La mostra Roberto Capucci. Vestire le muse apre venerdì 6 novembre 2026 al Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino e prosegue fino al 28 febbraio 2027. Il biglietto intero costa 14 euro; la sede è in via Po 55 e il museo è aperto dal martedì alla domenica, con orario prolungato il giovedì fino alle 20:00. Il percorso racconta le donne che hanno indossato le creazioni di Capucci, dal cinema alla lirica fino a Rita Levi Montalcini.
Per chi deve decidere se prenotare e quando andare, la scheda istituzionale di Turismo Torino riporta calendario, fasce orarie e tariffe. Le indicazioni possono variare in occasione di eventi e festività: prima della visita è utile consultare anche il sito del Museo Accorsi-Ometto.
Roberto Capucci a Torino: date, orari e indirizzo
- Mostra: Roberto Capucci. Vestire le muse.
- Date: dal 6 novembre 2026 al 28 febbraio 2027.
- Sede: Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, via Po 55, 10124 Torino.
- Martedì, mercoledì e venerdì: 10:00-18:00.
- Giovedì: 10:00-20:00.
- Sabato e domenica: 10:00-19:00.
- Lunedì: chiuso.
La biglietteria termina il servizio 30 minuti prima della chiusura, secondo le indicazioni pubblicate per l’esposizione. Non bisogna quindi considerare l’orario di chiusura come ultimo minuto utile per iniziare la visita. Il calendario ufficiale segnala inoltre chiusure il 24, 25 e 31 dicembre 2026 e aperture specifiche per il 7 e l’8 dicembre: per le festività è sempre meglio controllare la data esatta.
Quanto costano i biglietti di Vestire le muse?
| Ingresso | Prezzo |
|---|---|
| Intero | 14 euro |
| Ridotto 19-26 anni e over 65 | 12 euro |
| Ridotto 11-18 anni | 10 euro |
| Insegnanti | 6 euro |
| Bambini fino a 10 anni | Gratuito |
| Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card | Gratuito secondo le condizioni indicate |
Le gratuità indicate dagli organizzatori riguardano anche i possessori di tessera ICOM, le persone con disabilità con un accompagnatore, le guide turistiche e i giornalisti, con i requisiti previsti dal museo. Sono possibili ulteriori agevolazioni e convenzioni: fa fede la tariffa pubblicata per l’esposizione. Il biglietto è unico e comprende l’ingresso al museo e alla mostra.
Prenotazione: nelle informazioni ufficiali consultate non è indicato un obbligo generale di prenotazione per il normale ingresso individuale. Il Museo Accorsi-Ometto prevede tuttavia l’acquisto online attraverso il proprio sito. Per visite di gruppo, guidate o esigenze di accessibilità è consigliabile chiedere direttamente conferma alla Fondazione, al numero 011 837688.
Cosa vedere: gli abiti e le muse di Roberto Capucci
La mostra, curata dalla storica dell’arte e del costume Silvia Mira, segue un criterio diverso da una semplice successione di decenni: gli abiti vengono letti attraverso la personalità e la vita delle donne per le quali furono pensati. Il percorso riunisce creazioni destinate ad aristocratiche, attrici, cantanti e figure della cultura.
Fra i nuclei più significativi figura l’abito indossato da Rita Levi Montalcini il 10 dicembre 1986 a Stoccolma, in occasione del Premio Nobel per la Medicina. Il confronto con gli abiti di Silvana Pampanini, Lucia Bosè, Catherine Spaak e Valentina Cortese permette di osservare come un capo possa dialogare con il carattere e con il ruolo pubblico di chi lo porta.
La sezione legata alla lirica richiama le creazioni per Raina Kabaivanska e Katia Ricciarelli. Un’altra parte del percorso è dedicata a donne dell’aristocrazia, tra cui Maria Luisa Gaetani d’Aragona e la famiglia Nasi, le cui collezioni private hanno contribuito al progetto. La quantità esatta dei capi varia nelle schede divulgative disponibili: per organizzare la visita conta soprattutto sapere che non si tratta soltanto di bozzetti, ma di abiti realizzati e collegati a persone documentabili.
Perché gli abiti di Capucci sono anche arte?
Nelle creazioni del couturier la stoffa non è soltanto un rivestimento: pieghe, volumi e contrasti cromatici possono costruire una forma quasi architettonica. Un modo utile di osservare la mostra è confrontare il disegno della silhouette, la lavorazione del tessuto e l’uso del colore, chiedendosi come cambino da un abito pensato per il palcoscenico a un capo da cerimonia.
La presenza dei bozzetti permette di seguire il passaggio dall’idea all’oggetto e aiuta a distinguere la ricerca formale di Capucci dalla sola storia del costume. Per un confronto con altri esempi di dialogo fra arte e moda, su Arte abbiamo già raccontato Dalí e la Moda a Palazzo Reale, un’esposizione differente per autori e contesto.
La visita comprende anche il Museo Accorsi-Ometto?
Sì: il biglietto indicato per l’esposizione comprende il percorso museale. La collezione permanente del Museo Accorsi-Ometto si sviluppa in 25 sale con oltre 3.000 opere, tra mobili, ceramiche, dipinti, cristalli e arazzi. Per chi visita Vestire le muse è un’occasione per osservare come arti decorative e materiali storici dialoghino con la costruzione sartoriale.
Il luogo ha una propria storia espositiva: per conoscerla si può leggere il nostro precedente articolo sul Museo Accorsi-Ometto e la mostra Novecento in Cortile. Quell’evento appartiene al passato, ma la pagina resta utile per contestualizzare la sede torinese.
Cosa verificare prima di partire
Le informazioni da ricontrollare sono soprattutto le aperture speciali, i requisiti per riduzioni e gratuità e le modalità di eventuali visite guidate. Il giovedì, con apertura fino alle 20:00, è una possibilità interessante per chi lavora durante il giorno; non significa, però, che sia automaticamente la fascia meno affollata, perché non sono disponibili dati di affluenza verificati.
Per chi ha esigenze specifiche, la Fondazione pubblica una sezione dedicata all’accessibilità e i contatti del museo: [email protected] e 011 837688. La mostra è visitabile dal 6 novembre, non dalla giornata di anteprima riservata alla stampa.




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