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Diario di Viaggio di wally.eve

Valentina Pau, Instagramer, ci racconta il suo viaggio in Giordania, dal deserto a Petra

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Qualche anno fa, per rivivere un racconto di viaggio, si stampavano le fotografie e si sfogliavano con amici e parenti, perdendosi nei racconti di quegli scatti. Oggi con internet è cambiato tutto ed un profilo su un social, può diventare un diario di viaggio. E’ ciò che sta facendo Valentina Pau, romana, classe ’91. Viaggia per passione, una passione che piano piano si sta trasformando in professione, grazie alla sua popolarità su Instagram, dovuta proprio ai suoi diari di viaggio.

Più conosciuta come wally.eve dagli Instagramers, ha visitato molti luoghi di interesse storico artistico, con un occhio attento alla cultura locale, per questo motivo, la nostra redazione ha voluto ascoltare uno dei suoi racconti. Valentina si è offerta di parlarci della sua visita in Giordania, viaggio che le ha consentito di muovere i primi passi verso il suo sogno di diventare travel broker.

In Giordania ha visitato alcune località come: il parco archeologico di Petra, il mitico deserto rosso il Wadi Rum altrimenti detto Valle della Luna (dove sono state girate molte scene di Lorenz d’Arabia), la città portuale di Aqaba e un’occhiata al Mar Morto.

Petra

Petra, è un sito archeologico che si trova a circa 250 km dalla capitale della Giordania, Amman. E’ entrata nel patrimonio dell’UNESCO il 6 dicembre 1985 e  nel 2007 è stata annoverata tra le 7 meraviglie del mondo.

Secondo gli archeologi che hanno studiato i ritrovamenti, i primi  insediamenti urbani a Petra risalgono all’VIII secolo a.C, lascito degli edomiti, una popolazione di origine nomade della quale, probabilmente, si parla in alcuni ritrovamenti degli antichi egizi. La Bibbia parla di Esaù come di uno uomo coi capelli rossi (Edom in ebraico significa rosso) forse  la sua discendenza ha dato vita a questa popolazione, che ad un certo punto si è stabilizzata a Petra, regalandoci un sito archeologico di notevoli dimensioni e conservato splendidamente, poichè rimasto sconosciuto ai più per secoli.

Racconto di viaggio

Valentina, tra i tuoi tanti viaggi, hai deciso di parlarci di Petra. Perchè?

Perchè Petra mi è rimasta nel cuore, mi ha lasciato un vuoto dentro, una sensazione di mancanza profonda che non vedo l’ora di colmare, tornandoci. Inoltre è questo viaggio che mi ha aperto la strada per divenire Travel Broker, il mio sogno nel cassetto. A Petra ho iniziato a filmare il mio viaggio h24, dando spiegazioni semplici, da amatore, di ciò che stavo vedendo, la cosa è piaciuta e i miei follower sono aumentati improvvisamente.

E’ bello sapere che non sia solo la moda a fare share, ma anche la cultura e l’arte. Parlaci di Petra, cosa deve sapere un turista che decide di visitarla? Sei entrata dentro i monumenti?

Nel Tesoro, la splendida facciata scolpita nella roccia rossa, purtroppo non si può entrare, ma nelle Tombe Reali si, ed è possibile ammirare le venature colorate della roccia. Il Tesoro è l’opera che io desideravo visitare fin dai tempi delle superiori, uno di quei luoghi che vedi nei libri e pensi: quanto vorrei andarci. Il mio viaggio risale a marzo di quest’anno, consiglio quel periodo perchè non fa troppo caldo. In marzo la temperatura era attorno ai 30°, ma era ventilato e l’aria era fresca.

Per arrivare al Tesoro [vedi photogallery] è necessario camminare per 1,5 chilometri attraverso il Siq, un canyon che è il condotto principale per arrivare alla città di Petra. All’improvviso dalla roccia, spunta questa grande facciata… è un’emozione indescrivibile. Il colore è rosso, come quello del deserto, ma al tramonto, assume una tinta rosa antico unica, alla quale le foto, purtroppo, non  rendono giustizia.

Anche il Monastero Al Deir, è bellissimo, lì per arrivarci devi salire una lunga scalinata di circa 1000 gradini. E’ stato chiamato così perché con l’arrivo di Costantino è stato destinato, probabilmente,  ad uso rituale cristiano, all’interno infatti, sono state ritrovate molte croci.

La Giordania è prevalentemente islamica, anche se ad Amman ci sono anche alcuni cristiani. Le donne spesso hanno il volto completamente coperto. Alcune solo il capo, ma altre portano persino il Burka e i guanti. Tuttavia l’Hijab non è obbligatorio, eccetto nei luoghi di culto, io ne ho comprati due per sfizio e i beduini mi hanno insegnato a fargli il loro nodo  [vedi photogallery], capo molto utile nel deserto.

Dove hai alloggiato? Ti sei spostata parecchio? Che mezzi hai usato?

Dunque, il mio viaggio è iniziato ad Aqaba, che è una città portuale, dove impari a conoscere la vera cultura giordana. Lì ho pernottato in hotel, di fronte avevo una moschea. Voglio dare un piccolo suggerimento in tal proposito: di tenere presente che intorno alle 4:30 del mattino, iniziano le funzioni religiose e il muezzin inizia a salmodiare dal minareto, quindi, se ti piace dormire fino a tardi, meglio alloggiare lontano dalla moschea. Le preghiere sono 5 nell’arco della giornata. Ad Aqaba ho avuto modo di riflettere sulla mia condizione di donna, infatti gli islamici più fondamentalisti non mi guardavano in viso e se non era il mio fidanzato a porre le domande al mio posto, non rispondevano.  Ci sono però mussulmani più aperti e socievoli che non si sono mai posti il limite di interloquire con me.

I giordani, sarà che mi sono rivolta ad una guida locale, che ci ha fatto anche da tassista per tutto il viaggio, sono un popolo molto ospitale.

Quindi ti sei mossa in taxi?

Si, sempre! Anche se, quando dissi alla guida che avevamo prenotato un camping di lusso, con tutti i comfort, ha convinto me ed il mio compagno a disdire la prenotazione, secondo lui troppo onerosa e ci ha lasciato, ad un certo punto nel deserto. Lì ci ha affidato ad un tipo con un pick-up, che ci ha condotti in un accampamento beduino. Un’esperienza unica! Non ti nego che ho avuto un po’ di paura, eravamo senza comfort, senza telefono, ma hai mai visto la luna nel deserto? Ho visto una luna immensa che illuminava tutto lo spazio, uno spettacolo unico.  Vuoi sapere come abbiamo mangiato?

Certo! Il cibo è sempre una componente importante dei viaggi.

I beduini hanno sgozzato un pollo, hanno fatto una buca nella sabbia, dove c’era una brace accesa, hanno avvolto il pollo in una pelle di capra, lo hanno messo sulla brace e hanno ricoperto con la sabbia. Dopo 5 o 6 ore abbiamo mangiato. Credo che se non avessi accettato il consiglio della guida, avrei perso una parte importante del mio viaggio. Tra l’altro nel deserto sono state trovate delle importanti incisioni rupestri [vedi photogallery] raffiguranti scene di caccia che risalgono all’epoca dei Thamudeni, durante l’età del ferro.

Il Medio Oriente è davvero la culla della cultura occidentale, ma come hai trovato la situazione interna? Alcuni paesi sono molto militarizzati? La Giordania?

Beh ci sono parecchi posti di blocco, ci hanno fermato molte volte e quando ero ad Aqaba, che confina con Israele, alloggiavo a pochi passi dalla frontiera. Lì c’era una rete elettrificata, telecamere, insomma, incuteva un po’ di timore. Una volta un militare italiano, che lavorava in quelle zone mi disse che la Giordania è indubbiamente un’oasi di pace nelle zone arabe, ma che trovandosi circondata da paesi politicamente instabili o in guerra, nel caso fosse accaduto qualcosa, sarebbe stato complicato lasciarne il territorio per tornare in Italia.

Quando con il taxi stavamo percorrendo la strada che da Aqaba passava per il deserto, ho visto una baraccopoli, stando a quanto ci ha detto la guida, erano tutti rifugiati palestinesi, cacciati da Israele e costretti a vivere nella più assoluta povertà.

Tuttavia la Giordania è tranquilla, ci si muove bene, i turisti vengono trattati con rispetto e le opere d’arte sono tenute in grande considerazione. Pensa che i beduini accedono a Petra da percorsi alternativi dal lato delle montagne, li vedi che camminano sopra alle rocce in cui sono stati scavati i monumenti. Fino al 1800 i cunicoli  delle tombe reali venivano usati dai beduini come riparo e stalle per le loro capre, questo uso sembra che sia perdurato per circa 600 anni e, un po’  per giustizia nei confronti della loro cultura, un po’ per folklore, le tribù beduine possono ancora accedere al parco archeologico, ma non possono più entrare all’interno dei monumenti che sono stati recintati.

Approfittando dei beduini, torniamo un attimo a Petra, quanto è grande il parco?

E’ immenso, in televisione fanno vedere solo la facciata del Tesoro e del Monastero, ma c’è molto di più.

Ci sono anche dei reperti degli antichi romani, un bellissimo anfiteatro, la porta di Traiano e tutta una zona commerciale con vari resti.

Pensa che è talmente vasto che molti beduini vivono all’interno del parco e hanno creato delle piccole botteghe di artigianato,  per commerciare coi turisti.

Cara Valentina, ti ringraziamo molto per il tempo che ci hai concesso, per l’interessante racconto e per le foto che documentano questo viaggio emozionante. Progetti per il futuro?

Sicuramente, come ti ho anticipato, tornerò in Giordania, perché ne sento la mancanza. Poi ho in cantiere altri viaggi e collaborazioni per  arricchire il mio profilo e informare chi mi segue delle meraviglie che vado a visitare. Il mio progetto più grande è diventare una travel broker e poter fare io, personalmente, da guida, nei viaggi che organizzo.

Te lo auguriamo di cuore!

 

 

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Albiro
Albiro
8 mesi fa
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Fa venire voglia di partire

Rita
Rita
8 mesi fa
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Wow! Geniale! Quando la passione diventa mestiere!

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