Danza Urbana Bologna 2026 torna dal 4 al 10 settembre con spettacoli, performance e progetti che portano la danza contemporanea fuori dai teatri e dentro piazze, parchi, musei ed ex spazi religiosi. La trentesima edizione celebra il rapporto tra corpo e spazio pubblico con numerosi appuntamenti gratuiti, mentre alcuni eventi richiedono prenotazione e uno spettacolo prevede un biglietto a pagamento.
| Danza Urbana Bologna 2026 | Informazione |
|---|---|
| Date | 4-10 settembre 2026 |
| Edizione | 30ª |
| Spettacoli | 19 in dieci luoghi |
| Ingresso | Molti eventi gratuiti, alcuni su prenotazione |
| Evento a pagamento | L’avvenire, 7 euro intero e 4 euro ridotto |
| Informazioni | 375 7032791, tutti i giorni 10-18 |

Quando si svolge Danza Urbana Bologna 2026
Il festival si svolge dal 4 al 10 settembre 2026 a Bologna, con un appuntamento conclusivo previsto il 15 settembre a Ferrara. L’edizione dei trent’anni mantiene la formula che ha reso riconoscibile la rassegna: la danza entra nello spazio urbano e trasforma luoghi quotidiani in palcoscenici temporanei.
Tra le sedi coinvolte figurano l’Ex Chiesa di San Mattia, il MAMbo, Villa Angeletti, il DAS e altri spazi cittadini. Il calendario completo e le eventuali variazioni sono disponibili sul sito ufficiale di Danza Urbana.
Programma: gli appuntamenti principali
- 4 settembre, ore 21: La Sagra della Primavera di Roger Bernat / FFF, Ex Chiesa di San Mattia, ingresso gratuito con prenotazione.
- 5 settembre: prima nazionale di Desvelo di Alejandro Moya in Piazza San Francesco e, alle 21, L’avvenire di Silvia Rampelli all’Ex Chiesa di San Mattia.
- 6 settembre: appuntamenti tra Istituto Parri, DAS e Collegio Artistico Venturoli, compreso il laboratorio EchoLove.
- 7 settembre: Alien di Manuel Rodriguez al MAMbo e Fatigue di Irene Russolillo all’Ex Chiesa di San Mattia.
- 8 settembre: La Plaza_studio di Elisa Sbaragli e Loop Box di Mattia Quintavalle al Parco 11 settembre.
- 9 settembre: a Villa Angeletti i progetti di Bodyscape/Dancescapes, tra cui Mykestesia, Quasi Niente n°1 e Threshold of Kindness.
- 10 settembre: chiusura bolognese con Urutau Extinction Party di CollettivO CineticO in Piazzetta Maccaferri.
Danza Urbana Bologna 2026 è gratis?
La maggior parte degli appuntamenti è a ingresso libero e gratuito. Alcuni eventi richiedono però la prenotazione. Tra questi rientrano La Sagra della Primavera, Alien e Fatigue. Il laboratorio EchoLove richiede iscrizione obbligatoria.
L’avvenire di Silvia Rampelli, in programma sabato 5 settembre alle 21 all’Ex Chiesa di San Mattia, è invece a pagamento. I biglietti indicati dall’organizzazione costano 7 euro intero e 4 euro ridotto.
Come prenotare gli eventi
Dal 2 settembre è attivo il numero 375 7032791 per informazioni via telefono, WhatsApp e SMS, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Per gli eventi gratuiti con prenotazione obbligatoria l’organizzazione indica anche l’indirizzo [email protected].
Per gli appuntamenti con posti limitati conviene prenotare appena si decide di partecipare. Il festival utilizza spazi molto diversi tra loro e la capienza può cambiare sensibilmente da una sede all’altra. Prima di partire è quindi utile controllare sul programma ufficiale sia la sede sia l’eventuale obbligo di registrazione.
Quali sedi vale la pena controllare prima della visita
La natura diffusa del festival è uno dei suoi elementi più interessanti, ma richiede un minimo di organizzazione. Ex Chiesa di San Mattia, MAMbo, Villa Angeletti e Parco 11 settembre ospitano appuntamenti differenti e non costituiscono un unico polo. Chi vuole seguire più performance nella stessa giornata dovrebbe verificare tempi di spostamento e orari esatti.
Per chi visita Bologna appositamente per il festival, il vantaggio è poter combinare danza e patrimonio urbano. Le performance sono pensate per dialogare con gli spazi e non soltanto per utilizzare la città come sfondo, quindi la sede scelta contribuisce al significato di ogni lavoro.
Perché questa edizione è particolare
Il 2026 segna i 30 anni di Danza Urbana. Il festival, nato nel 1997, continua a lavorare sull’idea di una danza accessibile e capace di dialogare direttamente con la città. L’edizione propone 19 spettacoli in dieci luoghi e conferma una scelta editoriale precisa: non usare lo spazio pubblico come semplice scenografia, ma farlo diventare parte della performance.
Chi segue la danza contemporanea può affiancare questo appuntamento agli altri festival italiani di settembre. Il 9 settembre prende il via anche Torinodanza 2026, mentre dall’11 settembre Milano ospita OnDance 2026. In pochi giorni il calendario nazionale offre quindi tre modi molto diversi di vivere la danza, dallo spazio pubblico bolognese alle grandi compagnie internazionali e alla partecipazione collettiva.