Il Festival della Fotografia Italiana 2026 chiude domenica 6 settembre: sabato 5 e domenica 6 sono quindi gli ultimi due giorni per visitare le mostre diffuse tra Bibbiena, Poppi, Pratovecchio e Stia. A settembre le sedi espositive sono aperte dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Quasi tutte le mostre sono a ingresso gratuito, con una sola eccezione indicata dal programma ufficiale.
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Ultimo weekend | 5 e 6 settembre 2026 |
| Ultimo giorno | Domenica 6 settembre 2026 |
| Orari di settembre | 10:00-13:00 e 16:00-19:00 |
| Località | Bibbiena, Poppi, Pratovecchio e Stia |
| Ingresso | Gratuito per eventi e mostre, salvo L’abito fa il monaco al Castello dei Conti Guidi |

Festival della Fotografia Italiana 2026: quando chiude
La terza edizione del festival è iniziata il 12 giugno e termina domenica 6 settembre 2026. Per chi non ha ancora visitato il percorso, il fine settimana del 5 e 6 settembre rappresenta l’ultima occasione. Gli orari indicati per settembre sono gli stessi in tutte le giornate di apertura: 10:00-13:00 e 16:00-19:00.
Il progetto non si concentra in un solo edificio. Il percorso attraversa il Casentino e distribuisce le esposizioni in più sedi di Bibbiena, Poppi, Pratovecchio e Stia. Questo rende utile pianificare la visita prima di partire, soprattutto se si vuole vedere più di una mostra nello stesso giorno.
Chi segue la fotografia contemporanea può collegare questa tappa anche ad altri linguaggi che uniscono immagine e spazio, come nella mostra dedicata a Ulrich Egger e al rapporto tra fotografia e architettura. Il festival del Casentino sceglie invece una struttura diffusa, dove il territorio entra direttamente nel percorso espositivo.
Riti e Visioni: il tema dell’edizione 2026
Il titolo scelto per il 2026 è Riti e Visioni. Tra spirituale e materiale. Il tema mette in relazione sacro e profano, fede, superstizione, gesti rituali e immaginari simbolici. La fotografia viene utilizzata non solo come documento, ma come mezzo per interrogare ciò che resta invisibile, ambiguo o legato alla memoria collettiva.
L’edizione cade nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, un riferimento che rafforza il dialogo tra spiritualità, corpo, tradizione e contemporaneità. Il festival costruisce così un percorso che passa da opere di autori affermati a progetti emergenti, mantenendo come filo comune il rapporto tra esperienza materiale e ricerca di senso.

Corpo a corpo al CIFA di Bibbiena
Il cuore dell’edizione è Corpo a corpo. Visioni a confronto sul sacro, la mostra centrale allestita al CIFA, Centro Italiano della Fotografia d’Autore di Bibbiena, e curata da Denis Curti. È il punto di partenza più logico per chi dispone di poche ore, perché concentra il tema principale dell’edizione in una sede facilmente identificabile.
Il percorso centrale è affiancato da numerose esposizioni distribuite nel territorio. La scelta curatoriale invita a confrontare immagini, simboli e pratiche differenti, evitando una lettura unica del sacro. Per chi vuole approfondire il linguaggio fotografico prima della visita, può essere utile anche il nostro articolo sulla fotografia come tecnica e forma artistica.
Dove sono le mostre tra Bibbiena e Casentino
Bibbiena concentra diverse sedi: il CIFA in via delle Monache 2, Palazzo Ferri in piazza Leonfranco Ferri 1, Borgo Martellini, via Bernardo Dovizi, via Garibaldi e Galleria Parentesi in via XXVI Agosto.
A Poppi il percorso passa da Palazzo Giorgi e dal Castello dei Conti Guidi. A Pratovecchio sono coinvolti più spazi della Galleria Mariæ Nivis in via Garibaldi e l’EX-COOP in piazza Paolo Uccello. A Stia le mostre raggiungono Piazza Tanucci e la Limonaia del Palagio Fiorentino.
La distribuzione su più comuni permette di costruire itinerari diversi. Chi ha solo una mattina può concentrarsi su Bibbiena. Chi dispone dell’intera giornata può aggiungere Poppi oppure proseguire verso Pratovecchio e Stia, tenendo conto della pausa tra le 13:00 e le 16:00.
Il Festival della Fotografia Italiana è gratis?
Sì, il programma 2026 indica l’ingresso gratuito per tutti gli eventi e le mostre del festival, con una eccezione. La mostra L’abito fa il monaco, ospitata al Castello dei Conti Guidi di Poppi, segue invece le condizioni di ingresso della sede.
Per controllare eventuali variazioni dell’ultimo weekend, sedi e dettagli aggiornati è disponibile il programma ufficiale del Festival della Fotografia Italiana 2026. Prima di spostarsi tra i diversi comuni conviene verificare quale mostra interessa di più e costruire il percorso in base alle fasce 10:00-13:00 e 16:00-19:00.
Cosa vedere se hai poche ore
- Prima tappa: CIFA di Bibbiena per Corpo a corpo, mostra centrale dell’edizione.
- Se resti a Bibbiena: aggiungi Palazzo Ferri e gli spazi diffusi del centro.
- Se hai mezza giornata: abbina Bibbiena a Poppi.
- Se hai un giorno intero: pianifica anche Pratovecchio e Stia, sfruttando la pausa centrale per gli spostamenti.
Il 6 settembre è l’ultimo giorno utile. Per chi cerca una mostra fotografica nel weekend in Toscana, il festival offre una formula poco comune: non un unico percorso chiuso, ma una rete di sedi che mette in relazione fotografia, borghi e paesaggio del Casentino.