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Codici segreti

Codici segreti. Presenti misteriosamente proprio dove non te li aspetteresti

Codici segreti che nel mondo dell'arte sembrano essere celati nelle più grandi opere conosciute. Un vezzo o un oscuro piano di cui tutt'ora, studiosi ed appassionati, in molti casi, faticano a dare una spiegazione.

Che ci siano codici segreti nascosti in luoghi o situazioni inimmaginabili, questo di certo non è un segreto ma scovarli ecco, questo può rivelarsi un compito assai arduo perché bisogna confrontarsi e non sullo stesso piano, con la mente geniale che ha prima creato l’opera artistica e poi escogitato il modo di incastonarvi all’interno l’enigma per eccellenza.

Dalla notte dei tempi è senz’altro ormai pacifico che vi siano state consolidate modalità per partecipare messaggi segreti attraverso espedienti non convenzionali, per far si che il messaggio non venisse intercettato.

In epoca risorgimentale, il grande musicista e compositore italiano Giuseppe Verdi, stimato anche dagli oppositori politici e per questo libero di continuare la sua arte, nelle sue opere riuscì a nascondere veri e propri inviti all’insurrezione popolare camuffati sapientemente con codici segreti.

Fra tutti potremmo certamente citare il Nabucco e l’aria Va pensiero, cantata dall’intero coro che alla Scala di Milano riusciva a coinvolgere tutti gli spettatori del teatro che con sentimento patriottico e la mano sul cuore cantavano all’unisono con gli attori sul palco. Era il grido sommesso di battaglia di chi si dichiarava pronto alla rivolta.

E inoltre, le molteplici manifestazioni d’affetto scritte sui muri che sembravano celebrare il grande maestro di Busseto con la dicitura  W Verdi che sempre più spesso nella Milano dell’epoca si vedevano comparire sui muri, altri non erano che un messaggio in codice.

Messaggi in codice che realmente volevano dire: viva Vittorio Emanuele re d’Italia.

Oggi una siffatta espressione di protesta potrebbe far finanche sorridere ma per coglierne a pieno la comprensione bisognerebbe calarsi in qualche modo, in quello che era il clima dell’epoca senz’altro fatto di cospiratori e spie dove a prevalere era il sentimento d’incertezza per il futuro.

Spaccati di vita reale, appartenuti alla storia del nostro bel paese che affondano parte delle loro radici nella simbologia dei codici segreti.

Codici segreti da sempre voce di moti rivoluzionari o singolari misteri

I codici segreti dunque nella loro estensione di momento comunicativo di informazioni importanti da veicolare, il più delle volte a pochissimi ma che per meglio nascondersi dovevano mostrarsi con finta ingenuità, agli occhi di tutti anche di coloro a cui il messaggio doveva essere assolutamente celato.

E’ fuori di dubbio che un genio come Leonardo Da Vinci, incline all’uso di misteriosi codici segreti che magistralmente ha realizzato opere d’arte di un pregio senza eguali, abbia tralasciato di indicare i motivi dei misteri volutamente nascosti nei suoi lavori.

In quanto tale un codice deve poter contare su un’ inviolabilità a prova di chiunque e confrontarsi con il genio Leonardesco è sempre un’impresa titanica anche per le generazioni che vantano di aver mandato una sonda a trivellare su Marte in cerca di acqua.

Orbene anche in questo caso si suppone che nel momento della realizzazione del codice segreto, lo strumento interpretativo sia stato dall’autore fornito esclusivamente a colui o coloro che nell’immediatezza o a tempo debito avrebbero dovuto beneficiarne e trarne quell’aiuto ipotizzato dallo stesso autore in fase di realizzo, come pertinente alla realizzazione di un disegno ben definito.

A volte però i codici segreti proprio per la loro natura sono giunti fino a noi ancora avvolti da quel mistero che non ha consentito un’interpretazione sufficientemente esaustiva per una mentalità ormai moderna.

Forse complicati studi e calcoli matematici non sono la giusta chiave di lettura per interpretare segreti e misteri ormai fuori tempo.

Forse è questo per primo il segreto che dovremmo affrontare nell’avvicinarci ai misteri dalla cui ispirazione ci separano, a volte anche secoli.

Indubbiamente alcuni misteriosi codici segreti giunti fino a noi, probabilmente possono essere frutto di un esercizio stilistico da parte dell’autore di turno, per dare forse all’opera un fumoso ed intrigante aspetto, oltre a quello visivo ma senz’altro la maggior parte delle indicazioni segrete imprigionate dall’arte hanno sempre avuto il compito di custodire un messaggio importante.

E torno a ribadire che a volte l’immediatezza del momento storico vissuto in prima persona, porta senz’altro ad una interpretazione certamente molto più vicina alla verità volutamente e misteriosamente celata.

E Tu? Dove nasconderesti un codice segreto? Faccelo sapere nei commenti.
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