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“Comedian”, un’opera davvero gustosa

Maurizio Cattelan torna con una nuova opera ad Art Basel Miami, ma l'installazione sparisce in quattro bocconi

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Maurizio Cattelan (classe 1960) è sicuramente uno dei nostri artisti più controversi di sempre. Non c’è una sua opera che non abbia fatto scalpore. Dalla scultura L.o.v.e. del 2010, acronimo di  “Libertà, Odio, Vendetta, Eternità”, che troneggia in piazza della Borsa a Milano (nel caso ci fosse qualcuno che non l’ha presente è l’enorme mano alta 4,60 metri, 11 totali con il basamento, che dovrebbe rappresentare il saluto fascista, ma ha tutte le dita mozzate tranne il medio), ai “Bambini impiccati” nel 2004, sempre a Milano che addirittura portò al ferimento di uno sdegnato passante che cercò di staccare i manichini raffiguranti tre bambini dall’albero dove erano appesi. Oppure America, il water ricoperto d’oro 18 carati, perfettamente funzionante, recentemente tornato alla ribalta della cronaca perché trafugato dal Blenheim Palace, nel Regno Unito, dove era in corso una mostra delle opere dell’artista. Insomma Cattelan è abituato a stupire, se non addirittura scioccare ogni volta che presenta un’opera.

Art Basel Miami

Art Basel Miami é una delle fiere dedicate all’arte più famose del mondo. Artisti di alto livello internazionale espongono le loro opere a Miami Beach e molti di loro fanno parlare di sé e dei propri lavori. Quale scenario migliore per il rientro di Cattelan sulla scena dopo un lungo periodo di assenza?

“Comedian”, sbatti una banana sul muro (e mangiala)

Nell’ultimo anno Maurizio Cattelan è stato impegnato a cercare di riprodurre la scultura di una banana. Ha creato diversi prototipi in resina, in metallo, ecc. e per non perdere l’ispirazione in ogni albergo dove ha alloggiato ha attaccato una banana al muro con lo scotch. Fino a che non ha capito che l’opera era già il frutto attaccato con il nastro adesivo. Oltretutto Comedian richiama un altro lavoro dell’artista, A perfect day, del 1999, quando a finire “scocciato” sul muro fu il suo gallerista Massimo De Carlo.

L’opera ha ottenuto subito grande successo nello stand del gallerista Perrotin, tanto che due esemplari sono stati venduti a circa 120.000 dollari ognuno. Quando la notizia è divenuta di pubblico dominio sui social si sono scatenate le polemiche. Alcuni hanno avuto da ridire sul prezzo, senza tenere conto che lo scopo dell’opera è proprio quello di fare riflettere sul reale valore delle cose, altri si sono sdegnati per la “semplicità” dell’installazione al grido di “avrei potuto farla anche io!” peccato che non basti attaccare un qualsiasi frutto al muro per diventare un artista del calibro di Cattelan.

Poi è arrivato lui, il genio! David Datun, un artista americano di origini georgiane, presente alla fiera  con le proprie opere, pochi stand più in là. Si presenta allo stand Perrotin e con molta nonchalance stacca la banana da muro e la mangia, il tutto ripreso in diretta. Dirà poi che la sua performance si chiama “Hungry artist” (Artista affamato, ndr) che a lui piace molto Cattelan e che ha trovato la sua opera davvero deliziosa.

Nell’immediato è stato accompagnato fuori dalla fiera, ma poi la direzione di Art Basel e lo stesso Cattelan hanno fatto sapere che non ci saranno ripercussioni, anche perché era già stato considerato il fatto che il frutto si sarebbe deteriorato e agli acquirenti, insieme al certificato di autenticità, sono state date le istruzioni per cambiare la banana una volta marcita.

Stavolta Cattelan ha trovato chi ha saputo stupire più di lui, mangiando in un attimo 120.000 dollari!

 

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Tu sei tra quelli che amano o odiano Cattelan? Ritieni le sue opere geniali o solo provocazioni per far parlare di sé?
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Stefania
Stefania
9 mesi fa
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Secondo me, l’arte è uno dei mezzi creativi con cui si racconta, tramite mani esperte o menti brillanti, l’epoca stessa in cui sono realizzati, e Cattelan non fa diversamente: esprime benissimo le contraddizioni della nostra società dove si esaltano avvenimenti mondani e si ignorano fatti ben più importanti, il momento storico dove ognuno sente di doversi schierare da qualche parte (pro o contro) per sopperire alla mancanza di valori veri e utili alla crescita e all’evoluzione umana, il basso livello in cui siamo finiti, mascherato da lustrini (o da strisce di scotch).

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