Global Antiquity apre il 5 novembre 2026 alla Fondazione Prada di Milano e resta visitabile fino al 1° marzo 2027. La mostra occupa il Podium della sede di Largo Isarco 2: gli orari ordinari sono 10:00-19:00, con chiusura il martedì. Il biglietto intero per la sede milanese costa 15 euro, il ridotto 12 euro; l’acquisto online prevede un diritto di prenotazione di 1 euro, esclusi i biglietti gratuiti.
La domanda che tiene insieme il percorso è concreta: che cosa racconta un oggetto quando viene prodotto in un luogo e ritrovato molto lontano? Una statuetta indiana arrivata a Pompei permette di guardare l’antichità attraverso le connessioni fra culture, invece di immaginarla come una successione di civiltà isolate.
Date, orari e biglietti di Global Antiquity
| Informazione | Dettaglio |
|---|---|
| Date | 5 novembre 2026 – 1° marzo 2027 |
| Sede | Fondazione Prada, Podium, Largo Isarco 2, Milano |
| Orari ordinari | 10:00-19:00; chiuso il martedì |
| Intero Milano | 15 euro |
| Ridotto | 12 euro, per le categorie indicate dalla Fondazione |
| Prevendita online | 1 euro a persona, esclusi i biglietti gratuiti |
Le tariffe e le condizioni sono pubblicate nel servizio visitatori ufficiale. Fra le categorie ammesse al ridotto figurano studenti under 26, over 65 e possessori della tessera FAI. Sono previste gratuità, fra cui under 18 e visitatori con disabilità: verifica la categoria applicabile prima di acquistare. I biglietti sono disponibili online o alla biglietteria della sede, fino a un’ora prima della chiusura degli spazi espositivi.

Cosa vedere: tre oggetti per orientare lo sguardo
Il progetto, curato da Salvatore Settis, Anna Anguissola e Chiara Ballestrazzi, riunisce oltre 150 opere e oggetti. L’arco di riferimento va dal 600 a.C. circa al 1000 d.C. e mette in relazione Mediterraneo e Asia. Nella presentazione ufficiale della mostra sono documentati, fra gli altri, tre esempi utili per preparare la visita:
- La statuetta indiana d’avorio da Pompei: un manufatto del subcontinente indiano presente nella città prima dell’eruzione del 79 d.C.
- La statua di uomo con corazza e mantello: un bronzo dell’Arabia meridionale del I secolo d.C., dalla collezione al-Sabah del Kuwait.
- Il cammeo di Shapur I: una sardonica proveniente dall’Iran, successiva al 260, conservata alla Bibliothèque nationale de France.
Non sono tre tappe obbligatorie né un ordine di visita imposto. Puoi usarle come punti di partenza per confrontare materiali, provenienze e immagini del potere. La domanda da portare davanti a ciascun reperto è la stessa: quali elementi aiutano a ricostruirne la storia e quali passaggi restano da interpretare?
Perché il luogo di ritrovamento conta quanto quello di produzione
Il vantaggio di questa prospettiva sta nel distinguere origine, circolazione e uso. Non sono necessariamente la stessa cosa. Un oggetto realizzato in una regione può essere trasportato, scambiato, donato o riutilizzato altrove; il suo significato può cambiare insieme al contesto.
Per il visitatore questo suggerisce un metodo di lettura: osserva prima il manufatto, poi cerca nella didascalia dove fu prodotto, dove venne ritrovato e quale funzione gli viene attribuita. Se le informazioni non coincidono con le tue aspettative, è proprio quella distanza a rendere interessante il confronto. Evita però di trasformare una somiglianza visiva nella prova automatica di un contatto: servono anche cronologia e documentazione.
Anche l’anteprima di Apollo dedicata a Global Antiquity insiste sulla circolazione di materiali e forme oltre i confini. È un buon invito a leggere la mostra per relazioni, senza ridurre ogni opera all’etichetta geografica della collezione che oggi la conserva.
L’allestimento nel Podium
Il progetto espositivo è firmato da Rem Koolhaas e AMO/OMA. La disposizione delle opere traduce il tema delle connessioni in un percorso di incontri e confronti. Prima di cercare un’unica opera simbolo, può essere utile scegliere una domanda: vuoi seguire gli scambi di materiali, le rappresentazioni del potere o le trasformazioni delle immagini religiose?
Questa è una proposta per organizzare lo sguardo, non il resoconto di una visita diretta. Lascia che siano gli oggetti e le informazioni in sala a confermare o correggere il percorso che hai immaginato.
Come arrivare e cosa controllare prima di partire
La fermata della metropolitana indicata dalla Fondazione è Lodi T.I.B.B., linea M3, con uscita verso piazzale Lodi e viale Isonzo. Sono segnalati anche il tram 24, fermata via Ripamonti/via Lorenzini, e il bus 65, fermata Largo Isarco. Controlla eventuali variazioni del trasporto pubblico e le condizioni del biglietto per la data scelta.
Se vuoi aggiungere un’altra tappa culturale milanese, confronta il percorso con la nostra guida alla Pinacoteca di Brera e alle sue prenotazioni. Per un’esperienza diversa, legata al rapporto fra opera e spazio, trovi anche l’approfondimento su Dan Flavin e le luci della Chiesa Rossa. Sono luoghi separati: organizza tempi e spostamenti senza considerarli parte del biglietto della Fondazione.
Quale storia ti incuriosisce di più: il viaggio di un materiale, quello di un’immagine o quello di un oggetto arrivato lontano dal luogo in cui nacque?




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