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Fiorella Mannoia: dopo il Lockdown siamo “Padroni di niente”

Fiorella Mannoia
Fiorella Mannoia

Un album dalla struttura musicale semplice, ma del contenuto profondo, una copertina emblematica che richiama il viandante di Friederich di cui vi parlerò in un altro articolo. Fiorella Mannoia mostra ancora una volta di saper cesellare i suoi album di brani poetici, con una consapevole scelta di cantautori: Ultimo, Cristicchi, Amara, Bungaro e l’emergente Arianna Silveri.

Album da ascoltare se amate l’interpretazione raffinata e la poesia.

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Fiorella Mannoia è stata particolarmente attiva durante il lockdown e il frutto delle sue riflessioni, ossia l’album Padroni di niente, uscito il 6 novembre, già disponibile in CD, in preorder disponibile inoltre il 20 novembre in vinile per la Sony music.

La pandemia e il lockdown costituiscono per Fiorella Mannoia dei punti di partenza importanti che costringono un’intera società a guardarsi dentro e ad agire di conseguenza:

“E ci siamo resi conto come sia bastata una minuscola entità cellulare per metterci in ginocchio, noi che ci consideravamo invincibili, e farci rendere conto che non siamo padroni di niente”

Fiorella Mannoia: “Padroni di niente”, album introspettivo, ma che va a riscoprire le energie nascoste dopo una catastrofe

I brani contenuti nell’album vanno a costituire una sorta di diario del lockdown. Si osserva l’immobilità di un tempo sospeso e si riformulano nuove idee, senza perdere di vista i valori essenziali.

Un diario a più voci che si avvale di importanti collaborazioni: Ultimo, Simone Cristicchi, Amara, Bungaro, Chiodo, Edoardo Galletti.

Chissà da dove arriva la canzone è il brano che Ultimo ha scritto per Fiorella Mannoia e che ha anticipato l’uscita di Padroni di niente. Durante il Lockdown, Niccolò Morriconi in arte Ultimo, si è esposto poco sui social, ma ha scritto molto. Nella canzone si riconoscono elementi della sua poetica, come ad esempio il continuo rivolgersi alle stelle per cercare il senso e la poesia della vita, basti pensare a La stella più fragile dell’universo, molto più di una semplice canzone d’amore.

Chissà da dove parte un mio pensiero
Se da chi sono oppure da chi ero
Ho chiesto a queste stelle un dono
Farsi più avanti e superare il cielo
Chissà quante domande ho fatto
Senza far mai capire cosa ho detto

Qual è la funzione del cantante-poeta-cantautore nella società attuale? Da dove nasce una canzone? Da dove nasce un pensiero? Guardare le stelle è il gesto poetico per eccellenza, perchè il guardare oltre e abbracciare l’universo porta a guardarsi dentro per cambiare. Ed è a questo punto che ci si chiede “Chissà se la vita scorre o siamo noi a darle un senso?”

Abbracciare con lo sguardo una città vuota del pieno lockdown, ci insegna a percepire quei misteriosi messaggi che vengono solo dal silenzio e a chiedersi “E chissà se questi giorni chiusi avranno un prato per volare”.

Il brano è stato pubblicato il 2 settembre 2020 e Fiorella Mannoia ha pubblicamente ringraziato Ultimo sui social:

«La musica, le canzoni… sono capaci di abbattere ogni barriera, anche quella generazionale. Le canzoni non hanno tempo e rimangono nel tempo per chi le vorrà ascoltare. Grazie a Ultimo per questo regalo.»

Il brano è stato inoltre presentato per la prima volta live da Fiorella mercoledì 2 settembre, all’Arena di Verona in diretta in prima serata su RAI 1, durante i Seat Music Awards 2020 – edizione speciale a sostegno dei lavoratori dello spettacolo.

Fiorella Mannoia, Padroni di niente e la sua collaborazione con Amara

Padroni di niente è la canzone che dà il titolo all’album. Il concetto dell’essere Padroni di tutto e di niente ricorda il monologo di Cotrone ne I giganti della montagna di Pirandello e si aggancia perfettamente al pensiero espresso dalla cantante: “E ci siamo resi conto come sia bastata una minuscola entità cellulare per metterci in ginocchio, noi che ci consideravamo invincibili, e farci rendere conto che non siamo padroni di niente”.

L’umanità si è sempre sentita forte e invincibile grazie al progresso della scienza e della tecnologia, ma la vita e soprattutto la natura può rovesciare le sorti, rivelare la fragilità della società occidentale che spesso nel costruire confini inquina la mente:

«L’uomo cammina e lascia la sua traccia e costruisce muri sopra gli orizzonti. La convinzione che non cambierà mai niente è solo un pensiero che inquina la mente».

Ed è proprio in questi momenti, in cui la Natura si vendica dell’ottimismo del progresso, che è possibile ritrovare una libertà di pensiero, nell’acquisire la profonda consapevolezza che si può essere padroni di tutto e di niente:

“Quando penso di voler cambiare il mondo, succede che il mondo cambia me”.

La penna della cantautrice Amara, autrice di Che sia benedetta e Il peso del coraggio, brani affidati alla splendida interpretazione di Fiorella Mannoia, cesella quest’album.

Insieme a Simone Cristicchi, Amara ha anche scritto la canzone più ironica dell’album, La gente parla, che rispecchia l’attuale chiacchiericcio dei tuttologi dei social.

“Se posso dire una cosa che penso, ci vorrebbe solo un po’ di silenzio”

Una vera e propria performance da teatro-canzone. Caro Icrewer anche tu come me muori dalla voglia di vedere un duetto tra Fiorella Mannoia e Simone Cristicchi?

Fiorella Mannoia e le donne: Solo una figlia

Fiorella Mannoia ha sempre prestato attenzione non solo nelle canzoni, ma anche con i fatti al tema della violenza sulle donne, soprattutto attraverso eventi benefici per aiutare le associazioni che presentano progetti per riscattare la donna dalla spirale della violenza.

Solo una figlia scritta da Arianna Silveri, in arte OliviaXX che duetta con Fiorella Mannoia, per rappresentare due ragazze che in punti diversi della terra subiscono violenza. Nadir che è una sposa bambina, Martina ragazza occidentale e figlia di un padre violento. Due giovani donne interrotte nel fiore degli anni.

È così che muore un fiore
che sboccia senza sole
col gelo di una sera che non è primavera

È un abbraccio che non scalda ma che congela il cuore
di chi ha solo una figlia di un padre che non vuole

È un abbraccio che non scalda ma che congela il cuore
di chi ha solo una figlia di un mondo che non vuole

Così come nel precedente album Personale, anche in Padroni di niente torna la formula della “canzone sospesa”, poichè Fiorella Mannoia anche questa volta, decide di condividere il proprio spazio con un’artista emergente.

La tragica cronaca di giovani violentate nell’anima, trasformate in poesia dalla penna di Arianna Silveri che presta anche la sua voce per questa splendida interpretazione.

Fiorella Mannoia: le altre tracce

«E ricordati che il tempo non aspetta, assapora ogni momento perché non ritornerà dietro ad ogni gesto c’è il percorso di una strada che nel viaggio scopre la felicità». 

Le avversità della vita non devono togliere lo spazio ai sogni e alla passioni.  Questo in sintesi il contenuto della bellissima Sogna scritta da Edoardo Galletti.

E in questo tempo sospeso e delicato, alimentare i sogni diventa salvifico, terapeutico e vitale. Le altre tracce sono legate all’amore: Eccomi qui (Bungaro-Chiodo), Si è rotto (Lotterini-Capezzone), Olà (Bungaro-Chiodo).

Un album che per Fiorella Mannoia vuol dire rinascita e amore per il mondo dello spettacolo penalizzato dalla pandemia:

“In genere, quando mi piace davvero un album, consiglio di ascoltarlo. Ecco, questa volta no. Questa volta non vi consiglio di ascoltare Padroni di Niente, ma vi consiglio di comprarlo. Vi chiedo di contribuire a salvare la bellezza dell’arte, la nostra arte. Vi chiedo di aiutare a far nascere delle rose in un giardino che sta appassendo, che è chiuso al pubblico da troppo tempo e ha bisogno di qualcuno che semini per rifiorire e tornare a germogliare, perché ha ancora tanto da dare e da dire.”

Padroni di niente è disponibile anche su Amazon Music.

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