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Burlington Arcade

Burlington Arcade: uno spaccato londinese con qualche estrosa curiosità da raccontare

Burlington Arcade quando arriva il periodo natalizio, con le sue luminarie e addobbi, si trasforma in un angolo incantato, dove lo shopping non è per tutti ma guardare ancora è a costo zero. Non è però stato sempre così.

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A Burlington Arcade non è stata cambiata una virgola rispetto alla programmazione degli allestimenti scenografici prevista per queste festività 2020.

La galleria commerciale più famosa di Londra, con Piccadilly e Royal Arcade, fa anche quest’anno bella mostra di sé, con luminarie e addobbi superbi che nulla mai lasciano al caso, quanto a scelta di colori e motivi.

Vetrine di marchi lussuosi già scintillanti di loro, si imbellettano ancor di più se possibile, nel periodo delle festività di fine anno, dando vita ad uno spettacolo unico che sta andando in scena anche quest’anno, per una volta ad esclusivo beneficio dei soli londinesi.

La Burlington Arcade è una galleria di attività commerciali che un tempo ospitava quasi solo gioiellerie; si trova nel cuore di Mayfair, uno dei quartieri più eleganti di Londra e collega Burlington Gardens, alle spalle di Bond street, con Piccadilly street.

La Burlington Arcade vide la sua inaugurazione nell’anno 1819 e oltre ad essere una delle gallerie commerciali più antiche di Londra, costituisce anche il modello sul quale fu preso spunto per realizzare in seguito molte delle gallerie commerciali presenti in  Europa, ivi compresi i due esempi italiani con della galleria Vittorio Emanuele a Milano e ldela galleria Umberto I di Napoli.
Come accade di sovente però, si è accertato che l’idea iniziale non fu esattamente quella di creare una galleria commerciale dal gusto raffinatamente esclusivo come invece accadde.
La Burlington Arcade fu creata per cercare di contrastare, in qualche modo, comportamenti non proprio edificanti messi in atto dai londinesi abitanti nei paraggi.

La storia della Burlington Arcade dall’inizio

Nel primo decennio del XIX secolo, il I conte di Burlington, Lord George Cavendish, assunse l’architetto Samuel Ware affinché elaborasse un progetto per chiudere una piccola servitù di passaggio divenuta ormai insostenibilmente maleodorante situata nelle immediate adiacenze  della sua villa e che fungeva da collegamento con la proprietà accanto.
Si narra che Lord Cavendish avesse fatto di quella situazione di stabile degrado accanto alla sua dimora una questione personale, non tollerando più che dal vicolo arrivassero ormai sistematicamente nel giardino della sua Burlington House, oggi Royal Academy, cocci rotti di bottiglie e gusci di ostriche, a quel tempo non ancora cibo di lusso ma a buon mercato e alla portata di tutti tanto da risultare uno street food ante litteram con ciò che ne conseguiva ai danni della pace del povero ricco Lord.
Il progetto elaborato dall’architetto Samuel Ware consisteva nella chiusura del vicolo stesso con la scusa di collocarvi negozi di preziosi che a suo giudizio avrebbero dato un’impronta diversa ai luoghi in questione.
A garanzia dell’incolumità dei clienti ma forse fu una furba scusante, Lord Cavendish decise di assoldare direttamente dalla compagnia dei Royal Hussars, alcune guardie che presero il nome di Beadle affinché  garantissero la sicurezza sia di giorno che di notte.
Nella Burlington Arcade, i Beadle ancora oggi svolgono questa mansione; sono in tutto quattro e l’ uniforme che indossano è ancora quella in stile vittoriano degli esordi, con tanto di cappello nero a cilindro e cappottone scuro con vistosi alamari dorati.
In momenti successivi l’intervento dei Beadle su situazioni illegali perpetrate all’interno della galleria, in particolare negli appartamenti ai piani superiori dei negozi, veniva neutralizzato da complici che fungevano da palo.
Quando i Beadle in servizio presso la Burlington Arcade si avvicinavano troppo alle stanze in cui qualche affare illegale si stava consumando, gli uomini preposti a fare da palo, fischiavano e canticchiavano, così da fungere da inequivocabile avviso.
Questo modo di agire portò alla creazione di un ferreo regolamento che vietò di suonare, cantare o fischiettare all’interno della Burlington Arcade.
Tale regolamento vige tutt’ora all’interno della galleria ed è valido per tutti eccezion fatta per Paul McCartney.
Il Cantante dei Beatles infatti è l’unica persona al mondo autorizzata a cantare, fischiare e suonare all’interno della Burlington Arcade qualora lo volesse.
Qualche decennio fa, Paul McCartney, all’apice del suo successo mondiale, mentre si trovava nella galleria si mise a canticchiare e subito un solerte Beadle, non riconoscendolo, lo invitò bruscamente ad allontanarsi e per esserne sicuro lo accompagnò letteralmente fuori tenendolo sotto braccio.
All’uscita della Burlington Arcade i fan dei Beatles riconobbero immediatamente il famoso cantante facendolo notare alla guardia.
Estremamente costernato dall’accaduto, il Beadle chiese ed ottenne la revisione del regolamento vigente all’interno della Burlington Arcade, così da quel giorno Paul McCartney è l’unica persona al mondo con il permesso di suonare, cantare o fischiettare in quel luogo.
Neanche la Regina Elisabetta potrebbe farlo ma crediamo che non ci sia stata mai occasione di provare il contrario.
Quest’anno saranno festività un po’ così ma potendo esprimere un desiderio, in che città vorresti poter fare un pomeriggio di shopping illimitato? dicci la tua lasciando un commento.
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