La Villa di Faragola riapre oggi, lunedì 7 settembre 2026, ad Ascoli Satriano con l’inaugurazione della nuova copertura archeologica alle 18:30. Il sito torna accessibile dopo il grave incendio del settembre 2017, con un intervento progettato per proteggere i resti della villa tardoantica e rendere più chiaro il percorso di visita.
L’appuntamento si svolge al Parco Archeologico di Faragola, in Contrada Comunale Faragola, ad Ascoli Satriano in provincia di Foggia. Dopo gli interventi istituzionali è prevista una visita al complesso con archeologi e tecnici.

Villa Faragola riapre il 7 settembre 2026: orario e luogo
L’inaugurazione è fissata alle 18:30 di lunedì 7 settembre 2026. La sede è il Parco Archeologico di Faragola. L’Università Roma Tre, coinvolta nel progetto attraverso il Dipartimento di Architettura, presenta l’intervento come una nuova fase di protezione e valorizzazione del complesso.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Data | 7 settembre 2026 |
| Orario | 18:30 |
| Luogo | Parco Archeologico di Faragola |
| Comune | Ascoli Satriano, Foggia |
| Evento | Inaugurazione nuova copertura e visita al sito |
Il programma è riportato dal Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre. Per gli orari ordinari successivi all’inaugurazione è opportuno verificare direttamente con il polo museale locale.
Perché la Villa di Faragola era chiusa
Nel settembre 2017 un incendio distrusse la precedente copertura archeologica e danneggiò strutture antiche e parti contemporanee del sistema di protezione. Il nuovo progetto non ricostruisce semplicemente la vecchia soluzione: punta a mettere insieme tutela, accessibilità e rapporto con il paesaggio.
La copertura è descritta come leggera e aperta, pensata per proteggere i resti senza isolare la villa dal contesto rurale. L’intervento integra le strutture temporanee realizzate dopo l’emergenza e migliora l’orientamento tra i diversi ambienti.
Cosa vedere nella Villa romana di Faragola
Faragola documenta una lunga occupazione, dal villaggio daunio alla fattoria romana, fino alla grande residenza tardoantica e al successivo insediamento altomedievale. L’area già indagata supera i 3.000 metri quadrati.
Il momento di massimo splendore è collocato nel V secolo d.C., quando il settore residenziale e le terme furono trasformati con un programma decorativo di alto livello. La sala più rappresentativa è la cenatio, la grande sala da pranzo destinata ai banchetti.

Lo stibadium e i mosaici
Uno degli elementi più riconoscibili è lo stibadium, un divano semicircolare in muratura collocato nella sala da pranzo. La struttura era rivestita con marmi, mosaici ed elementi decorativi e comprendeva una vaschetta centrale legata a un sistema d’acqua.
Il pavimento della cenatio comprendeva lastre di marmo di diversi colori e tappeti in opus sectile. Acqua, superfici marmoree e decorazioni trasformavano il banchetto in una scena progettata per comunicare ricchezza e status.
Il Comune di Ascoli Satriano ricostruisce le diverse fasi della villa e segnala mosaici policromi, terme, strutture produttive e materiali di reimpiego.
Una villa tra mondo romano e Alto Medioevo
Prima della grande villa tardoantica sono documentate presenze dauniche e romane. Dopo la fase monumentale, l’area continuò a essere abitata e utilizzata durante l’Alto Medioevo. La stratificazione permette quindi di seguire il cambiamento delle campagne pugliesi per molti secoli.
È lo stesso tipo di lettura territoriale che emerge dagli scavi 2026 a Le Cesine sul porto romano sommerso, dove strutture, paesaggio e attività economiche vengono analizzati come un unico sistema.
Informazioni utili per oggi
Chi vuole partecipare alla riapertura deve tenere come riferimento le 18:30 del 7 settembre. Per informazioni sulle visite del sito e sulle aperture successive sono disponibili i contatti già utilizzati dal polo museale per le aperture straordinarie: 0885 651756 e 331 2602728.
Faragola torna accessibile con una nuova struttura di protezione nove anni dopo l’incendio del 2017. Per Ascoli Satriano significa recuperare un luogo che racconta il passaggio dalla Daunia al mondo romano e tardoantico attraverso architettura, mosaici, terme e spazi del banchetto.