Humanos Eleina D ha portato al Teatro Piccinni di Bari una creazione fisica e visiva dentro DAB26, la rassegna DanzaABari 2026 promossa da Puglia Culture. Lo spettacolo, firmato da Vito Leone Cassano con Alberto Mocellin, lavora sul corpo come materia fragile, controllata, esposta allo sguardo e al limite.
Humanos Eleina D: cosa racconta lo spettacolo

Humanos Eleina D non segue una trama lineare: costruisce immagini di corpi trattenuti, sospesi e manipolati. La danza contemporanea incontra acrobatica aerea, installazione visiva e performance fisica, trasformando la scena in un luogo di osservazione dell’umano, tra bisogno di contatto e impossibilità del contatto.
Al centro c’è una drammaturgia del corpo che evita l’effetto decorativo. Le membrane trasparenti, le superfici mobili e i teli in vetroresina filtrano la presenza dei performer, alterando proporzioni e percezione. La scena non funziona come fondale, ma come dispositivo che modifica il modo in cui lo spettatore legge movimento, ombra e prossimità.
Il progetto si colloca dentro una linea della danza italiana che guarda alla scena come luogo di ricerca, non soltanto di rappresentazione. In questa direzione dialoga con altri percorsi recenti, come gli spettacoli di teatro e danza in Italia e con festival che rimettono il corpo al centro del discorso culturale, tra cui Primavera dei teatri 2026.
Corpi sospesi, acrobatica aerea e scena installativa
La creazione coinvolge 7 interpreti: Claudia Cavalli, Marco Curci, Erica Di Carlo, Francesco Ayrton Lacatena, Antonella Piazzolla, Roberto Vitelli e Samuel Puggioni. Accanto a loro agiscono Matilde Corni e Gaia Stanghellini come presenze sceniche che manipolano corde, strutture e apparizioni nello spazio.
Le corde assumono un ruolo decisivo. Possono evocare vincoli, appoggi, trazioni, legami affettivi o dispositivi di controllo. La scelta sposta l’acrobatica aerea fuori dalla pura prova tecnica: il volo non è liberazione automatica, ma condizione instabile, esposta alla caduta e alla dipendenza da ciò che trattiene.
Il lavoro sonoro di Samuel Puggioni e il light design di Angelo Tauro amplificano questa tensione. Suoni metallici, impulsi elettronici e tagli di luce costruiscono un ambiente percettivo duro, dove il movimento sembra continuamente interrogato da forze esterne. Il sostegno di Teatri di Bari colloca Humanos dentro un sistema produttivo attento alla sperimentazione scenica.
Perché Humanos pesa nella danza contemporanea italiana
Humanos ha una durata di 55 minuti e concentra il proprio impatto sulla densità delle immagini più che sulla narrazione. Il concept e la regia sono firmati da Vito Leone Cassano e Alberto Mocellin, mentre la coreografia resta affidata a Cassano. Il riferimento alla programmazione culturale di Puglia Culture aiuta a leggere lo spettacolo nel quadro di una scena regionale con ambizioni nazionali.
Il suo punto più forte è la scelta di trattare il corpo come archivio emotivo e politico. Le figure in scena appaiono spesso vicine e insieme separate, spinte a cercarsi senza riuscire a stabilire un contatto pieno. È qui che Humanos trova la sua domanda più chiara: quanto controllo può sopportare un corpo prima di perdere la propria relazione con gli altri?
Resta anche un rischio: l’accumulo simbolico può rendere alcuni passaggi meno accessibili. Ma la radicalità visiva della Compagnia Eleina D apre una prospettiva utile sulla danza contemporanea italiana, dove la scena non cerca consolazione immediata e lavora invece sulla vulnerabilità come forma di conoscenza.