Dal 27 ottobre 2026 Sant’Ivo alla Sapienza riapre al pubblico a Roma: la chiesa di Francesco Borromini si visita gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30, con ingresso da Corso del Rinascimento 40. Dopo anni di chiusura e un lungo restauro, torna accessibile uno degli esempi più originali dell’architettura barocca.
Sant’Ivo alla Sapienza: orari, indirizzo e ingresso
La riapertura è confermata dall’Archivio di Stato di Roma. L’accesso è libero, dal lunedì al venerdì tra le 9.30 e le 13.30. La chiesa si trova nel cortile del Palazzo della Sapienza, in Corso del Rinascimento 40, nel centro storico della capitale. Per eventuali variazioni o esigenze di visita è disponibile il contatto istituzionale [email protected].
La nuova apertura è resa possibile dalla collaborazione tra Archivio di Stato di Roma, Diocesi di Roma e Touring Club Italiano: i volontari del progetto Aperti per voi accolgono i visitatori e li accompagnano alla scoperta del complesso.
Che cosa vedere: la cupola, la lanterna a spirale e la pianta geometrica
Per capire perché Sant’Ivo è un capolavoro occorre osservare il rapporto tra il cortile e la chiesa. La facciata curva dialoga con l’architettura circostante, mentre la cupola guida lo sguardo verso l’alto fino alla celebre lanterna spiraliforme, uno dei segni più riconoscibili di Borromini nel panorama romano.
All’interno, l’impianto centrale nasce da una geometria articolata, spesso descritta attraverso l’intersezione di due triangoli e una figura stellata a sei punte. Non è un semplice esercizio decorativo: concavità e convessità trasformano la percezione dello spazio, mentre la luce sottolinea superfici, curve e rilievi. Le letture simboliche, compreso il richiamo alla Trinità, appartengono all’interpretazione storico-artistica e non vanno confuse con un significato univoco documentato.
Che cosa ha restituito il restauro
Il lungo intervento ha riguardato la conservazione dell’edificio e delle sue superfici. La riapertura consente di tornare a leggere la relazione tra forme architettoniche, apparati decorativi e tonalità chiare: un aspetto essenziale di uno spazio che cambia espressione secondo l’incidenza della luce.
È proprio questo il valore di una visita dopo il restauro: non soltanto vedere un monumento nuovamente aperto, ma percepire meglio l’idea architettonica che unisce rigore geometrico e movimento.
La chiesa di Borromini nel Palazzo della Sapienza
Realizzata nel Seicento su progetto di Francesco Borromini, Sant’Ivo appartiene al complesso dell’antica università romana, oggi sede dell’Archivio di Stato. L’edificio riunisce così due storie: quella dell’architettura barocca e quella di un luogo legato per secoli allo studio e alla conservazione della conoscenza.
Per approfondire la figura dell’architetto e il suo linguaggio si può leggere anche il nostro articolo dedicato a Borromini e alle sue innovazioni. Il confronto con il restauro di un’opera di Bernini permette inoltre di esplorare due diverse espressioni del Barocco romano.
Il consiglio per la visita: fermarsi prima nel cortile, osservare come la facciata conclude la prospettiva e soltanto dopo entrare in chiesa. Il passaggio dall’esterno all’interno rende più evidente l’invenzione spaziale di Borromini.




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