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Crocifisso

Il crocifisso misterioso che parlò a San Tommaso d’Aquino

Il Crocifisso misterioso in realtà è una tavola che tra l'altro rappresenta uno dei pochissimi esempi di pittura duecentesca campana

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Un crocifisso, più precisamente una tavola raffigurante un crocifisso che, narra la leggenda, giunta fino a noi dal 1200,  parlò a San Tommaso d’Aquino nel convento di  San Domenico Maggiore, complesso monumentale che si erge proprio nel cuore della città di Napoli, nel centro storico, lungo il decumano inferiore della città altrimenti conosciuto come Spaccanapoli.

Ancora un mistero per la città del golfo che questa volta sembra avere radici molto lontane, ci parla di un crocifisso parlante che scelse di farlo proprio con chi per sempre sarà considerato uno dei padri della chiesa.

La misteriosa tavola del Crocifisso, un altro mistero di Napoli, si trova all’interno della casa madre dei frati domenicani, dove si può ammirare interamente poiché posta al di sopra di un altare.

La tavola del crocifisso da secoli è considerata miracolosa poiché, non senza meticolosi studi e approfondimenti è proprio quella identificata con quella che parlò a San Tommaso D’Aquino mentre quest’ultimo era raccolto in  in preghiera davanti all’altare.

Tale misterioso colloquio sembra essere avvenuto proprio durante l’ultimo soggiorno del santo a Napoli, databile quindi nell’anno 1273.

Secondo la leggenda, il Crocifisso in questione che non tardò nel guadagnarsi l’appellativo di miracoloso, si narra si sia rivolto direttamente a  San Tommaso D’Aquino dicendo:

Tommaso tu hai scritto bene di me. Che ricompensa vuoi?

Alle quali il Santo replicò:

Nient’altro che te, Signore

Da un punto di vista artistico va detto che la tavola del Crocifisso è pregevole e un raro esempio di pittura duecentesca in Campania, ben conservato e giunto pressoché integro fino ad oggi anche è soprattutto alle cure che gli sono state riservate in virtù anche della leggenda a cui si è legato fin dalle sue origini di opera artistica

Nella sua interezza opera si presenta con una forte intensità drammatica che può senz’altro scorgersi nel volto di Gesù crocifisso ed in quello delle figure che ai lati della croce sembrano patire con partecipazione l’evento che si sta consumando.

Nei volti dunque dei personaggi traspare una forte umanità impressa dalle pennellate dell’anonimo artista che l’ha realizzata che non so quanto volontariamente, riporta ad una dimensione terrena i sentimenti rappresentati nella tela.

La tela del crocifisso un mistero da secoli

Il dipinto originale del Crocifisso è collocato in una cella del convento, proprio quella  in cui il frate domenicano si dice sia vissuto nel suo soggiorno napoletano.

Proprio in quella stessa cella, quindi all’ombra del Crocifisso con cui parlò, San Tommaso d’Aquino amava ricevere i suoi studenti e svolgere i suoi studi liturgici.

Quella esposta e conservata nella chiesa, precisamente nel Cappellone del Crocifisso è invece una copia dell’originale.

Cosa ci sia di vero, nessuno lo sa con certezza, sta però di fatto che, la leggenda narrata per secoli e giunta fino a noi è di per sé un mistero sul come abbia fatto ad arrivare ai nostri giorni così vivida.

Nella giornata dell’8 marzo, voglio ricordarti un passaggio del pensiero di San Tommaso d’Aquino che, nel 1200 ricordiamolo, così disquisiva sul tema della donna:

 

 

Rispetto invece alla natura nella sua universalità, la femmina non è un essere mancato, ma è espressamente voluto in ordine alla generazione. Ora, l’ordinamento della natura nella sua universalità dipende da Dio, il quale è l’autore universale della natura. Quindi, nel creare la natura, egli produsse non solo il maschio, ma anche la femmina

 

Ci sono due specie di sudditanza. La prima, servile, è quella per cui chi è a capo si serve dei sottoposti per il proprio interesse: e tale dipendenza sopravvenne dopo il peccato. Ma vi è una seconda sudditanza, economica o politica, in forza della quale chi è a capo si serve dei sottoposti per il loro interesse e per il loro bene

 

E tale sudditanza ci sarebbe stata anche prima del peccato, poiché senza il governo dei più saggi sarebbe mancato il bene dell’ordine nella società umana. E in questa sudditanza la donna è naturalmente soggetta all’uomo: poiché l’uomo ha per natura un più vigoroso discernimento raziona

Come ti poni davanti a queste narrazioni tramandate da centinaia di anni eppure ancora così forti? Lascia qui sotto un tuo commento.
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