Greta e le favole vere sarà presentato il 19 luglio in anteprima fuori concorso al Giffoni Film Festival. Il film diretto da Berardo Carboni arriverà poi nelle sale italiane dal 6 agosto con Vision Distribution, portando al pubblico giovane una storia ispirata alle battaglie ambientali di Greta Thunberg.
La scelta di Giffoni non è casuale: il festival lavora da decenni sul rapporto tra cinema, ragazzi e formazione culturale. In questo caso il tema è la crisi climatica, raccontata attraverso una favola contemporanea che prova a rendere accessibile un conflitto complesso senza trasformarlo in lezione scolastica.
Greta e le favole vere: cosa racconta il film

Greta e le favole vere racconta la storia di una bambina di dieci anni che osserva il mondo degli adulti e ne mette in discussione le contraddizioni. Il film usa il registro della favola per parlare di ambiente, responsabilità collettiva e rapporto tra uomo e natura.
La protagonista è Greta, interpretata da Sara Ciocca, figura centrale di un racconto pensato per i più giovani ma non limitato al pubblico infantile. Il riferimento a Greta Thunberg orienta il film verso una dimensione civile, dove l’immaginazione diventa strumento per leggere l’urgenza ecologica.
Il cinema torna così a misurarsi con il racconto della memoria e del cambiamento, un terreno vicino anche alle narrazioni storiche che attraversano il magazine, come accade in nascite rivoluzionarie, arte e voci che hanno fatto storia.
Giffoni Film Festival 2026, cast e uscita al cinema

Alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival il film sarà presentato fuori concorso, con un incontro tra cast, regista e juror. La formula rafforza il ruolo del festival come spazio di confronto diretto tra cinema e nuove generazioni.
Nel cast figurano Raoul Bova, Donatella Finocchiaro, Sabrina Impacciatore, Darko Peric, Federico Cesari e Demetra Bellina, insieme ai giovani interpreti Sara Ciocca, Mattia Garaci, Giovanni Visentin, Federico Rosati, Alba Amira Ramadani e Roberta Palumbo. La presenza di volti noti e nuovi talenti sostiene un progetto che cerca equilibrio tra accessibilità e tema sociale.
L’arrivo nelle sale dal 6 agosto darà al film una seconda verifica: quella del pubblico generalista. Per un’opera che parla di clima, infanzia e responsabilità, la distribuzione estiva può diventare un banco di prova interessante, soprattutto se saprà intercettare famiglie, scuole e spettatori sensibili al cinema civile.
Cinema, clima e favola: perché il titolo può pesare
Greta e le favole vere si inserisce in una linea di cinema che affronta temi ambientali usando linguaggi comprensibili anche ai più giovani. La favola permette di semplificare senza banalizzare, purché il film riesca a mantenere concretezza narrativa e non solo intenzione educativa.
Il tema della natura come spazio minacciato dialoga con una sensibilità culturale più ampia, fatta di miti fondativi, memorie collettive e conflitti sociali. Non a caso il racconto del presente spesso cerca radici nel passato, come mostrano anche le riflessioni su Beatles, Leonardo e lotte di classe.
La domanda aperta riguarda ora la capacità del film di andare oltre il riferimento a Thunberg: sarà un titolo per ragazzi sul cambiamento climatico o una favola capace di parlare anche agli adulti che quelle scelte dovrebbero compierle?