Dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 il Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro ospita “Riti di ritorno”, mostra di Michela Tabaton Osbourne a cura di Sara Manzan. L’inaugurazione è prevista sabato 26 settembre alle 18:30, durante l’apertura straordinaria serale delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.
Il progetto mette in dialogo scultura contemporanea, memoria, identità e patrimonio archeologico. È una formula particolarmente adatta al Museo Concordiese: le opere di Tabaton Osbourne entrano in un luogo nato per conservare e raccontare le tracce dell’antica Iulia Concordia, creando un confronto diretto tra passato e presente.
| Riti di ritorno a Portogruaro | Informazione |
|---|---|
| Date | 26 settembre 2026 – 10 gennaio 2027 |
| Sede | Museo Nazionale Concordiese, Via Seminario 26, Portogruaro (VE) |
| Artista | Michela Tabaton Osbourne |
| Curatrice | Sara Manzan |
| Inaugurazione | 26 settembre 2026, ore 18:30 |
| Orari ordinari | Lun-sab 8:30-19:30; domenica 8:30-13:30 |
| Biglietto ordinario | 6 euro intero; 2 euro ridotto |
| 26 settembre sera | Inaugurazione gratuita; dalle 19:00 alle 23:00 ingresso simbolico a 1 euro |

Che cos’è Riti di ritorno
Riti di ritorno è una mostra di Michela Tabaton Osbourne inserita nel progetto culturale “Interazioni”, realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto in collaborazione con l’Associazione culturale Linguaggi e Arte di Teglio Veneto. La curatela è affidata a Sara Manzan.
Il nucleo della mostra riguarda il rapporto tra memoria personale e memoria collettiva. La scultura diventa il mezzo con cui l’artista affronta appartenenza, nostalgia e alterità culturale. Portare questo lavoro all’interno di un museo archeologico non significa quindi semplicemente collocare opere contemporanee accanto a reperti antichi: il percorso invita a osservare come oggetti, materiali e immagini possano conservare tracce di identità diverse.
La pagina ufficiale del Museo Nazionale Concordiese conferma le date dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 e l’inaugurazione alle 18:30 del 26 settembre.
Chi è Michela Tabaton Osbourne
Michela Tabaton Osbourne è nata e cresciuta a Londra da madre italiana e padre giamaicano. La sua formazione si è sviluppata tra Londra e Firenze, prima della specializzazione in scultura a Carrara. Questa biografia attraversata da culture e luoghi differenti entra direttamente nella sua ricerca.
L’artista lavora soprattutto con la scultura in tecnica mista, utilizzandola come linguaggio aperto alle contaminazioni culturali. Nei suoi lavori ricorrono temi come diaspora, nostalgia, appartenenza e memoria. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Orsoni 1888 promosso dal MAR di Ravenna; nel 2024 è stata selezionata per la residenza Black Rock Senegal a Dakar; nel 2025 ha presentato la personale Exodus al Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo.
Perché la mostra è ospitata in un museo archeologico
Il Museo Nazionale Concordiese conserva materiali provenienti dal territorio di Concordia Sagittaria e dall’area dell’antica Iulia Concordia. È quindi un luogo costruito intorno alla conservazione della memoria attraverso gli oggetti. Riti di ritorno parte da una domanda simile, ma la affronta con il linguaggio della scultura contemporanea.
Il dialogo tra archeologia e arte contemporanea è diventato una formula sempre più interessante nei musei italiani: permette di leggere collezioni storiche senza trasformarle in un fondale immobile. Su iCrewPlay Arte abbiamo raccontato un incrocio simile al Museo del Mare di Caorle, dove a settembre 2026 reperti archeologici e mostra contemporanea condividono lo stesso percorso.
Per un altro confronto tra patrimonio archeologico e programmazione espositiva nel Nord-Est, si può leggere anche il nostro approfondimento sul Museo Archeologico di Pordenone, che nel 2026 celebra i vent’anni con nuovi spazi e una mostra dedicata alla storia delle ricerche sul territorio.

Inaugurazione il 26 settembre durante le GEP 2026
La mostra apre sabato 26 settembre 2026 alle 18:30, in coincidenza con le Giornate Europee del Patrimonio. L’inaugurazione è indicata come gratuita, mentre l’apertura straordinaria serale prosegue fino alle 23:00.
Per la fascia serale delle GEP, dalle 19:00 alle 23:00, il Museo Concordiese comunica un biglietto simbolico da 1 euro. Chi vuole assistere all’inaugurazione può quindi arrivare per le 18:30 e proseguire la visita al museo durante l’apertura straordinaria.
Lo stesso fine settimana offre diverse iniziative archeologiche in Italia. Per confrontare formule e orari è utile anche la nostra guida alle GEP 2026 al Parco archeologico di Egnazia, dove il 26 e 27 settembre sono previste apertura serale, attività in mare e laboratori.
Orari della mostra e del Museo Concordiese
La scheda del Ministero della Cultura indica per il Museo Nazionale Concordiese questi orari: dal lunedì al sabato dalle 8:30 alle 19:30 e la domenica dalle 8:30 alle 13:30. La biglietteria chiude alle 19:00 dal lunedì al sabato e alle 13:00 la domenica.
Per una mostra che resta aperta fino al 10 gennaio 2027 è prudente controllare sempre eventuali variazioni festive, chiusure straordinarie o modifiche stagionali. La scheda ufficiale del Ministero della Cultura è il riferimento per date, orari e tariffe aggiornate.
Biglietti: quanto costa vedere Riti di ritorno
Il biglietto ordinario del museo indicato dal Ministero costa 6 euro intero e 2 euro ridotto. La mostra è ospitata nel percorso del Museo Nazionale Concordiese, quindi il riferimento pratico per la visita è la biglietteria del museo.
- 26 settembre, inaugurazione ore 18:30: ingresso gratuito per l’inaugurazione.
- 26 settembre, apertura serale 19:00-23:00: biglietto simbolico da 1 euro per le GEP.
- Giorni ordinari: 6 euro intero e 2 euro ridotto secondo le condizioni previste.
- Prenotazione: la scheda MiC della mostra indica che non è richiesta.
Cosa vedere nel Museo Nazionale Concordiese
Visitare Riti di ritorno significa entrare anche nel percorso del Museo Nazionale Concordiese. Il museo è uno dei principali riferimenti per conoscere la storia di Concordia Sagittaria e del territorio veneto orientale in età romana e tardoantica.
Il valore dell’abbinamento sta proprio nel cambio di scala: da una parte reperti archeologici che documentano una comunità del passato, dall’altra sculture contemporanee che ragionano su appartenenza e identità. Chi visita la mostra può quindi leggere il tema del “ritorno” non soltanto come esperienza biografica dell’artista, ma anche come rapporto con tracce, oggetti e luoghi che sopravvivono nel tempo.
Dove si trova e come organizzare la visita
Il Museo Nazionale Concordiese si trova in Via Seminario 26, 30026 Portogruaro (VE). Per chi arriva da fuori città conviene considerare la visita insieme al centro storico di Portogruaro e, se c’è tempo, all’area archeologica di Concordia Sagittaria, legata direttamente alle collezioni del museo.
Se l’obiettivo principale è l’inaugurazione del 26 settembre, l’orario chiave è 18:30. Chi invece preferisce una visita più tranquilla ha a disposizione oltre tre mesi: la mostra prosegue fino al 10 gennaio 2027, rendendo possibile inserirla anche in un itinerario autunnale o durante le festività invernali.
Perché Riti di ritorno è una mostra da seguire
Il punto più interessante di Riti di ritorno non è soltanto la presenza di una mostra contemporanea dentro un museo archeologico. È il tema condiviso della memoria: l’archeologia prova a ricostruire vite attraverso ciò che resta, mentre Michela Tabaton Osbourne usa la scultura per interrogare appartenenza, diaspora e identità.
La lunga durata dell’esposizione, dal 26 settembre 2026 al 10 gennaio 2027, la rende inoltre più utile di un singolo appuntamento delle GEP. L’apertura straordinaria serve da lancio, ma il progetto resta visitabile per tutta la stagione autunnale. Per chi segue il rapporto tra arte contemporanea e patrimonio storico, Portogruaro diventa quindi una tappa da inserire nel calendario.