Amanda Lear sostiene che Redlights, brano di Miley Cyrus incluso nel nuovo album Bass Persuades, riprenda elementi di The Sphinx, la sua canzone del 1978. Lear ha reso pubblica l’accusa sui social e ha poi spiegato di riconoscere nel pezzo una melodia e un ritmo molto vicini al suo brano. Per ora si tratta di una contestazione dell’artista, non di un plagio accertato.
La storia ha un elemento che la rende particolarmente curiosa: mette in contatto due epoche del pop molto lontane tra loro, la disco europea di fine anni Settanta e una delle popstar più riconoscibili degli ultimi anni. Il punto centrale non è stabilire a orecchio chi abbia ragione, ma capire che cosa Amanda Lear contesta e cosa potrebbe succedere adesso.
Cosa ha detto Amanda Lear su Miley Cyrus
Secondo quanto riportato da Rockol, Amanda Lear ha reagito alla pubblicazione di Redlights sostenendo che il brano ricordi in modo molto netto The Sphinx. Il primo messaggio è arrivato sui social, con un tono ironico ma con un’accusa precisa: Lear ha indicato la propria canzone del 1978 come possibile riferimento del nuovo pezzo di Miley Cyrus.

In un’intervista citata dalla stessa fonte, Lear ha spiegato di aver riconosciuto soprattutto melodia e ritmo, pur notando che Redlights procede a una velocità diversa. Ha inoltre prospettato due strade: un accordo oppure un’azione legale. Questo non significa che una causa sia già stata avviata né che esista già una decisione sul diritto d’autore.
Perché The Sphinx è importante nel confronto
The Sphinx uscì nel 1978 ed è uno dei brani più riconoscibili della fase disco di Amanda Lear. Fa parte dell’album Never Trust a Pretty Face e appartiene a un periodo in cui la cantante stava costruendo un’identità sonora molto precisa, tra disco, elettronica e una vocalità immediatamente riconoscibile.
È proprio questa distanza temporale a rendere il caso interessante. Quando un artista contemporaneo pubblica un brano che richiama una produzione di quasi cinquant’anni prima, la domanda del pubblico nasce spontaneamente: siamo davanti a una citazione, a una somiglianza casuale, a un’influenza oppure a qualcosa che richiede un credito formale?
Redlights di Miley Cyrus è davvero un plagio?
Non si può dirlo sulla base della sola accusa di Amanda Lear. Nel diritto d’autore musicale la somiglianza percepita non basta da sola: entrano in gioco la parte effettivamente protetta, il grado di somiglianza, l’accesso possibile all’opera precedente e, in caso di controversia, analisi tecniche e decisioni legali.
Per questo è importante distinguere i fatti dalle interpretazioni. Il fatto è che Lear ha pubblicamente contestato il brano e ha indicato The Sphinx come precedente. L’interpretazione riguarda invece il peso delle somiglianze tra le due registrazioni. Fino a un eventuale accordo, credito riconosciuto o pronunciamento, parlare di plagio accertato sarebbe prematuro.

Perché il caso può diventare più grande di una polemica social
Lear non si è limitata a dire che Redlights le ricorda una sua canzone. Ha indicato la possibilità di arrivare a un’intesa oppure di procedere legalmente. È questo passaggio a trasformare una reazione social in una storia che potrebbe avere conseguenze concrete sui crediti del brano o sui rapporti tra le parti.
Miley Cyrus è già al centro di un archivio pop molto forte, nel quale ogni nuova uscita viene letta anche alla luce dei suoi successi precedenti. Su Arte iCrewPlay abbiamo raccontato il fenomeno delle revenge song da Shakira a Miley Cyrus, con Flowers tra i casi più noti, e il percorso che aveva portato Miley tra gli album pop più attesi.
Cosa succede adesso tra Amanda Lear e Miley Cyrus
Il prossimo passaggio utile sarà capire se la contestazione resterà pubblica oppure entrerà in una trattativa formale. In casi simili, le parti possono arrivare a un accordo privato, riconoscere crediti o percentuali oppure scegliere la strada giudiziaria.
Per il momento la certezza è una sola: Amanda Lear ha collegato esplicitamente Redlights a The Sphinx e ha fatto sapere di non voler considerare la somiglianza un dettaglio trascurabile. È questo che rende la vicenda più interessante di una semplice discussione tra fan e che può mantenere alta l’attenzione nei prossimi giorni.