The Quiet Machine di David Claerbout è al MAST di Bologna dal 29 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, con ingresso gratuito. Le gallerie di via Speranza 42 aprono da martedì a domenica, dalle 10 alle 19. La mostra riunisce nove film, due dei quali inediti, e dodici disegni: per visitarla conviene scegliere dove soffermarsi, perché alcune opere durano molte ore.
Ingresso, orari e prenotazioni al MAST
La pagina della Fondazione MAST conferma apertura al pubblico il 29 ottobre, ingresso gratuito e orario 10-19 dal martedì alla domenica. Il lunedì non rientra nell’apertura ordinaria. La sede è in via Speranza 42, Bologna.
La gratuità dell’ingresso non va confusa con le modalità delle attività organizzate. Per visite guidate, incontri e laboratori controlla il programma e la prenotazione sul sito della Fondazione: la scheda del Comune segnala iniziative gratuite su prenotazione. Se vuoi partecipare a una visita accompagnata, verifica prima data e disponibilità invece di presentarti contando su un posto libero.
Che mostra è The Quiet Machine?
Curata da Francesco Zanot, è la prima grande personale italiana dell’artista belga. La galleria newyorkese Sean Kelly, che rappresenta Claerbout, presenta il progetto come un’ampia retrospettiva sul rapporto tra industria, tecnologia e natura. Non è una proiezione cinematografica unica con un solo orario di inizio: è un percorso di opere da osservare nello spazio espositivo.
Un modo utile per avvicinarsi alla mostra è partire da una domanda: quanto deve cambiare un’immagine perché tu la percepisca in movimento? Il titolo suggerisce una macchina che continua a lavorare anche quando sembra quieta. Qui puoi leggere quel contrasto come un invito a rallentare lo sguardo, senza cercare necessariamente un colpo di scena.
Da quali opere cominciare
Fra i due inediti, Eagle Eye mostra un’aquila su un tavolo operatorio; la lavorazione combina materiali d’archivio e ricostruzione digitale. The Forest and the Wood mette invece in scena un bosco digitale abbattuto e poi ricostruito invertendo il tempo. Il contrasto suggerisce una domanda concreta: ciò che un software può annullare è reversibile anche nella natura?
In Aircraft (F.A.L.) il rapporto fra hangar e aereo mette alla prova la fiducia nell’immagine fotografica; The Close accosta memoria cinematografica e rielaborazione digitale. La presentazione di Cultura Bologna permette di consultare le opere prima di entrare. Puoi scegliere uno di questi fili e seguirlo, invece di attraversare tutte le sale con la stessa velocità.
Quanto tempo serve: la durata del film non è quella della visita
Eagle Eye dura 7 ore e 31 minuti, come riporta la scheda della galleria Sean Kelly. È un dato dell’opera, non una prescrizione per il visitatore. Non sarebbe corretto trasformarlo in una durata obbligatoria della mostra, né promettere che basti un tempo standard per vederla integralmente.
Il nostro suggerimento è scegliere alcune opere da osservare con attenzione e usare le altre come confronto. Fermati abbastanza da distinguere ciò che cambia da ciò che resta fermo; poi domanda a te stesso se stai guardando una ripresa, un’elaborazione o una combinazione delle due. Se desideri vedere un film per intero, verifica la sua durata prima di organizzare il resto della giornata.
Perché guardare anche i disegni
I dodici disegni permettono di affiancare alle immagini in movimento un altro linguaggio. Il passaggio fra foglio e schermo offre al visitatore un’occasione di confronto: cosa si capisce immediatamente da un segno, e cosa emerge soltanto lasciando trascorrere il tempo? È una chiave di lettura, non una descrizione basata su una visita personale.
Se ti interessa il ruolo della fotografia nella costruzione di uno sguardo, puoi proseguire con Marianne Wex e le immagini del corpo. Per un confronto con un’installazione che coinvolge il visitatore attraverso un linguaggio diverso, trovi anche il nostro approfondimento su Tarek Atoui alla Tate Modern.
Preferiresti soffermarti su un’immagine fino a coglierne i cambiamenti minimi, oppure confrontare subito più opere?
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