticipa davvero gli impressionisti?
È più corretto dire che Turner affronta problemi che diventeranno centrali anche per la pittura successiva. Non era un impressionista ante litteram in senso stretto: appartiene al Romanticismo britannico e lavora in un contesto diverso.
Tuttavia il suo interesse per effetti momentanei della luce, atmosfera, pioggia, vapore e perdita del contorno netto rende evidente perché la sua pittura sia stata letta come un passaggio decisivo verso una visione più moderna del paesaggio.
Come inserirla in un itinerario culturale a Como
Fino al 20 settembre la città ospita anche il Lake Como Design Festival. Sul sito è disponibile la guida a Lake Como Design Festival 2026, utile per chi visita Como prima di quella data e vuole costruire una giornata che unisca pittura, design e architettura.
Turner è inserito anche nella nostra guida aggiornata alle mostre ancora da vedere in Italia a settembre 2026, dove le esposizioni sono ordinate in base alla chiusura e all’urgenza della visita.
Vale ancora la pena andare negli ultimi giorni?
Sì, soprattutto se interessa il rapporto tra pittura e paesaggio. La mostra non usa Como come semplice sede espositiva: costruisce un legame diretto tra le opere e uno dei territori osservati da Turner durante i suoi viaggi.
La scadenza del 27 settembre rende però inutile rimandare troppo. Chi vuole visitarla dovrebbe scegliere ora la giornata, verificare sul sito ufficiale eventuali modifiche e considerare il percorso diffuso invece di fermarsi a una sola sala.