Sì, il 25 dicembre dell’anno 800, durante la messa di Natale nella Basilica di San Pietro a Roma, Papa Leone III incoronò Carlo Magno, re dei Franchi, come imperatore dei Romani, dando così origine al Sacro Romano Impero, un evento epocale che unì per la prima volta il potere temporale franco con l’autorità spirituale della Chiesa, creando un nuovo centro di potere in Occidente.

Carlo Magno è incoronato imperatore
La dinastia carolingia riuscì a scalare le gerarchie all’interno del regno franco, da maggiordomo (maior domus) o maestro di palazzo, divennero infine i sovrani. Naturalmente questa loro ascesa ebbe delle tappe significative: nel 687 Pipino II di Heristal divenne l’unico maestro di palazzo dei tre regni (il regno dei franchi era diviso in tre macro regioni); nel 732 Carlo Martello riuscì a respingere l’offensiva araba a Poitiers, conferendogli il ruolo di difensore della cristianità, iniziando importanti relazioni bilaterali con il papato di Roma.
Nel 751 Pipino il Breve (perché era basso) depose l’ultimo re della dinastia merovingia con il tacito assenso del papato e la benedizione del vescovo Bonifacio, fatto che verrà ricordato tre anni dopo quando papa Stefano II lo consacrò con l’olio santo. La consacrazione di Pipino ebbe un ruolo quanto mai simbolico all’interno del mondo cristiano, i franchi divennero i difensori del papato.
Con la morte di Pipino il regno fu diviso tra i due figli: Carlo e Carlomanno, ma la prematura dipartita di quest’ultimo consegnò il regno e i titoli a Carlo nel 768. La politica espansionistica iniziata dal padre continuò sotto le veci di Carlo, il quale condusse molte guerre che si risolsero in modo favorevoli per i franchi contro gli avari, i sassoni, la spedizione di Spagna e la conquista del regno longobardo.
Lo scacchiere geopolitico del continente vedeva il regno longobardo schiacciato tra l’ascesa dei franchi e il papato, che di fatto avevano siglato un’alleanza. Per fermare l’avanzata dei carolingi Desiderio, re dei longobardi, propose un matrimonio politico tra Carlo con sua figlia, stipulando in questo modo una sorta di alleanza tra i due regni. La mossa di Desiderio non ci mise molto ad andare in frantumi: nel 771 venne eletto papa Adriano I, fortemente anti-longobardo spinse Desiderio all’azione, il quale marciò su Roma dopo avere occupato le città di Marche e Umbria.
Adriano invocò l’aiuto di Carlo, il quale, ripudiata la moglie, si mosse contro i longobardi, li sconfisse in campo aperto e mise sotto assedio la capitale del loro regno, Pavia, la quale cadde nel 774. Carlo divenne anche il re dei Longobardi.
La conquista del regno longobardo fu un momento fondamentale per l’alleanza tra il Papa e i Franchi; Carlo poté completare quel processo di legittimazione iniziato da Pipino e che gli avrebbe conferito una grandiosa forza politica e maggiore coesione all’interno del suo regno, tenuto insieme dalla comune religione e dal riconoscimento di un unico re. Per questo fu di enorme importanza, anzi fondamentale la sua incoronazione a Imperatore.
Nel 799 il nuovo papa, Leone III, fu costretto a lasciare Roma, contestato e criticato dall’aristocrazia romana e accusato di spergiuro e comportamento scandaloso; venne rinchiuso nel monastero di Sant’Erasmo, e in questa occasione Carlo ebbe la possibilità di fare il colpo grosso. Spedì una delegazione per liberare il papa e ricondurlo a Roma, dove lo raggiunse nel novembre dell’800 al fine di presiedere un tribunale che lo riabilitasse.
Due giorni dopo la riabilitazione, durante la celebrazione del Natale, nella basilica di San Pietro, il papa poneva la corona sul capo di Carlo, acclamandolo: “grande e pacifico imperatore dei romani”. Il sovrano esercitava già un solido controllo all’interno del suo dominio, ma il titolo di Imperatore venne interpretato fu volto a rafforzare il ruolo che Carlo già esercitava.
L’Impero che andava via a via costruendosi e si poneva in continuità con l’Impero romano d’Occidente, soprattutto cristiano, difensore della Chiesa e tutore della pace. Ormai il dominio dei franchi era destinato a porsi in concorrenza con il papato: all’imperatore era affidata la guida e la difesa del regno, mentre al papa spettava il compito di sostenere con la preghiera la missione imperiale (la divisione del potere temporale e del potere spirituale).