Le radiografie dei Girasoli di Vincent van Gogh mostrano come il pittore abbia costruito i fiori con pennellate dense e abbia organizzato il dipinto prima di completare lo sfondo. Le analisi raccontate dalla National Gallery di Londra permettono anche di confrontare due versioni celebri della serie, quella di Londra e quella di Amsterdam, senza inventare misteriosi dipinti nascosti sotto la superficie.
Che cosa si vede davvero ai raggi X
Una radiografia non restituisce semplicemente una fotografia in bianco e nero: registra il diverso comportamento dei materiali attraversati dai raggi X. Nei Girasoli, i pigmenti con elementi relativamente pesanti, tra cui il giallo di cromo, emergono con particolare evidenza. Lo spessore della materia pittorica aiuta gli studiosi a ricostruire il processo di lavoro.
La National Gallery mette a confronto le radiografie delle tele londinese e olandese. In entrambe, le teste dei fiori documentano una pittura energica, con colore spesso lavorato direttamente sulla superficie ancora umida.
Il dettaglio sorprendente: Van Gogh aveva riservato lo spazio ai fiori
Nella versione di Londra gli esami hanno individuato una zona inizialmente lasciata non dipinta, delimitata da un disegno sommario e destinata al mazzo. Van Gogh stese il fondo attorno a questa area e poi completò i fiori e alcuni contorni. Questo dettaglio modifica l’immagine di un dipinto nato soltanto da gesti spontanei: dietro l’effetto impetuoso delle pennellate emerge anche una sequenza di lavoro organizzata.
La versione conservata ad Amsterdam presenta una procedura generale confrontabile. Le radiografie rendono visibile anche il particolare andamento intrecciato delle pennellate del fondo, che i conservatori descrivono come una struttura simile a un intreccio.

Perché nel quadro di Amsterdam c’è una striscia di legno aggiunta
Un altro risultato riguarda il supporto della versione di Amsterdam. Secondo lo studio della National Gallery, Van Gogh aggiunse una striscia di legno di circa tre centimetri per ampliare il supporto, forse per adattarlo alle dimensioni previste per la cornice. Senza questa aggiunta, le due tele corrispondono sostanzialmente allo stesso formato francese standard dell’epoca.
La motivazione relativa alla cornice è una possibilità proposta dagli studiosi, non un’intenzione dell’artista documentata in modo definitivo. È un esempio di quanto sia importante distinguere un’osservazione materiale da una spiegazione storica.

Le radiografie hanno trovato un altro quadro sotto i Girasoli?
Non è questa la scoperta descritta nello studio. Le radiografie documentano soprattutto struttura, spessori, successione delle pennellate e interventi sul supporto. Confondere queste evidenze con l’annuncio di un intero quadro segreto sarebbe fuorviante.
Il fascino del caso risiede altrove: una tecnica scientifica consente di leggere decisioni pittoriche normalmente invisibili e di confrontare più versioni di uno stesso soggetto. Per approfondire il contesto artistico, su iCrewPlay Arte trovi anche l’approfondimento dedicato ai Girasoli al Van Gogh Museum e la panoramica su vita e opere di Van Gogh.
Dove si trovano le due versioni studiate
Le tele confrontate in questo studio appartengono rispettivamente alla National Gallery di Londra e al Van Gogh Museum di Amsterdam. Il confronto tecnico, pubblicato dalla National Gallery in occasione di una presentazione del 2014, rimane utile per comprendere la tecnica di Van Gogh: non si tratta di una nuova scoperta annunciata nel 2026.
In conclusione, i raggi X non cancellano la forza emotiva dei Girasoli: mostrano piuttosto come quell’energia visiva sia nata da scelte precise, correzioni e materiali concreti.




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