FAROUT Live Arts Festival 2026 parte a Milano giovedì 10 settembre e prosegue fino al 2 dicembre, con BASE Milano come centro del progetto e diversi appuntamenti distribuiti anche in altri spazi della città. L’edizione 2026 si estende per quasi quattro mesi e mette insieme danza, performance, teatro, ricerca sonora, pratiche partecipative e formati immersivi.
Il primo appuntamento è MANIFESTUS di Jacopo Jenna, in programma il 10 settembre dalle 20:30 e l’11 settembre dalle 19:00 nella Room 1400 di BASE. Il calendario continua fino a dicembre con Alice Ripoll, MOTUS, Moritz Ostruschnjak, Dorothée Munyaneza, Muna Mussie, Francesca Grilli, Collettivo EFFE e molti altri artisti. Biglietti e modalità di accesso cambiano a seconda dell’evento.
| FAROUT 2026 | Informazione |
|---|---|
| Date | 10 settembre – 2 dicembre 2026 |
| Sede principale | BASE Milano, Via Bergognone 34 |
| Primo evento | MANIFESTUS di Jacopo Jenna |
| Inizio | 10 settembre, ore 20:30 |
| Tema 2026 | HELLO DARKNESS |
| Formato | Danza, performance, teatro, suono, pratiche partecipative |
| Biglietti | Prezzi e accesso variano per appuntamento |

FAROUT 2026 Milano: il programma di settembre
Il programma iniziale chiarisce subito la natura diffusa di FAROUT. Giovedì 10 settembre MANIFESTUS di Jacopo Jenna apre il festival dalle 20:30 alle 22:00 a BASE Milano; la performance torna venerdì 11 settembre dalle 19:00 alle 20:30. Il lavoro usa codici della street dance e trasforma progressivamente la performance in una festa aperta, con DJ set di SLY.
- 10 settembre, 20:30-22:00: MANIFESTUS, Jacopo Jenna, BASE Milano.
- 11 settembre, 19:00-20:30: MANIFESTUS, seconda data a BASE Milano.
- 12 settembre, 16:00-19:45: TIGER’S NAP di Edoardo Mozzanega, Casello San Cristoforo.
- 12 settembre, 20:30-21:00: BERIKA – Queer Deities in Migration, BASE Milano.
- 15 settembre, 20:30-21:30: BELL END di Mathilde Carmen Chan Invernon, BASE Milano.
- 16 settembre, 19:00-20:30: BELL END, seconda data.
- 18-19 settembre: (UN)REAL ESTATE AGENCY di Elisabetta Consonni, Mosso Milano.
- 20 settembre: PROSPERO di Stalker Teatro, Barrio’s.
- 23-24 settembre: THE FLOOD / LA PIENA di Francesca Grilli e Azzurra D’Agostino.
- 25-26 settembre: CINEMA IMPERO di Muna Mussie.
- 27 settembre: UNREAL STATE di Marcos Krivocapich e León Siewert Langhoff.
Per orari definitivi, prenotazioni e ticket il riferimento è il programma ufficiale FAROUT di BASE Milano, perché alcuni eventi hanno capienza, sede e modalità di partecipazione differenti.
HELLO DARKNESS: il tema di FAROUT 2026
L’edizione 2026 si inserisce nel percorso curatoriale HELLO DARKNESS. Il buio non viene trattato come semplice atmosfera scenica, ma come spazio per mettere in discussione ciò che appare visibile, inevitabile o già definito. Da qui nasce un programma che incrocia corpi, tecnologia, identità, memoria, controllo e immaginazione.
La durata estesa è una delle differenze più nette rispetto a un festival concentrato in un weekend. FAROUT torna più volte durante l’autunno e permette alle opere di occupare tempi e luoghi diversi. BASE resta il punto di riferimento, ma il progetto si muove nel tessuto urbano e costruisce collegamenti con altri spazi culturali milanesi.

FAROUT 2026: le date da ottobre a dicembre
Dopo il blocco di settembre il festival continua con un calendario fitto. Il 1 e 2 ottobre arriva NON + ULTRAS di Moritz Ostruschnjak, lavoro che mette insieme danza, video, cultura ultras e immaginario pop. Il 9 ottobre BASE ospita RELAY di Ula Sickle e, nella stessa serata, l’anteprima nazionale di Pianorama di Boosta.
- 1-2 ottobre: NON + ULTRAS – extended, Moritz Ostruschnjak.
- 9 ottobre: RELAY di Ula Sickle e Boosta Live Piano.
- 17-18 ottobre: SCHAU / STELLEN di Vincent Giampino.
- 18 ottobre: CANTA FINO A ? di Canta Fino A Dieci.
- 24 ottobre: PUNTO DE QUIEBRE, Industria Indipendente + Alma Söderberg.
- 30 ottobre: JAZZMI x FAROUT con Fresh Mula + Deaf Kaki Chumpy.
- 6 novembre: LA NOTTE HA LA FORMA DEL GRIDO DI UN LUPO, Ilenia Caleo / Silvia Calderoni.
- 8 novembre: LE CANNIBALE x FAROUT con Massimo Silverio + Gaia Banfi.
- 9 novembre: PUFF di Alice Ripoll & Hiltinho Fantástico.
- 21 novembre: SOGNARE, FORSE DORMIRE – A SLEEPING PERFORMANCE, Collettivo EFFE.
- 24 novembre: SENTIMENTAL2 con Cristina Kristal Rizzo, Silvia Calderoni e Annamaria Ajmone, Armani/Silos.
- 26 novembre: TOI, MOI, TITUBA… di Dorothée Munyaneza.
- 1-2 dicembre: IO VOMITO YUAN, MOTUS + Yuan Hu.
- 2 dicembre: KARAOCHE di Lucia Di Pietro, chiusura del festival.
Tra gli appuntamenti più insoliti spicca il 21 novembre: Collettivo EFFE propone una performance notturna di nove ore, costruita per accompagnare il pubblico tra veglia, sonno, voce e paesaggio sonoro. È un esempio netto di come FAROUT lavori su formati che escono dalla durata e dalla struttura dello spettacolo convenzionale.
Le quattro traiettorie del festival
Il programma è organizzato attorno a quattro traiettorie, utili anche per scegliere quali eventi seguire in base ai propri interessi.
- The Visible / Invisible: corpi poco rappresentati, memorie sommerse e narrazioni marginali.
- The Magic and the Unknown: rituali contemporanei, mitologie, intuizione e forme di conoscenza non lineari.
- The Dark Side: algoritmi, intelligenza artificiale, sorveglianza e controllo diventano materia performativa.
- The Joyful Night: la notte viene letta come spazio sensoriale e collettivo, lontano dalle logiche ordinarie della produttività.
Chi sono gli artisti da seguire a FAROUT 2026
Tra i nomi più riconoscibili ci sono Alice Ripoll, Moritz Ostruschnjak, MOTUS, Dorothée Munyaneza, Muna Mussie e Francesca Grilli. Accanto a loro il festival porta artisti e collettivi che attraversano danza, performance, arti visive e ricerca sonora senza mantenere confini rigidi tra le discipline.
Alice Ripoll lavora tra danza contemporanea e pratiche urbane nate a Rio de Janeiro; Moritz Ostruschnjak osserva il rapporto tra corpo, cultura digitale e immaginario dei social; MOTUS porta avanti una ricerca teatrale legata a identità, dissenso e trasformazioni politiche. Dorothée Munyaneza intreccia corpo, memoria e storia, mentre Muna Mussie affronta lingua, migrazione e appartenenza.
Danza e performance: il cluster dell’autunno 2026
FAROUT entra in un periodo fitto per le arti performative in Italia. A Roma è già partito il District Dance Festival 2026, mentre il nostro approfondimento su Short Theatre 2026 raccoglie un altro programma che lavora sul confine tra scena, performance e nuovi linguaggi.
Il tratto distintivo di FAROUT resta la continuità nel tempo. Chi segue la danza contemporanea può entrare dal lavoro di Jacopo Jenna e proseguire con Alice Ripoll; chi arriva dalle arti visive può orientarsi verso i progetti installativi e partecipativi; chi cerca teatro di ricerca trova compagnie e performer abituati a rompere la separazione tra palco e pubblico.
Biglietti FAROUT 2026: cosa controllare prima di andare
Non esiste un unico prezzo valido per tutto FAROUT 2026. Il festival comprende eventi diversi per sede, durata e formato, quindi la disponibilità va verificata sulla singola scheda. Alcuni appuntamenti possono richiedere prenotazione anche quando l’accesso è gratuito o prevede una formula differente dal biglietto tradizionale.
Per gli eventi ospitati a BASE il riferimento è Via Bergognone 34, Milano. Le iniziative diffuse hanno invece indirizzi specifici: il 12 settembre TIGER’S NAP è indicato al Casello San Cristoforo, mentre altri appuntamenti raggiungono Mosso Milano, Barrio’s, Armani/Silos e altri luoghi. Prima di partire conviene verificare insieme data, ora, luogo e modalità di ingresso.
La risposta in breve
FAROUT 2026 si svolge a Milano dal 10 settembre al 2 dicembre, con BASE Milano come sede principale e un programma diffuso in città. L’apertura è affidata a MANIFESTUS di Jacopo Jenna il 10 settembre alle 20:30. Il festival riunisce danza, performance, teatro, suono e pratiche partecipative sotto il tema HELLO DARKNESS. Per biglietti e accessi bisogna controllare il singolo evento, perché prezzi, prenotazioni e sedi cambiano durante il calendario.