Dal 18 settembre al 25 ottobre 2026 il Museo Bagatti Valsecchi di Milano ospita Bertozzi & Casoni. Eterne e fragili presenze, una mostra che porta oltre trenta opere in ceramica contemporanea dentro le sale della storica casa museo. Il progetto, curato da Alberto Mattia Martini, mette le sculture iperrealiste in dialogo con arredi, dipinti, armature e oggetti raccolti dai fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi.
Per chi vuole organizzare la visita, il Museo è aperto da mercoledì a domenica dalle 10:00 alle 18:00. Il biglietto intero costa 14 euro, il ridotto 10 euro; la prenotazione online è consigliata. Il Museo segnala inoltre la chiusura del 16 e 17 settembre per l’allestimento, con riapertura il 18 settembre insieme alla nuova mostra.
| Bertozzi & Casoni a Milano 2026 | Informazione |
|---|---|
| Titolo | Eterne e fragili presenze |
| Date | 18 settembre – 25 ottobre 2026 |
| Sede | Museo Bagatti Valsecchi, Milano |
| Indirizzo | Via Gesù 5 |
| Orari | Mercoledì-domenica, 10:00-18:00 |
| Biglietto intero | 14 euro |
| Ridotto | 10 euro |
| Opere | Oltre 30, circa 10 concepite per il Museo |
| Curatore | Alberto Mattia Martini |

Quando apre la mostra Bertozzi & Casoni al Bagatti Valsecchi
La mostra apre al pubblico venerdì 18 settembre 2026 e termina domenica 25 ottobre. L’inaugurazione è annunciata per il 17 settembre alle 19:30, mentre il Museo riapre regolarmente il giorno successivo dopo due giornate di chiusura dedicate all’allestimento.
La conferma più utile per chi sta pianificando la visita arriva direttamente dal Museo Bagatti Valsecchi, che nella propria pagina ufficiale indica la mostra in calendario dal 18 settembre al 25 ottobre e riporta orari e tariffe aggiornati.
Il progetto espositivo è realizzato in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli. Il titolo Eterne e fragili presenze anticipa il nucleo del percorso: la ceramica può attraversare i secoli e conservare una forma quasi intatta, ma resta un materiale esposto alla rottura. È proprio questa tensione tra durata e precarietà a entrare in dialogo con una casa museo costruita attorno alla memoria e alla conservazione.
Oltre trenta opere, con lavori pensati per le sale del Museo
Le anticipazioni diffuse sulla mostra parlano di oltre trenta opere, con circa dieci lavori inediti concepiti appositamente per gli ambienti del Bagatti Valsecchi. Non si tratta quindi di collocare semplicemente sculture contemporanee in una sede storica: l’allestimento è pensato affinché le opere sembrino inserirsi nelle stanze, talvolta quasi confondendosi con gli oggetti della collezione.
È un meccanismo particolarmente adatto alla ricerca di Bertozzi & Casoni. Le loro ceramiche riproducono con precisione estrema fiori, animali, resti di cibo, contenitori, rifiuti, oggetti quotidiani e accumuli. A prima vista possono sembrare reali; soltanto osservandoli da vicino si scopre che ogni dettaglio è costruito e dipinto.
La presentazione della mostra pubblicata da ABC Arte conferma date, sede e curatela. Il confronto con il Museo diventa quindi parte sostanziale dell’opera: il visitatore deve distinguere ciò che appartiene alla dimora storica da ciò che è entrato nelle sale per l’esposizione del 2026.
Cosa vedere: ceramiche che sembrano oggetti reali
Uno degli aspetti più riconoscibili del lavoro di Bertozzi & Casoni è l’uso della ceramica per costruire illusioni materiali. Il virtuosismo tecnico non è però il punto di arrivo. L’iperrealismo serve a creare uno scarto: l’occhio riconosce un oggetto familiare, ma il materiale e il contesto lo trasformano in qualcosa di ambiguo.
Nature morte, animali, resti, stoviglie e oggetti di consumo diventano così moderne vanitas. Il riferimento alla tradizione della natura morta non è decorativo: ciò che appare abbondante, prezioso o perfetto contiene sempre un segnale di trasformazione, deterioramento o fine. La ceramica congela quel momento e lo rende paradossalmente durevole.
Chi conosce già il duo attraverso mostre o documentari può collegare questa esposizione al tema della responsabilità e della trasformazione della materia. Bertozzi & Casoni erano tra i protagonisti della docu-serie raccontata nel nostro approfondimento su Masterpiece. Sulle tracce della meraviglia, dove la loro ricerca veniva inserita in un discorso più ampio sull’arte contemporanea.

Perché la sede del Bagatti Valsecchi cambia la lettura delle opere
Il Bagatti Valsecchi non è un contenitore neutro. Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi trasformarono la propria dimora ottocentesca in un ambiente ispirato al Rinascimento lombardo, raccogliendo dipinti, arredi, maioliche, armi, vetri, tessili e oggetti d’arte del Quattrocento e Cinquecento.
La casa ha conservato l’idea originale di un’abitazione vissuta e collezionata, non di una sequenza di sale bianche. Questo rende particolarmente efficace l’inserimento di opere contemporanee che imitano oggetti reali: la distinzione tra collezione permanente, arredo e intervento artistico può diventare volutamente sottile.
Il Museo ha già costruito negli ultimi anni diversi dialoghi tra la casa storica e il contemporaneo. Per capire meglio la sede e la sua storia puoi leggere anche il nostro articolo sui 30 anni del Museo Bagatti Valsecchi, che ripercorre l’origine della collezione e l’apertura al pubblico.
Il tema della fragilità: perché il titolo è importante
Eterne e fragili presenze lavora su un contrasto immediato. La ceramica è associata alla fragilità perché può rompersi, ma è anche uno dei materiali che l’archeologia ritrova dopo secoli. Un frammento può sopravvivere al contesto che lo ha prodotto, diventando traccia di una vita quotidiana scomparsa.
Nelle opere di Bertozzi & Casoni questa ambivalenza viene spinta ancora oltre. Gli oggetti rappresentati possono suggerire consumo, spreco, decomposizione o abbandono, mentre la materia che li riproduce li rende immobili. Una buccia, un fiore appassito o un avanzo non sono più destinati a sparire: diventano immagini persistenti di qualcosa che, nella realtà, sarebbe transitorio.
Dentro una casa museo costruita sul desiderio di conservare e ricostruire un passato ideale, il tema acquista un secondo livello. Anche il collezionismo nasce dal tentativo di sottrarre oggetti e immagini alla dispersione. La mostra mette quindi in relazione due forme diverse di permanenza: quella storica della collezione e quella artificiale costruita dalla ceramica contemporanea.
Orari del Museo Bagatti Valsecchi
Durante il periodo della mostra il Museo indica apertura mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 10:00 alle 18:00. Lunedì e martedì sono giorni di chiusura ordinaria.
Il 16 e 17 settembre 2026 il Museo segnala una chiusura straordinaria per allestimento. Per chi vuole vedere Bertozzi & Casoni, la prima giornata ordinaria di visita è quindi venerdì 18 settembre. Prima di partire è comunque prudente controllare il calendario ufficiale per eventuali aperture, eventi o variazioni dell’ultimo momento.
Biglietti: quanto costa la visita
Il tariffario attuale del Museo indica 14 euro per il biglietto intero e 10 euro per il ridotto. La tariffa giovani per bambini e ragazzi tra 6 e 17 anni è di 6 euro; i bambini fino a 5 anni, le persone con disabilità, gli Amici del Museo e i membri ICOM rientrano nelle gratuità indicate dal Museo. È disponibile anche un family pack da 26 euro per due adulti con due bambini.
La prenotazione online non è indicata come obbligatoria per la visita ordinaria, ma il Museo la consiglia. Nei primi giorni della mostra e nei fine settimana conviene acquistare o verificare il biglietto prima di arrivare, soprattutto se si vuole associare la visita a un’attività guidata.
Come arrivare al Museo
Il Museo Bagatti Valsecchi si trova in via Gesù 5, nel centro di Milano, all’interno del Quadrilatero della Moda. Le fermate metropolitane più comode indicate dal Museo sono Montenapoleone sulla M3 e San Babila sulle linee M1 e M4.
La posizione rende semplice combinare la mostra con altri musei e spazi espositivi del centro. Chi arriva in treno può raggiungere rapidamente l’area con la metropolitana; chi si muove a piedi da piazza San Babila entra nel quartiere in pochi minuti.
Quanto tempo dedicare alla mostra
Il Museo non indica una durata obbligatoria per Eterne e fragili presenze. Considerando oltre trenta opere distribuite nelle sale della casa museo, è ragionevole prevedere almeno un’ora se si vuole osservare sia gli interventi contemporanei sia gli ambienti storici.
Chi visita il Bagatti Valsecchi per la prima volta dovrebbe mettere in conto più tempo: parte dell’interesse consiste proprio nel capire come le opere di Bertozzi & Casoni cambino la percezione della collezione permanente. Correre da una scultura all’altra farebbe perdere il gioco di rimandi costruito dall’allestimento.
Bertozzi & Casoni a Milano 2026: cosa sapere prima di andare
- Mostra: Eterne e fragili presenze.
- Date: 18 settembre – 25 ottobre 2026.
- Sede: Museo Bagatti Valsecchi, via Gesù 5, Milano.
- Opere: oltre trenta, con circa dieci lavori concepiti per il Museo.
- Curatore: Alberto Mattia Martini.
- Orari: mercoledì-domenica, 10:00-18:00.
- Biglietto intero: 14 euro.
- Ridotto: 10 euro.
- Metro: M3 Montenapoleone; M1/M4 San Babila.
- Prenotazione: online consigliata dal Museo.
Domande frequenti
Quando si può vedere Bertozzi & Casoni al Museo Bagatti Valsecchi?
La mostra è in programma dal 18 settembre al 25 ottobre 2026.
Quali sono gli orari?
Il Museo è aperto da mercoledì a domenica dalle 10:00 alle 18:00. Lunedì e martedì è chiuso.
Quanto costa il biglietto?
Il biglietto intero indicato dal Museo costa 14 euro, il ridotto 10 euro. Sono previste ulteriori tariffe e gratuità.
Dove si trova il Museo Bagatti Valsecchi?
Il Museo si trova in via Gesù 5 a Milano, nel Quadrilatero della Moda, vicino alle stazioni metro Montenapoleone e San Babila.